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La malattia del genio. Studio sull'epilessia del lobo temporale in Van Gogh

Informazioni tesi

  Autore: Liliana Ivone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Sonia Ruggieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

“La malattia del genio” è il titolo di questa tesi, che si pone come obiettivo quello di dimostrare l’ipotesi secondo la quale il pittore olandese Vincent Van Gogh fosse affetto da epilessia del lobo temporale (TLE).
Il lavoro è suddiviso in due parti.
La prima, composta da tre capitoli, è interamente dedicata all’analisi dell’epilessia del lobo temporale. Il primo capitolo ripercorre la storia di questo disturbo, partendo dal periodo egiziano fino a giungere alle recenti scoperte del XX° secolo.
Il secondo, invece, esegue una dettagliata descrizione della TLE, dei suoi sintomi più comuni e delle sue manifestazioni. Inoltre mette in rilievo i tratti che contraddistinguono le persone che soffrono di questo disturbo; essi sono: ipergrafia, ipereligiosità, iposessualità o alterata sessualità; aggressività e adesività.
Nel terzo capitolo viene fatto un piccolo accenno alle grandi personalità storiche che sono state colpite da questa forma di epilessia. Si procede ad esaminare la vita di scrittori, filosofi, profeti o “uomini di Dio” (tra i quali citiamo San Paolo, Poe, Kierkegaard, Dostojevshij, Giovanna D’Arco…) affetti da TLE.
La seconda parte, anch’essa formata da tre capitoli, è incentrata sulla figura di Van Gogh. Nel quarto capitolo sono descritti sommariamente i momenti più importanti della sua breve, ma intensa vita.
Nel quinto, invece, si dimostra il motivo per il quale si pensa che il pittore abbia sofferto di epilessia del lobo temporale. Dunque si analizzano gli aspetti del suo temperamento e gli episodi della sua biografia che possono essere interpretati come sintomi di TLE.
Nell’ultimo capitolo si effettua l’analisi psicologica delle sue opere più significative: “la notte stellata”; “La camera da letto di Arles”; “La casa gialla” e “Campo di grano con corvi”.
Lo studio, in conclusione, dimostra che la TLE influenzò non solo la vita, ma anche la creatività e la produzione artistica di Van Gogh.

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4 INTRODUZIONE “La malattia del genio” è il titolo di questa tesi. La malattia in questione è l’epilessia del lobo temporale (TLE) o, meglio conosciuta, come “sindrome di Geschwind”; invece il genio a cui facciamo riferimento nel titolo è Vincent Van Gogh. Questo studio ha, dunque, lo scopo di dimostrare l’ipotesi secondo la quale il pittore olandese era affetto da questa tipica e, poco conosciuta, forma di epilessia. Il motivo che mi ha spinto ad approfondire questo tema è stato sicuramente l’amore e l’ammirazione per l’arte di Van Gogh; uno tra i pittori più studiati da psichiatri, critici d’arte e medici, a causa della sua tormentata esistenza. Infatti, leggendo la sua biografia, ci si rende conto che qualcosa in lui non andava, che era affetto da qualche malattia. Il problema, però, è proprio questo: quale fu la patologia che colpì il genio olandese? È stato questo il punto di partenza della mia ricerca. Per rispondere a tale domanda ho letto biografie, critiche e articoli su Van Gogh, ognuno dei quali riportava ipotesi differenti circa la malattia di cui egli fu vittima. Infatti, dopo la sua morte, furono in molti a proporre diagnosi circa la sua patologia. C’era chi pensava che fosse affetto da schizofrenia (Jasper), chi parlava di malattie maniaco- depressive, di sifilide, di intossicazione da digitale (Stojanov) e, perfino, di glaucoma. Tra tutte queste tesi, quella che mi ha affascinato di più, é quella secondo la quale il pittore olandese soffrisse di TLE o epilessia del lobo temporale. Perciò, per dimostrare questa ipotesi, ho raccolto tutto il materiale possibile; l’ ho studiato, l’ ho elaborato e l’ ho trascritto in queste pagine, giungendo alla conclusione che alcuni sintomi e tratti di personalità presenti in Van Gogh è molto probabile che siano stati causati dalla TLE. Questo lavoro è organizzato in due parti. La prima è dedicata all’analisi dell’epilessia del lobo temporale. Infatti, dopo aver chiarito cosa si intende con il termine “epilessia”, si procede ad esplorare la storia di questa sindrome. A tal fine vengono spiegati i modi in cui l’epilessia è stata trattata ed interpretata nel corso dei secoli, partendo dal periodo egiziano fino a giungere ai giorni nostri. A questo punto ci siamo soffermati sulla descrizione di questa malattia, la quale è prodotta da lesioni a carico del lobo temporale. In particolare si è fatto riferimento alla figura di Geschwind, ossia uno dei maggiori studiosi di TLE; secondo il quale le caratteristiche che contraddistinguono questo disturbo sono cinque: ipergrafia, ipereligiosità, iposessualità o alterata sessualità, aggressività e adesività. Ma i malati di TLE, presentano, oltre a questi tratti, allucinazioni sensoriali, rapidi cambiamenti di umore, attacchi di

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