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L'anziano come vittima

Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Ceccanti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gemma Marotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

Tra i soggetti "deboli" di una società si pongono non solo donne e bambini, ma anche gli anziani. Convenzionalmente è anziano chiunque abbia compiuto 65 anni (criterio condiviso dall'Istat). Questa fascia di età è facile preda di criminali perchè notoriamente debole, sia fisicamente (furti-scippi-rapine) sia psicologicamente (truffe, circonvenzione d'incapaci) e perchè difficilmente denuncia quanto accade (si è stimato che solo il 10%degli abusi è stato denunciato), per i più diversi motivi. La violenza avviene non solo per strada ma anche nei contesti familiari e, sempre più spesso, nelle case di riposo (contenzione, relocation, Angeli della morte). La posizione giuridica dell'anziano non è diversa da quella riservata alle altre fasce di età: nè Costituzione, nè codici nè leggi prevedono una specifica tutela a protezione della terza età, se non con qualche rara eccezione con valenza unicamente regionale. Il fenomeno è ampiamente sommerso, l'interesse in materia è scarsissimo, l'incidenza del numero oscuro è molto rilevante e la mancanza di una tutela giuridica specifica a favore degli anziani è una grave mancanza che un paese come il nostro, in cui vive la percentuale più elevata al mondo di anziani, non può permettersi. Vari sono i fattori di rischio di vittimizzazione dell'anziano e le conseguenze dell'atto criminoso sono, per lui, devastanti.

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1 Capitolo 1 Definizione di anziano e aspetti demografici Introduzione Ogni persona può diventare vittima di una crimine, ma alcune sono maggiormente esposte. Donne, bambini, anziani sono più facilmente aggredibili in quanto più fragili, deboli e incapaci di difendersi. Questo è dovuto sia ad una discriminazione posta in essere dalla cultura dominante, specialmente per quanto riguarda la donna, sia ad oggettive caratteristiche fisiologiche e psicologiche. Le tre tipologie di popolazione in questione condividono un comune status psico- sociale: sono, nella nostra società, i cosiddetti “soggetti deboli”, caratterizzati da una forte dipendenza nei confronti di un soggetto più forte, interno o esterno alla famiglia. Sono le persone che devono ancora costruire o conquistare la propria autonomia, bambini e donne, oppure che la stanno progressivamente perdendo, gli anziani. Proprio questa condizione di dipendenza, di assenza o perdita di autonomia, costituisce uno dei principali fattori di rischio. Per quanto riguarda la donna, la letteratura è colma di produzioni che attestano come quasi tutte le culture attuali abbiano discriminato il genere femminile per secoli, e solo dal XX secolo si stia prestando attenzione al rispetto delle “pari opportunità”. Relativamente ai minori, il problema della violenza contro di essi è sentito solo negli ultimi decenni. Il fenomeno della violenza sembra essere in aumento, ma in realtà questa crescita è legata alla maggiore capacità di rilevare il dato. La maggior sensibilizzazione ha

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