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Il mito di Ulisse nell'opera di Jorge Luis Borges

Jorge Luis Borges s'inserisce nella schiera di coloro che fra gli ultimi anni dell'Ottocento e gli inizi del Novecento contribuirono ad una rivalutazione del mito. La continua esplorazione dei miti e delle antiche origini delle letterature rappresenta una delle caratteristiche peculiari che contribuì a rendere celebre la sua opera. Borges sviluppa il rapporto fra mitologia e letteratura scritta nella forma di inserimento del mito nella produzione letteraria; nello scrittore argentino la mitologia e la letteratura scritta costituiscono due tendenze complementari, in quanto ognuna di esse presuppone l'esistenza dell'altra. Ed è proprio per la rivalutazione del mito nella sua produzione letteraria che Borges viene comunemente insignito del titolo di Omero della pampa: nei confronti della mitologia classica, difatti, l'autore argentino si pone non solo come grande cultore ed estimatore ma anche come abile riscrittore, attraverso una personale interpretazione attualizzante. Il mito di Ulisse acquisisce nell'opera di Borges una connotazione trasversale, diventando l'emblema della sua passione per i motivi della tradizione culturale occidentale: esso attraversa gran parte della produzione poetica e prosastica dello scrittore argentino, divenendo, al pari del labirinto o dello specchio, uno dei simboli distintivi della sua poetica.

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2 Introduzione Le opere di Jorge Luis Borges (Buenos Aires 1899 - Ginevra 1986) cominciarono ad essere note universalmente solo a partire dagli anni Settanta, ma dal momento della loro diffusione lo scrittore argentino diventerà uno degli autori più citati della letteratura contemporanea, acquisendo una notorietà internazionale. Alla fine del XX secolo la sua letteratura conquisterà la potenza di un simbolo. Le ragioni dell'importanza di Borges vanno ricercate principalmente nel suo ritenere la letteratura non il frutto di un'ideologia o di un movimento, bensì una creazione accessibile a tutti. Nell'ottica dello scrittore argentino il lettore svolge un ruolo attivo nell'opera: durante la lettura egli si fonde con l'autore attraverso la propria interpretazione, che rappresenta un processo di ricreazione dell'opera stessa. In tal modo lo scrittore esula dalle tendenze imperanti del Novecento, secolo dominato dalle avanguardie. La sua opera ha avuto la fortuna di affermarsi proprio in quel periodo in cui l'esigenza di una svolta e di un ritorno alle origini della letteratura veniva fortemente avvertita dai lettori ormai stanchi delle aride e ripetitive sperimentazioni d'avanguardia. Con la sua letteratura fantastica, ricca d'immaginazione filosofica, Borges ha influito sull'allontanamento del mondo letterario dalle tendenze legate al realismo. La sua principale novità consiste nel servirsi della filosofia, che rappresenta per lui

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Tanya Rocca Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6890 click dal 08/05/2007.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.