Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il futuro della cooperazione sociale di tipo B. Analisi degli scenari della provincia di Roma

La tesi è strutturata in tre capitoli. Nel primo capitolo è racchiusa la storia del movimento cooperativo, il riconoscimento normativo della cooperazione sociale e le relative dinamiche di sviluppo dalla loro prima apparizione ad oggi.
Il secondo capitolo è dedicato alla specificità della cooperazione sociale di inserimento lavorativo. Il primo paragrafo è rivolto alla comprensione delle azioni messe in atto al fine di inserire lavorativamente i soggetti svantaggiati. Vengono specificate le categorie di svantaggio in base alla legge 381 del 1991 e al regolamento comunitario n. 2204 del 2002 ed esaminate le normative (legge n. 68 del 1999 e D.Lgs 276 del 2003) volte ad aumentare le possibilità di entrata nel mondo del lavoro alle persone svantaggiate. Nel secondo paragrafo si esaminano le azioni legislative messe in pratica, fin dal 1987, della regione Lazio, allo scopo di promuovere la cooperazione sociale di inserimento lavorativo. Nell’ultimo paragrafo vengono analizzate le dinamiche della cooperazione sociale di tipo B in Italia e nel Lazio, unica regione italiana con più cooperative sociali di tipo B che di tipo A.
L’ultimo capitolo è dedicato interamente, all’indagine realizzata allo scopo di tracciare le prospettive future della cooperazione sociale di tipo B nella provincia di Roma. Il primo paragrafo è dedicato alla metodologia utilizzata, il secondo alla descrizione degli attori intervistati. Nel terzo si tracciano i risultati della ricerca e nell’ultimo i possibili scenari futuri della cooperazione di inserimento lavorativo nella provincia di Roma.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Oggetto di ricerca di tale tesi è la cooperazione sociale di inserimento lavorativo. La cooperazione sociale è caratterizzata da una natura pubblicistica e privatistica: pubblicistica riguardo agli scopi, privatistica per la sua forma organizzativa. Infatti, la cooperazione sociale, “ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” 1 ; non si tratta di un interesse meramente “privatistico”. I soci perseguono i propri interessi economici attraverso l’associarsi in cooperativa, interessi che però non risultano essere più importanti rispetto a quelli di carattere generale. In sintesi, la cooperazione sociale gestisce interessi pubblici attraverso l’organizzazione dell’impresa privata, il rispetto dei principi di mutualità 2 e senza fini di speculazione privata, secondo la definizione dell’articolo 45 della Costituzione 3 . I rimandi che la cooperazione sociale può avere sull’economia del Paese sono vastissimi. Basti pensare alla crisi dello Stato sociale, costretto ad adoperare tagli sull’assistenza nei confronti dei cittadini più bisognosi e a non intervenire più in modo diretto ma attraverso imprese private senza scopo di lucro: le cooperative sociali. In tal modo gli enti pubblici adottano lo strumento delle convenzioni con le cooperative sociali al fine di perseguire quei bisogni di interesse collettivo che non riescono più a soddisfare in modo economico. La cooperazione sociale è un fenomeno di relativa novità: è assente fino alla metà degli anni Settanta. È grazie all’avvento della Costituzione che viene riconosciuta la “funzione sociale della cooperazione”, è così che, dal basso, prende forma il movimento. 1 Legge n. 381 del 1991, articolo 1 2 I principi della mutualità all’interno della cooperazione sociale sono caratterizzati dai seguenti elementi: democrazia interna, porta aperta, partecipazione dei soci. 3 L’ articolo recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità (…)”

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Valentina Innocenzi Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1625 click dal 09/05/2007.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.