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Storia degli scavi nell'Ager Tusculanus tra 1700 e 1800

Argomento principale di questa mia ricerca sono le campagne di scavo realizzate nell’agro tuscolano a partire dal XVII secolo, ponendo poi maggior attenzione allo studio dei reperti archeologici rinvenuti negli scavi sette e ottocenteschi. L’estrema complessità della materia, legata alla ricerca e alla ricomposizione nel corso del tempo, viene documentata dall’attività dell’architetto-archeologo Luigi Canina. La vastità dei suoi interessi, paragonabile a quella degli umanisti del ‘400, lo portarono ad occuparsi di innumerevoli aspetti nel campo dell’archeologia, ponendo così le basi di una nuova metodologia delle indagini rivolte all’antichità e alla tutela dei beni storico-artistici. La collezione archeologica tuscolana, conservata nel Castello di Agliè in Piemonte, deve la sua attuale formazione alla Regina Maria Cristina di Sardegna, vedova del re Carlo Felice. Comprende statue, pitture parietali, terrecotte rinvenute presso il sito dell’antico Tuscolo. Fra il 1804 ed il 1820 fu Luciano Bonaparte, principe di Canino, a dirigere gli scavi. Successivamente furono affidati da Maria Cristina di Sardegna a Luigi Biondi nel 1825 e nel 1839 all’architetto-archeologo piemontese Luigi Canina. Il fine del mio lavoro è di offrire un utile strumento alla ricontestualizzazione dei cospicui ritrovamenti confluiti, in gran parte, nel Castello Ducale di Agliè e nei vari Musei italiani e stranieri in seguito alle vicende collezionistiche che hanno coinvolto la maggior parte di essi.

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2 Capitolo 1 – Breve storia del Tuscolo Breve storia del Tuscolo La città di Tusculum fu uno dei più importanti ed antichi centri sorti nel territorio dei Colli Albani in cui nacque e si sviluppò la civiltà latina, ancor prima della fondazione di Roma. Secondo la leggenda, Tusculum fu fondata da Telegono, figlio dell’eroe greco Ulisse e della Maga Circe; secondo la storia da misteriosi Pelasgi, popolo che avrebbe abitato le regioni del bacino orientale del Mar Mediterraneo prima di quello ellenico. Dal punto di vista archeologico è documentata un’occupazione del sito già tra la fine del X-IX secolo a.C. Successivamente la città fu sotto il dominio etrusco dal quale potrebbe derivare l’origine etrusca del termine Tusculum che ha la stessa etimologia di TUSCUS, cioè etrusco. Tusculum si unisce in confederazione con le città latine sorte nel territorio dei Colli Albani, confederazione presieduta da Albalonga, con lo scopo di preservare le tradizioni latine. I rappresentanti di queste comunità celebravano ogni anno le ferie latinae, riunendosi nel santuario di Iuppiter Latiaris sulla vetta del Mons Albanus ( l’attuale Monte Cavo) per celebrare un rito religioso comune, il cui scopo principale era di rinsaldare i reciproci rapporti d’amicizia. Nel 499 a. C. (o 496 a. C.) la battaglia del Lago Regillo determina la vittoria dell’Urbe sui popoli latini, che pur sconfitti non subiscono una disfatta; Roma, infatti, stipula con ognuna delle città latine un trattato di pace, il foedus Cassianum, esempio di quello che i romani definivano un foedus aequum, ossia un patto equo, che poneva le due parti su uno stesso livello. Del foedus Cassianum si avvantaggia soprattutto Tusculum, che instaura con Roma un rapporto privilegiato, suscitando un certo risentimento nelle altre città latine. Secondo la testimonianza di Tito Livio, per conseguire il successo in questa battaglia, il dittatore romano Aulo Postumio Albino, compì il rito dell’evocatio per ottenere il favore dei Dioscuri, patroni di Tuscolo. A seguito della battaglia infatti, gli stessi gemelli sarebbero apparsi ad abbeverare i cavalli nel Foro Romano nel punto dove nel 484 a.C. il dittatore avrebbe dedicato loro un tempio. Nel 381 a. C. Roma concesse la cittadinanza a Tuscolo, che divenne il primo Municipium cum suffragio, ossia città con diritto di voto e autonoma, ma pienamente integrata nel sistema statale romano. Da questo momento in poi però Tusculum perde la sua identità individuale entrando nella sfera d’influenza di Roma. Nel periodo tardo-repubblicano si assiste alla conversione del sito in meta di villeggiatura per Cicerone, Lucullo, Tiberio, Nerone e Galba che realizzano qui le loro ville. Il territorio del Municipium di Tuscolo si popola di queste straordinarie dimore, sontuosamente decorate di tante ricchezze: il praetorium, palazzo vero e

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabiana Valeri Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.