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Cittadinanza e legittimazione nell'Unione europea

Informazioni tesi

  Autore: Loredana Romanelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: relazioni e politiche internazionali
  Relatore: Biagio De Giovanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Il lavoro si concentra sugli aspetti problematici dell'UE, in un momento storico di grande importanza per il futuro del progetto comunitario. Dopo l'allargamento ed il fallimento del progetto di costituzione Europea l'Unione si trova davanti ad una crisi senza precedenti che investe sia la struttura istituzionale, sia la percezione che i cittadini hanno di questa grande istituzione percepita come un "dittatore benevolo". In quest'ottica una possibile soluzione alla crisi è data dall'istituzione della cittadinanza europea, la cui nascita, nel 1992, e il cui sviluppo sembrano fornire un'ancora di salvezza al disegno di una grande Europa dei popoli.

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INTRODUZIONE Ormai l’Unione Europea è una realtà consolidata, che nel corso di cinquanta anni di storia ha raggiunto importanti conquiste. I diversi Trattati - dal Trattato di Roma del ‘57 al Tratta- to di Nizza, fino al Trattato costituzionale del 2004 – hanno contribuito a rafforzare i risulta- ti ottenuti in questi cinquanta anni di storia comunitaria. Per meglio comprendere, però, le particolarità di un’Unione voluta da uomini lungimiranti – desiderosi di ricucire i rapporti fra i diversi Stati europei su un terreno pacifico e di creare un blocco di Stati europei da con- trapporre allo strapotere americano ed alla minaccia sovietica – è opportuno ripercorrere le tappe cruciali della sua storia, attraverso l’analisi di quei passaggi che hanno delineato i connotati particolari di quest’entità. Caratterizzata dalla nascita dallo spostamento di sovranità dagli Stati membri ad un livello superiore, l’evoluzione dell’Unione Europea è definita da un paradosso: la sua costruzione ha richiesto sostanziali abbandoni di sovranità da parte degli Stati membri, ai quali tuttavia non è ancora subentrato nulla di equivalente su scala comunitaria. L’Unione ha, infatti, gra- dualmente svuotato le sedi della sovranità nazionale senza contemporaneamente sostituirvi una sovranità europea; ha privato gli Stati membri di alcune delle loro prerogative senza che si costituisse a livello europeo un’entità in grado di svolgere le funzioni in precedenza svolte dagli Stati stessi. Questo paradosso ha prodotto una conseguenza importante, che in qualche maniera ha condizionato l’evoluzione dell’UE ed il suo rapporto con i cittadini: l’impossibilità per gli elettori europei di influire sul processo decisionale comunitario. Per risolvere, almeno in parte tale paradosso, l’Unione Europea ha intrapreso ormai da anni un’opera di consolidamento e di democratizzazione delle sue strutture. Con quest’opera di rafforzamento, consolidamento e democratizzazione delle strutture esistenti, resa ancor più necessaria dell’allargamento del 2004 che ha fatto dell’UE una realtà ancor più importante in termini di numeri - l’UE è diventata la terza entità demografica, la seconda entità econo- mica, la prima entità commerciale – si è cercato di dare soluzione ai problemi che sin dalla nascita attanagliano l’UE: i problemi relativi al deficit democratico ed alla mancanza di le- gittimità delle istituzioni comunitarie. Per poter considerare l’Unione Europea un’unione ef- fettivamente politica - oltre che un’Unione economica e monetaria - è necessario, infatti, 1

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Parole chiave

cittadinanza
cittadinanza europea
cittadinanza globale
costituzione
deficit democratico
grimm
habermas
legittimità
nazione
patriottismo costituzionale
popolo europeo
unione europea

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