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La fortuna di Jane Eyre in Italia

Qual è stata la fortuna di Jane Eyre nel nostro paese? Mi è parso di intuire che la maggior parte degli italiani nel loro iter scolastico hanno sentito parlare di questo romanzo, ma non ne riescono a dare una collocazione temporale o a ricordarsi da chi sia stato scritto. Nonostante ciò, ritengo che sia esatto parlare di fortuna riguardo a questo romanzo: innanzitutto per la grande quantità di traduzioni che è possibile rinvenire nel panorama editoriale italiano; ciòi ndica che il fascino e il valore di Jane Eyre continuano ad attirare l’attenzione degli italiani tanto che Bianca Pitzorno, ha deciso di confrontarsi direttamente con il grande romanzo inglese, come avevano già fatto altre sue “colleghe” di lingua inglese . La tesi si articola in tre capitoli. Nel primo capitolo viene affrontata la vita di Charlotte Brontë. Essendo la tesi incentrata sulla traduzione, viene analizzato il fitto carteggio della scrittrice alla ricerca di qualsiasi accenno ai suoi rapporti con la traduzione. A conclusione del capitolo la fortuna del testo in Inghilterra e in Italia, e se è ovvio che le differenze sono rilevanti, in Italia l’uscita del romanzo non ha scatenato le polemiche che il testo aveva suscitato nel suo paese. Le traduzioni sono l’argomento centrale del secondo capitolo. Raccogliendo la documentazione utile ad affrontare con una certa consapevolezza e con un modus operandi adatto lo studio e la comparazione delle diverse traduzioni, si è subito palesata la grande necessità di preparazione del traduttore e l’enorme vastità della trattatistica riguardo i Translation Studies. Ho ritenuto doveroso delineare brevemente la nascita e l’evoluzione di questa branca della letteratura comparata, esponendo le teorie più significative delle tre generazioni in cui si è soliti dividere questi studi. Inoltre, poiché era un’utile premessa al mio lavoro, vengono analizzate le problematiche relative all’approccio al testo nella lingua di partenza e la sua trasposizione nella lingua di arrivo, fornendo anche termini tecnici specifici di quest’ambito. Dopo aver delineato i criteri della scelta delle traduzioni analizzate nel mio elaborato e aver inquadrato il brano della traduzione nello sviluppo della trama, l’analisi vera e propria è stata divisa in due sottoparagrafi: nel primo viene fatta una lettura superficiale dei testi cercando di confrontare le perdite e le aggiunte che sono state fatte rispetto all’originale, l’effetto che queste hanno sulla fedeltà e buona riuscita della traduzione e se il target dei potenziali lettori e il genere narrativo con cui è scritto Jane Eyre viene rispettato o meno nelle scelte operate dai traduttori e dai loro editori; si è scelto di assegnare ad ogni traduzione uno spazio proprio. Al contrario, nel secondo paragrafo le traduzioni vengono analizzate nell’insieme, ponendole in confronto diretto fra loro, analizzando specifiche aree: artifici artistici ed espressivi, temi ricorrenti, diversità di strutture fra l’italiano e l’inglese, valutazione della traduzione del termine you con il voi e, a seguire, un breve excursus finale sulle parti del testo che meglio erano state rese nelle diverse traduzioni. Naturale, quindi, prendere in considerazione, nel terzo e ultimo capitolo della tesi, l’unica riscrittura italiana di Jane Eyre, La bambinaia francese di Bianca Pitzorno. Dopo aver fornito una breve biografia della scrittrice italiana, viene sottolineato il diverso background storico e culturale che ha portato la scrittrice a quel rapporto di odio-amore con il testo della Brontë sfociato nella stesura del suo romanzo. La precisione nel riferirsi al testo originale non fa altro che mettere in evidenza quelle parti in cui la scrittrice italiana decide di scostarsi dal testo inglese per dare la sua personale interpretazione degli atteggiamenti e degli eventi che avvengono in quel maniero solitario, disperso nella brughiera. Ciò avviene soprattutto a livello dei personaggi: ci sono personaggi che rimangono inalterati, personaggi che vengono delineati con maggior accortezza, altri che vengono lasciati in disparte, personaggi che vengono colti da punti di vista completamente diversi per cui da simpatici divengono antipatici e viceversa. Il confronto non termina, però, solo a questo livello: tutti gli episodi che si susseguono al maniero vengono interpretati dal punto di vista di Sophie. Siccome notevoli sono le affinità con quello che forse è il più conosciuto rifacimento del capolavoro inglese, Wide Sargasso Sea di Jean Rhys, anche questo romanzo viene preso in considerazione in questa comparazione diretta. Nel finale vengono riportate le considerazioni personali di Bianca Pitzorno sul suo lavoro e sul suo rapporto con Charlotte Brontë e Jane Eyre.

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4 Introduzione Qual è stata la fortuna di Jane Eyre nel nostro paese? Si può veramente parlare di fortuna e questa da cosa è determinata? Sono le domande da cui sono partita per la stesura della mia tesi. I criteri con cui determinare il successo di un’opera possono essere molteplici: l’interesse della critica, presenza del testo originale e delle traduzioni nella editoria del paese preso in considerazione, adozione del testo in programma scolastici, creazione di edizione per studenti, trasposizioni teatrali o cinematografiche e così via. Durante le ricerche di traduzioni del capolavoro di Charlotte Brontë, mi è parso di intuire che la maggior parte delle persone nel loro iter scolastico hanno sicuramente sentito parlare di questo romanzo, ma non ne riescono a dare una collocazione temporale o a ricordarsi da chi sia stato scritto. Nonostante ciò, ritengo che sia esatto parlare di fortuna riguardo a questo romanzo, tenendo conto principalmente di due fattori: il primo è la grande quantità di traduzioni che è possibile rinvenire nel panorama editoriale italiano, traduzioni che, con annate più o meno fortunate, sono rintracciabili in tutto il secolo scorso e anche nel secolo in cui siamo appena entrati. Ciò sta ad indicare che il fascino e il valore di Jane Eyre continuano ad attirare l’attenzione degli italiani tanto che, e qui arriviamo al secondo fattore, una nota scrittrice italiana, Bianca Pitzorno, ha deciso di confrontarsi direttamente con il grande romanzo inglese, come avevano già fatto altre sue “colleghe” di lingua inglese 32 . La scelta non può che essere dettata sia dal valore del testo inglese di per sé, sia dalla visibilità che tale romanzo ha sempre avuto nella cultura e 32 Jean Rhys, Wide Sargasso Sea, 1966; Julia Kavanagh, Adéle. A Tale, 1858

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Serena Spertini Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6290 click dal 15/05/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.