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Utilizzo di zeoliti per l'adsorbimento e la degradazione di antibiotici (sulfamidici) finalizzato al trattamento delle acque

Informazioni tesi

  Autore: Lara Gigli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: scianze geologiche
  Corso: Scienze geologiche
  Relatore: Annalisa Martucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Consiste nella sperimentazione di due famiglie di zeoliti, idrofobiche ed idrofiliche entrambe prese nella forma Mordenite e zeolite Y ,che hanno subito scambi con metalli di transizione (Fe Co Cu), per osservare se queste sono in grado ,messe a contatto con antibiotici, sulfamidici ,di adsorbirli al'interno della loro struttura cristallina o addirittura sviluppare preocessi di degradazione, comportando la formazione di prodotti di degradazione dei sulfamidici meno tossici per l'ambiente e l'uomo.

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INTRODUZIONE In campo scientifico si rende sempre più necessaria una ricerca legata alle problematiche ambientali che si sono fatte più imponenti e preoccupanti negli ultimi decenni. Proprio la sensibilità verso l’ambiente è il motore per lo sviluppo in senso tecnologico di materiali e strumentazioni sempre più “pulite” per migliorare la qualità dell’aria, diminuire o eliminare l’inquinamento delle acque e dei suoli. L’inquinamento del suolo è determinato in molti casi dall’utilizzo di fertilizzanti chimici o naturali spesso ricavati dai reflui zootecnici, Questi depositati su suolo agricolo risultano essere i principali veicoli di antibiotici usati in campo veterinario. Le categorie di antibiotici ritrovati sono molteplici, ma la classe dei sulfamidici è quella con la percentuale più alta, essi infatti sono utilizzati negli allevamenti animali come antiparassitari e promotori della crescita. La loro presenza, con concentrazioni talvolta superiori ai limiti legislativi, in diversi ambienti, quali suoli, sistemi acquatici come fiumi e laghi e falde acquifere è stata rilevata in molti paesi sia europei (Inghilterra, Germania e Svizzera) che extracomunitari come Stati Uniti e Canada. Ciò ha destato tanto scalpore e preoccupazione da finalizzare parte della ricerca a studi per evitare la crescita del fenomeno. Il lavoro qui di seguito esposto si propone come obbiettivo proprio quello di sostenere lo sviluppo di una metodologia sperimentale contro l’inquinamento antibiotico dei reflui zootecnici, utilizzando degli importanti catalizzatori come i materiali zeolitici. L’interesse e quindi la scelta di questi particolari minerali silicatici, deriva dalle loro peculiari proprietà fisiche: • porosità strutturale • capacità di disidratazione reversibile • capacità di scambio cationico. 1

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Parole chiave

adsorbimento
ambiente
degradazione
metalli di transizione
prodotti di degradazione
scambio cationico
sulfamidici
uomo
zeoliti

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