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Vola solo chi osa farlo. Comunità per minori: come rafforzare la capacità di resilienza dei bambini attraverso le fiabe

Molto spesso attorno ai bambini inseriti nelle comunità per minori si crea un alone di rassegnazione poichè si crede che non abbiano le risorse per far fronte alle difficoltà della vita. Invece è importante che gli educatori professionali seguano i principi della resilienza: è possibile una ripresa evolutiva anche in seguito ad un'esperienza traumatica. Nelle comunità per minori come si può fare per accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita sostenendoli nell'elaborazione di quanto accaduto loro? A mio parere un utile strumento che gli educatori devono rivalutare sono le fiabe: forme narrative che attraverso l'identificazione del bambino nel personaggio permettono al piccolo ascoltatore di superare prove difficili, acquisire fiducia in se stesso e di credere in futuro possibile.

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Introduzione 1 _________________________________________________________ INTRODUZIONE Vola solo chi osa farlo. Molti educatori professionali hanno la sensazione che i bambini che vengono inseriti in comunità, il più delle volte, abbiano un destino segnato: ritardi dell’apprendimento, sostegni scolastici, ripetute bocciature, bassa autostima di sé e problemi comportamentali. Questi bambini, inoltre, a differenza dei loro coetanei, non hanno sogni nel cassetto, non desiderano diventare cantanti, dottori, astronauti, ballerine… È come se intorno a loro si creasse un alone di rassegnazione, non si fa affidamento sulle loro potenzialità, non si crede di poter investire su di loro, ma così facendo non gli viene permesso di acquisire fiducia in se stessi, di sognare e di desiderare un futuro possibile. Questo atteggiamento è caratteristico di un modo di pensare lineare: chi gode di buona salute, ha una bella famiglia potrà svilupparsi positivamente; chi, invece, è debole, senza famiglia, malato, non ha la possibilità di evolversi. Se gli educatori aderissero a questo ragionamento non potrebbero fare niente per aiutare i bambini in comunità. Loro compito è invece quello di stimolare i piccoli ospiti, di spronarli attraverso il gioco ed il fare insieme, costruendo un tragitto in cui gli adulti, inizialmente, accompagnano i bambini per mano, per poi, col passare del tempo, lasciarli liberi di intraprendere il proprio cammino. Purtroppo però non tutti i bambini ed i ragazzi accolti in comunità sono disposti a far fronte alle difficoltà per superarle e ricominciare a vivere, o meglio, molti di loro si accontentano di ciò che hanno. Per questo vola solo chi osa farlo, oltre al supporto offerto dagli educatori in un ambiente protetto, ci vuole coraggio, determinazione e forza di volontà. Eric Berne 1 afferma che ognuno di noi nasce come principe o principessa, ma a causa delle situazioni o delle scelte, spesso si limita a vivere come una rana. Bisogna aiutare i bambini a conoscere il loro mondo emotivo, sostenerli nell’espressione delle emozioni e dei sentimenti, ad avere fiducia nelle proprie capacità per avvicinarsi e conoscere il lato “principesco” che c’è in loro. Gli educatori professionali devono seguire i principi della pedagogia della resilienza, la quale valorizza i punti di forza ed i lati positivi dei bambini e non le loro 1 Eric Berne (Montreal, 10 maggio 1910 – 15 luglio 1970), è stato uno psicologo e psicoterapeuta, autore della celebre teoria chiamata analisi transazionale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Valentina Giannelli Zito Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.