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Misure di disuguaglianza e povertà: un'analisi empirica per il caso italiano

Informazioni tesi

  Autore: Irene Brunetti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Carlo Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

Questo lavoro si propone di analizzare la distribuzione dei redditi tra le famiglie italiane dal 1987 al 2004. Il primo passo è stato introdurre le principali teorie sulla distribuzione (primaria e secondaria) del reddito; successivamente sono state descritte le più importanit misure di disuguaglianza e povertà ed infine si è passati ad illustrare l'analisi effettuata. I dati, che ci hanno permesso di studiare l'evoluzione dei fenomeni sopra menzionati, sono stati tratti dall'Archivio Storico della Banca d'Italia.
Il quadro che emrge dai risultati conferma la diminuzione dei redditi medi familiari negli anni 90, anni caratterizzati da una crisi economica, e l'aumento della disuguaglianza e povertà. le differenze socio-demografiche della popolazione ci hanno portato a studiare le variazioni dei redditi medi e degli indici di disuguaglianza: tali fattori contribuiscono a spiegare l'andamento della distribuzione dei redditi e dei fenomeni ad essa connessi.

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____________________________________________________________Introduzione 1 INTRODUZIONE Le questioni distributive non sempre hanno ricevuto la giusta attenzione e sono state trascurate a vantaggio degli studi sull’efficienza. Negli ultimi anni si è però assistito ad un fiorente sviluppo di studi sulle disparità distributive. Il punto di partenza fu l’intuizione di Pareto (1897), secondo cui la distribuzione del reddito è sostanzialmente immutabile nel tempo e nello spazio. Mezzo secolo dopo vennero fatti notevoli passi in avanti grazie alle ricerche di Kuznets (1955) e alla sua famosa relazione tra disuguaglianza e sviluppo economico ad “U rovesciata”, secondo cui la disuguaglianza si acuirebbe nelle fasi iniziali in cui l’economia si trasforma da agricola a industriale, per poi diminuire man mano che essa procede verso uno stadio di sviluppo più avanzato. Questa ipotesi contribuì a spostare l’attenzione e la ricerca sulle economie emergenti. Il dibattito sull’evoluzione di lungo periodo della distribuzione dei redditi nei paesi sviluppati è tornato ad essere dominante negli ultimi decenni a causa dell’ improvviso aumento della dispersione dei redditi registrato in alcuni di essi, in particolare Stati Uniti e Regno Unito(vedi Atkinson e Brandolini, 2004). Tale interesse riflette un malessere generale delle famiglie e un peggioramento delle loro aspettative a partire dai primi anni novanta, segnalato da indicatori come il clima di fiducia dei consumatori, che ne sintetizza il giudizio sulla situazione economica e finanziaria (Golinelli e Parigi 2005). L’esperienza più recente dei principali paesi industrializzati ha mostrato come i processi di globalizzazione e di ristrutturazione industriale, l’introduzione di nuove tecnologie informatiche e la modificazione del peso dei vari settori produttivi abbiano prodotto effetti sul mercato del lavoro che si sono tradotti in una sensibile crescita dei livelli di disuguaglianza. Ciò a conferma del fatto che esistono dei legami tra caratteristiche del sistema produttivo, effetti delle politiche economiche e distribuzione (primaria e secondaria) del reddito. Lo studio della distribuzione del reddito pone inoltre importanti interrogativi, di non facile soluzione:quale sia il concetto di reddito familiare rilevante; come definire la “disuguaglianza”, quali strumenti devono essere usati per misurarla ed, infine, come essa si sia evoluta nelle economia avanzate. Il problema viene affrontato con ottiche diverse da diverse teorie ed è per questo che non è possibile darne una definizione generale valida per tutti i punti di vista.

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Parole chiave

distribuzione del reddito
disuguaglianza
idici di povertà
indice di atkinson
indice di gini
povertà

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