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Un territorio sotto plastica

L’attuale crisi del paesaggio ed il dibattito della Convenzione Europea del Paesaggio ci chiamano a riflettere sui paesaggi costruiti dall’uomo contemporaneo. Non possiamo sottrarci dal significato complesso suggerito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, che lo ritrae nella sua accezione ecologica, culturale e sociale: crisi del paesaggio si traduce in crisi tra il territorio e la società che lo abita e lo vive.
L’area oggetto di studio rappresenta, nella sua peculiarità ed unicità, un “caso limite” di uso del territorio. La regione almeriense ha saputo negli ultimi quattro decenni riscattarsi dalla povertà economica che la caratterizzava dal principio del XX secolo e reinventarsi, pur nella grande limitatezza delle risorse, con l’agricoltura intensiva. Almería, luogo quasi dimenticato del sud-est spagnolo, acquista l’etichetta di “Huerta de Europa” [Orto d’Europa], diventa oggetto di studio in campo economico, agrario e sociale. Tuttavia l’improvvisa e insperata ricchezza hanno un prezzo: un territorio completamente sommerso dalla plastica delle serre, una vertiginosa accelerazione dei processi di desertificazione e aspri conflitti sociali. Qui l’uomo ha costruito un paesaggio completamente nuovo, espressione del solo uso, un paesaggio che non si può difendere, ma nemmeno condannare.
L’intento della tesi è di inserirsi nella sottile tensione tra necessità economica e assenza di significati del paesaggio, senza dimenticare l’insostenibilità ambientale e sociale, proponendo interventi a scala territoriale nel tentativo di ripensare ad una forma di vivere i luoghi dell’agricoltura intensiva. Percorrere, ordinare e creare le ragioni che aiutano a comprendere il paesaggio sono i tre principali filoni nel percorso di lavoro finalizzato a ricucire il rapporto tra uomo e territorio.

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ABSTRACT L’attuale crisi del paesaggio ed il dibattito della Convenzione Europea del Paesaggio ci chiamano a riflettere sui paesaggi costruiti dall’uomo contemporaneo. Non possiamo sottrarci dal significato complesso suggerito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, che lo ritrae nella sua accezione ecologica, culturale e sociale: crisi del paesaggio si traduce in crisi tra il territorio e la società che lo abita e lo vive. L’area oggetto di studio rappresenta, nella sua peculiarità ed unicità, un “caso limite” di uso del territorio. La regione almeriense ha saputo negli ultimi quattro decenni riscattarsi dalla povertà economica che la caratterizzava dal principio del XX secolo e reinventarsi, pur nella grande limitatezza delle risorse, con l’agricoltura intensiva. Almería, luogo quasi dimenticato del sud-est spagnolo, acquista l’etichetta di “Huerta de Europa” [Orto d’Europa], diventa oggetto di studio in campo economico, agrario e sociale. Tuttavia l’improvvisa e insperata ricchezza hanno un prezzo: un territorio completamente sommerso dalla plastica delle serre, una vertiginosa accelerazione dei processi di desertificazione e aspri conflitti sociali. Qui l’uomo ha costruito un paesaggio completamente nuovo, espressione del solo uso, un paesaggio che non si può difendere, ma nemmeno condannare. L’intento della tesi è di inserirsi nella sottile tensione tra necessità economica e assenza di significati del paesaggio, senza dimenticare l’insostenibilità ambientale e sociale, proponendo interventi a scala territoriale nel tentativo di ripensare ad una forma di vivere i luoghi dell’agricoltura intensiva. Percorrere, ordinare e creare le ragioni che aiutano a comprendere il paesaggio sono i tre principali filoni nel percorso di lavoro finalizzato a ricucire il rapporto tra uomo e territorio.

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Serena Tassi Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.