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Influenza di un trattamento con Boldenone su prestazioni produttive e qualità in vitello a carne bianca

The present study evaluated the effects of an ormonal somministration based on 17-Boldenone and Boldione, on zootecnic performances of veal calves. To assess treatment implications with diet, the animals were fed with two different food regimes: a vegetable milk replacer ad an other base on 60% of lean milk. The test was applicated on a group of 28 Brown Swiss veal calves (average live weight 67.8 kg).
The ormonal treatment penalized, in both diets, the daily weight gain (1.15 vs 1.24 kg/d; P<0.1), the final live weight (239.8 vs 250.8 kg/d; P<0.1) and the carcass EUROPE score (8 vs 9.8; P<0.01). These zootecnic results were maybe caused by a negative interference between the ormon and the digestive-metabolics processes that penalized the plastic growth.
The use of steroid determined a slower process of carcass acidification in the first 24h post mortem; however the final value of pH results in the custom.
The dates observed on champion cut at 7 days post mortem, showed that treatment improved the meat shining (L*) at 24 h (48.2 vs 44.4; P<0.01) and 48 h (41.4 vs 37.9; P<0.01) by the exposion of air. This result can be dued by proteic modification caused by the treatment.
The results of this experimentation highlight that Boldenone improves the colour of meat, but it can't be used alone because this could reduce zootecnic performances.

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1. INTRODUZIONE 1.1 La produzione del vitello a carne bianca 1.1.1 Cenni storici Il vitello a carne bianca (VCB) è un tipo di produzione zootecnica che consiste nell’ingrasso di vitelli scolostrati alimentati esclusivamente con mangimi integrati solubili in acqua (sostitutivi del latte), e nella loro macellazione dopo 5-6 mesi, quando gli animali hanno raggiunto un peso vivo di circa 200-250 kg (Cozzi et al., 2002) L’allevamento industriale del vitello a carne bianca si diffonde a partire dall’Europa centrale grazie a particolari congiunture economiche, politiche e demografiche che si verificano durante tutto il ‘900 e, in particolare, in seguito alla ripresa avutasi nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale. A partire da questi anni, infatti, la popolazione Europea aumenta notevolmente e si comincia ad avere una certa sovrapproduzione di beni dovuta sia al progresso tecnologico dei mezzi di produzione, sia alla politica europea del sostegno dei prezzi. Grazie alle eccedenze di latte prodotte da alcuni Paesi europei, quali Olanda, Francia, Gran Bretagna e Germania, il settore del VCB cresce e comincia così la produzione su larga scala. Ancora oggi, sia in Italia sia nel resto d’Europa, la produzione del VCB si realizza in quelle zone dove più forte era ed è l’allevamento delle lattifere, non solo in ragione della maggiore disponibilità di latte, ma anche a causa della possibilità di avere vitelli che hanno caratteristiche adatte all’ottenimento di quel tipo di carne. Le razze a spiccata attitudine lattifera hanno infatti una buona precocità, che permette di ottenere carcasse leggere con un buon grado di finitura adiposa (che portano buona gustosità e pronunciata tenerezza) ed un costo d’acquisto modesto. Fino a metà degli anni ’50 infatti, in altre parole fino al miglioramento delle tecniche di disidratazione del latte, la produzione industriale del VCB è stata limitata dal fatto che, come alimento base, veniva impiegato il latte scremato derivante dalla lavorazione di burro e panna, al quale erano aggiunti oli vegetali e grassi animali per il ripristino della quota lipidica. A partire dal 1957 però, in seguito al miglioramento delle tecniche di disidratazione del latte, è stato possibile utilizzare la polvere di latte magro nell’alimentazione dei vitelli. Sono nate quindi vere e proprie aziende specializzate nella produzione di alimenti sostitutivi del latte, a base di polvere di latte magro addizionata ad integratori lipidici, vitaminici e minerali, che potevano essere trasportati anche a notevole distanza dal luogo di produzione. Successivamente tali alimenti venivano reidratati in azienda e distribuiti agli animali con un buon risultato qualitativo. 5

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Michele Marcazzani Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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