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L'evoluzione del sistema bancario dal Mercato Unico all'Unione Monetaria Europea con l'introduzione dell'euro in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Gennaro Di Domenico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Istituto Universitario Navale di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Commercio Internaz. e dei Mercati Valutari
  Relatore: Gianpaolo Cesaretti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 569

Il primo capitolo è strutturato in due parti, la prima parte affronta il tema dei servizi bancari nel mercato unico partendo da un’analisi generale del contesto in cui il Sistema bancario si trovava ad operare e si descrive il funzionamento e gli obiettivi del Mercato Unico. Nel capitolo successivamente si introduce il Mercato Unico dei servizi finanziari e del credito per poi addentrarsi più specificatamente nel settore dei servizi bancari; partendo dal Trattato di Roma per quanto concerne le quattro libertà fondamentali, successivamente si enuclea la liberalizzazione dei servizi finanziari come prescritta nel Libro Bianco per poi enunciare brevemente le direttive di coordinamento bancario che hanno dato avvio alla deregolamentazione bancaria europea ed introducendo alcuni concetti quali: il passaporto europeo, la libera prestazione dei servizi, la libertà di stabilimento, la licenza bancaria unica ed il principio del mutuo riconoscimento. La seconda parte del primo capitolo volge lo sguardo in maniera generale all’Unione Economica e Monetaria ed ossia cosa essa significhi per la Comunità europea, quali i suoi obiettivi, gli strumenti, chi sarà preposto a prendere le decisioni ed i suoi fini. Nel proseguo della seconda parte si tratteranno i servizi bancari nell’Unione monetarie con l’introduzione dell’euro e cosa essa comporterà dal punto di vista operativo.
Successivamente nel secondo capitolo, anch’esso diviso in due sezioni, si è affrontata nella prima sezione il tema legislativo di come gli organi Comunitari hanno dato rilevanza a questo tema, con l’adozione di varie Direttive in materia bancaria nella direzione di un mercato di dimensione europea ed in particolar modo della Prima e della Seconda Direttiva di Coordinamento delle Legislazioni Bancarie e delle due Direttive in materia di fondi propri e dei coefficienti di solvibilità, nonché di altre direttive di notevole importanza quali quella sui sistemi di garanzia dei depositi bancari, del controllo e vigilanza dei grandi fidi e di altre ancora.
Nella seconda sezione si è analizzato il recepimento nel sistema legislativo italiano della varie direttive in materia bancaria, nonché dell’adozione del Testo Unico in materia bancaria. La crescita dimensionale ed una maggiore razionalizzazione delle strutture, obiettivi favoriti dalla Legge, avrebbero dovuto consentire un aumento dell’efficienza e della capacità dei gruppi.
Nel terzo capitolo si è affrontato il tema della moneta unica quale presupposto indispensabile per il completamento del Mercato Unico e per la creazione di un sistema bancario europeo finalmente integrato e l’evoluzione dei sistemi dei pagamenti interbancari. In questo capitolo si è esaminato il ruolo del SEBC e della BCE per quanto attiene ai suoi obbiettivo concernenti: la stabilità dei prezzi, il sostenimento delle politiche economiche generali della Comunità, la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario. Inoltre si è analizzata la struttura e l’ordinamento interno della BCE e del SEBC con la costituzione di tutti i suoi organi interni. Inoltre si è descritto il funzionamento del Target e della sua componente italiana che è denominata Bi - Rel. Nel quarto capitolo si affrontano i principali aspetti economici del settore bancario esaminando le opportunità che il Mercato Unico e l’Unione Monetaria Europea offre a questo settore. Il capitolo incentrato su varie indagine empiriche che hanno analizzato questo settore quale i “Costi della Non - Europea” elaborato dalla Price Waterhouse e da “The Single Market Review - Impact on Services” elaborato nel 1997 dalla Commissione Europea, i quali forniscono entrambi risultati ed effetti positivi, che si potevano aspettare dai servizi finanziari a seguito della competizione intensificata in tutti i mercati bancari e creditizi nel periodo post-PMU, che ammonterebbero ad un terzo dei proventi macroeconomici complessivi connessi con il completamento del Mercato Unico. A conclusione del capitolo si descrive di come una grande banca italiana quale il Credito Italiano S.p.A. si era preparata a reagire e a competere nel mercato unico bancario, adoperandosi migliorando la propria collocazione territoriale, nonché il miglioramento dei propri servizi alla clientela ed orientandosi verso forme di attività bancarie più specializzate. L’ultimo capitolo affronta lo stato attuale del sistema bancario europeo soprattutto concentrando l’attenzione alla realtà italiana ed osservando come i competitori stranieri si sono adoperati alle opportunità offerta dalla libertà di stabilimento e come le banche italiane si stanno adoperando al confronto con i competitori stranieri e all’introduzione dell’euro in termini di maggiore efficienza e di redditività.

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INTRODUZIONE Dopo quasi più di un decennio di duri sforzi e sacrifici in ambito comunitario, la realizzazione di un’Unione Monetaria Europea, quale presupposto come si au- spica in sede Comunitaria di un’Unione Politica Europea futura, con la creazione di un’unica area valutaria forte e stabile di importanza mondiale intermedia fra l’area valutaria del Dollaro e quella dello Yen, finalmente è realtà. Unione Monetaria e Mercato Unico sono due concetti strettamente correlati, dato che il primo è il corollario logico del secondo, perché un vero è completo Mercato Unico in tutti i settori non si potrà mai realizzare senza l’adozione di un’unica valuta europea quale è l’Euro. In passato il protezionismo 1 vigente in tutti i principali settori economici e fi- nanziari, ha fortemente limitato lo sviluppo dei mercati e le interellazioni tra gli stessi. In particolar modo, da questo punto di vista, uno dei settori maggiormente interessati e influenzati, che ha sofferto di più di questo protezionismo nazionale è stato il settore bancario 2 , soprannominato per l’appunto da Giuliano Amato dieci anni fa la foresta pietrificata. 1 Come scriveva molto tempo fa l’irlandese Peter Sutherland, già commissario CEE alla Concor- renza e direttore generale del GATT: <La realtà dell’Europa in cui viviamo è che il protezionismo nazionale ha consistentemente interferito con lo sviluppo di un clima competitivo, stimolante, vita- le di efficienza e produttività>. 2 Per quanto più specificatamente riguarda il settore dei servizi finanziari (che comprendono i ser- vizi bancari, assicurativi e di investimento) esso ha avuto notevole rilevanza nell’economia dell’Unione Europea, infatti le stime relative all’anno 1992 erano pari ad un 5,1% del prodotto comunitario (circa 300 mila miliardi di ECU). Tra il 1980 e il 1989 l’occupazione del settore era cresciuta ad un tasso annuo medio del 3,2%, mentre nel 1992 l’occupazione nel settore finanziario era stata stimata pari al 3% dell’occupazione totale della CEE. Nel 1991 gli investimenti diretti comunitari all’estero nei servizi finanziari erano pari al 32% degli investimenti totali extracomuni- tari. Nel 1993 le attività complessive degli enti crediti nella CEE erano stimate intorno a 10.757 miliardi di ECU, pari al 195% del PIL della CEE. I depositi totali degli enti creditizi nella CEE erano circa 9794 miliardi di ECU (178 % del PIL CEE).

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