Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Tutela internazionale dei minori e il ruolo delle Ong

Analizzando l’evoluzione giuridica della disciplina riguardante i minori, nel corso di questo studio, è emerso in maniera evidente l’impatto avuto dalla 'Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia' sulla percezione del bambino.
La Convenzione, approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, e ratificata da ben 191 Paesi ovvero tutti gli Stati del mondo, eccetto due (Stati Uniti e Somalia), ha avuto il merito di dimostrare che ogni bambino è una persona e come tale va considerato nell’indivisibile riconoscimento dei suoi diritti civili, economici, sociali e culturali. Il trattato, che rappresenta probabilmente una delle più alte vette culturali raggiunte congiuntamente dalla comunità mondiale, esplicita in modo dettagliato questo riconoscimento, mutando sostanzialmente l’ottica con cui, in passato, il minore era visto, vale a dire facendolo divenire soggetto di diritto e non più solo oggetto di tutela. La Convenzione afferma con forza che i bambini non sono solo portatori di vulnerabilità ma anche di competenze, e che hanno diritto di essere considerati ed ascoltati dal mondo adulto per tutte le istanze che li riguardano direttamente ed indirettamente. Analizzando l’attuale situazione in cui si trovano milioni di bambini nel mondo è emerso in maniera inequivocabile l’inadeguatezza delle politiche e delle strategie che hanno caratterizzato la cooperazione internazionale allo sviluppo dal 1950 ad oggi, ed il ruolo sempre più determinate che le Organizzazioni non governative, nate come espressione della società civile invece hanno assunto nel panorama internazionale nonostante le incertezze definitorie e la mancanza di uno status giuridico internazionale. La ragione di quest’evoluzione va ricercata nelle caratteristiche proprie della cooperazione non governativa, tanto a livello di approccio teorico, quanto a livello operativo; relativamente all’approccio teorico, la riflessione portata avanti dalle Ong su strumenti e finalità della cooperazione allo sviluppo ha contribuito all’abbandono del paradigma caritatevole del rapporto Nord-Sud ed all’elaborazione di un più equo e più efficace paradigma basato sul partenariato e sul decentramento. Per quanto concerne invece specificamente l’aspetto operativo, le Ong vantano spesso una notevole competenza nella pratica internazionale relativamente ai settori di specializzazione ma soprattutto, grazie al loro lavoro sul terreno e di norma a contatto diretto con la popolazione locale, godono di una conoscenza più approfondita delle realtà locali, soprattutto delle microrealtà. Inoltre, nelle situazioni di emergenza, quando il governo locale non è in grado di fornire assistenza, le Ong rappresentano gli strumenti istituzionali più immediati e più efficaci, in particolare viene apprezzata la loro snellezza burocratica, che consente una mobilitazione più rapida. Il ruolo delle Ong si configura estremamente utile anche nella fase successiva orientata allo sviluppo sostenibile, durante la quale gli obiettivi da raggiungere richiedono la creazione di capacità locali e la partecipazione della popolazione beneficiaria. In alcune situazioni specifiche particolarmente drammatiche, come nel caso del Sudan, la presenza delle Ong può risultare molto importante, in quanto costituisce l’unico legame con la comunità internazionale, ma soprattutto uno stimolo notevole per la rinascita e lo sviluppo della società civile locale. Nel caso specifico del Sudan, il ruolo delle Ong emerge, in quanto questo genere di contesto impedisce o quanto meno ostacola l’intervento delle Organizzazioni Internazionali. Ma questa sempre più stretta collaborazione ha risvolti positivi anche per le Ong stesse. Infatti oltre a costituire una fonte importante ed indispensabile di finanziamento, le Organizzazioni Internazionali possono fornire quella prospettiva “macro” che completa i “micro” interventi delle Ong, evitando che essi risultino a sé stanti. L’inserimento in un programma globale o comunque di ampia portata, quali sono spesso quelli promossi dalle Organizzazioni Internazionali, permette di aumentare l’efficienza e l’efficacia del singolo progetto, soprattutto quando i problemi da affrontare richiedono di agire su fattori che vanno aldilà delle capacità di azione delle Ong, come abbiamo visto nel caso della Global March contro lo sfruttamento minorile promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE L’evoluzione dei diritti umani: dalla conquista delle americhe alla dichiarazione universale dei diritti umani. Dare una definizione ai diritti umani è un’operazione tutt’altro che semplice. In realtà l’evoluzione dei diritti umani è il risultato di un lungo processo giuridico e storico che occorre tenere presente affinché si riesca ad identificarne i contenuti e di conseguenza ad attribuirgli un senso. Fare una rivisitazione storica, in particolare significa fare un salto nel passato e ritornare alla conquista delle Americhe. Avvenimento che ha costretto la cultura occidentale a confrontarsi con un popolo del tutto sconosciuto sotto qualsiasi profilo, specie quello umano. In pratica, se l’occidente riconosceva, sostanzialmente, la cultura ottomana sia sotto il profilo politico che giuridico, lo stesso non poteva dirsi per l’indios del Nuovo Mondo; avere a che fare con una comunità così 'anomala', composta da individui così 'diversi', condusse il mondo occidentale a porsi delle domande sulla natura umana e quindi a chiedersi: 'che cos’è un essere umano?'. Le risposte arrivarono grazie alle teorie giusnaturalistiche per cui gli individui allo stato di natura godono di una serie di diritti che non possono essere alienati; di conseguenza esiste un complesso di norme universali di origine naturale, indipendentemente dall’origine storica e umana. Locke, uno dei massimi esponenti del giusnaturalismo moderno, 6

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Lingua e cultura italiana

Autore: Daniele Orsini Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6781 click dal 19/06/2007.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.