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Analisi economica del crimine. Un'applicazione al caso Parmalat

Il Gruppo Parmalat in poco più di 40 anni, da media azienda agroalimentare italiana è divenuta un colosso del mercato internazionale, in continua e inarrestabile ascesa, che ha visto la parola fine quando si è aperta la voragine degli affari sfacciatamente fraudolenti e truffaldini.
In questo lavoro, analizzando i fatti accaduti inerenti al crac, esamineremo, alla luce dell’attuale sistema di corporate governance vigente nel nostro ordinamento, le responsabilità dei soggetti che, per l’attività svolta, hanno avuto un ruolo determinante nella vicenda, cercando di capire, utilizzando gli strumenti analitici propri dell’approccio tradizionale dell’economia criminale di Becker (1968), se, in primis, il presidente della Parmalat, Calisto Tanzi e coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quella che si è rivelata una truffa colossale, siano da considerare criminali senza scrupoli, delinquenti spregiudicati, o se in realtà il loro comportamento criminoso sia il risultato di un calcolo razionale messo in atto per soppesare vantaggi e svantaggi connessi alla realizzazione dell’atto criminale, rispondendo così a incentivi, come la mancanza di adeguati controlli e la tenuità delle pene, che rendono il compimento di reati finanziari particolarmente conveniente. Infine analizzeremo come, nell’ambito di un sistema repressivo efficiente di prevenzione e irrogazione delle pene, sia fondamentale l’effettività della certezza della pena, deterrente esemplare ed efficace alla commissione di reati.

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4 PREFAZIONE La coraggiosa scelta di immergermi nei meandri ormai neppure troppo oscuri di uno scandalo finanziario che ha segnato in maniera indelebile la storia della finanza mondiale, nasce probabilmente dal fatto di essere stata investita da questo turbine finanziario contemporaneamente alla preparazione dell’esame di Economia degli Intermediari Finanziari, studio che mi ha permesso di comprendere l’aberrante fenomeno finanziario in tutte le sue sfaccettature, prendendo coscienza di ogni anomalia interna ed esterna all’azienda che ha coinvolto a 360° tutti gli stakeholders di una corporate governance che ha decisamente fallito nel fulcro dei suoi obiettivi cardine, rendendo così possibile la realizzazione di una frode finanziaria senza precedenti, degna di essere analizzata più che dagli economisti o analisti finanziari, da eccelsi fisici come Stephen Hawking, specialista in buchi neri… Ma l’ironia è solo un modo per sdrammatizzare le conseguenze invece drammatiche per migliaia di risparmiatori finiti sul lastrico, ingannati da un progetto tanto perverso quanto sleale. Il Big Bang finanziario ha generato un universo di incertezza e scalpore, destinato ad aumentare alla vista delle innumerevoli scatole cinesi aperte dal Commissario Straordinario Enrico Bondi, che hanno mostrato le dinamiche di questa folle vicenda. Ma quanto davvero di folle c’è stato nella mente di un imprenditore, Callisto Tanzi, che per anni ha giocato la sua partita sommersa, falsificando i conti della sua azienda con una naturalezza disarmante? Ecco che in maniera fulminea la

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Simona Omodei Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.