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Il lavoro casalingo

Nel corso degli anni è radicalmente mutato l’impegno della casalinga: all'archetipo della casa-rifugio, dominata da una donna solerte ma sostanzialmente passiva, si è sostituita la realtà della casa-azienda, gestita con dinamismo e accortezza da quella che potrebbe essere definita la "manager della famiglia". In questa ottica il lavoro domestico acquista una nuova valenza ed una nuova dignità che si manifestano in quella che sempre più viene descritta e indicata come un'attività lavorativa, allo stesso livello di un lavoro socialmente utile.
Questa prospettiva pone il lavoro casalingo sotto una luce nuova, evidenziando quelle caratteristiche che ne fanno un'attività stimolante e produttiva al pari di qualsiasi altro lavoro svolto fuori dalle mura domestiche, e per questo appetibile per donne di ogni estrazione sociale e livello di istruzione.
Si esaurisce con il ventesimo secolo lo stereotipo della casalinga frustrata perché emarginata dai processi di sviluppo economico e sociale: il lavoro domestico per molti si identifica ora come una vera e propria professione per cui sono necessarie competenze specifiche. Da questa visuale si accorcia sempre più la distanza tra l'attività svolta da una casalinga e quella degli impiegati che da qualche anno a questa parte sperimentano il tele-lavoro, trasformando la casa in un ufficio: un ambiente lavorativo senza l'interferenza di colleghi e di diretti superiori, caratterizzato dalla flessibilità di orario e dalla stretta vicinanza dei propri familiari.

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Introduzione Com’è possibile che l'insieme di tutte le opere di cura della casa e dei familiari non venga riconosciuto come lavoro, se realizzato da una "persona di casa", mentre se esercitato da un estraneo diventa un lavoro a tutti gli effetti? Perché una casalinga, che svolge quotidianamente, e a tempo pieno, il lavoro domestico, non ha diritto a contribuzione, pensione, ferie, tutela infortunistica, alla stregua di un lavoratore regolarmente stipendiato? Sono i nuovi interrogativi che chiudono un secolo di battaglie sul fronte dei diritti del cittadino, portati alla ribalta negli ultimi anni dalle associazioni femminili italiane ed europee, e che mi hanno spinto a sviluppare una ricerca su lavoro casalingo, un argomento complesso e ancora piuttosto trascurato, la cui attualità impone, nell'ambito di una società che si evolve a ritmo incessante, una riflessione su quelli che sono i ruoli nel mondo del lavoro e nella famiglia. "Attività di produzione di beni o di servizi...": questa la definizione di "lavoro" dettata dal vocabolario Zingarelli. E cosa produce la casalinga con il suo lavoro? "La qualità della vita." è la risposta che proviene dalle organizzazioni femminili che sino ad oggi si sono battute per affermare il valore del ruolo svolto dalla casalinga in seno alla società moderna. Nell'espletamento delle sue attività la donna che lavora in casa eroga una varietà di servizi che, se svolti singolarmente da una baby-sitter, un'infermiera, un'assistente sociale, una collaboratrice domestica, ovvero persone la cui mansione viene socialmente codificata come mestiere o professione, sarebbero periodicamente retribuite.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorenzo Gasparrini Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3276 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.