Skip to content

La dinamica dei prezzi e dei tassi di cambio: teorie ed evidenze empiriche

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Paolino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Roberto Cellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

La teoria della parità dei poteri d’acquisto afferma che i livelli dei prezzi nazionali devono essere uguali una volta espressi in un'unica moneta. Questa nozione, supportata in teoria dai vantaggi generati dalla possibilità per gli operatori economici di sfruttare le opportunità di arbitraggio, non è osservata nella realtà. Numerosi sono i fattori che causano i fallimenti della parità dei poteri d’acquisto, tutti sintetizzabili nella non perfetta integrazione dei mercati internazionali.
I principali fattori impiegati dall’analisi empirica, per spiegare i fallimenti della parità dei poteri d’acquisto, sono la “distanza” e il “confine”. La “distanza” misura la presenza di costi di trasporto che non permettono un perfetto arbitraggio nei mercati dei beni. Con il termine costi di trasporto si intende riferirsi a qualsiasi cosa renda più costoso vendere un bene in un posto rispetto ad un altro.
L’effetto “confine” sulla dispersione dei prezzi è stato diviso in due effetti: un effetto barriere reali e l’effetto confine generato dalla contemporanea presenza di prezzi nominali vischiosi e tassi di cambio nominali estremamente volatili.
Un’unione valutaria eliminando le fluttuazioni dei tassi di cambio tra i Paesi membri dovrebbe allora ridurre drasticamente i fallimenti della parità dei poteri d’acquisto.
Recenti studi empirici, tra cui C. Engel e J. H. Rogers (2004), hanno mostrato che la semplice osservazione dei prezzi nei Paesi dell’UME non sembra aver messo in evidenza una riduzione della dispersione dei prezzi successivamente al 1999. La dispersione dei prezzi dei beni al consumo è stata declinante per tutti gli anni 90 ma la convergenza sembra essersi arrestata a partire dal 1999.
Un motivo per cui non si osserva una riduzione nella dispersione dei prezzi nei mercati dei beni europei potrebbe essere dovuto alla presenza di divergenti tassi di inflazione nei Paesi dell’UME a partire dal 1999. I divergenti tassi di inflazione nei Paesi Europei possono aver incrementato la dispersione dei prezzi compensando l’effetto dell’adozione dell’euro.
La maggiore integrazione economica dei Paesi aderenti ad un’unione monetaria, come l’Unione Monetaria Europea, facilita i rapporti commerciali tra questi Paesi. L’adozione di una moneta unica elimina i costi di cambio valuta e rende le transazioni commerciali più trasparenti, generando un incremento dei rapporti commerciali dei Paesi che la adottano. Un importante studio volto ad analizzare l’effetto di un’unione monetaria sul commercio è quello effettuato da Andrew K. Rose (2000). Secondo questo studio, due Paesi che condividono una moneta comune hanno rapporti commerciali tra loro, tre volte superiori ai Paesi con monete diverse.
Rose generò un ampio dibattito sul tema e raccolse molte critiche. Forse la critica più acuta al lavoro di Rose è che esso si basa su Paesi molto piccoli e/o poveri e pertanto poco adattabile ai grandi Paesi come i membri dell’UME.
Gli anni trascorsi a seguito dell’introduzione della moneta unica in Europa hanno dato i primi risultati relativi all’effetto dell’euro sui rapporti commerciali dei Paesi che lo hanno adottato. Alcuni autori tra cui Alejandro Micco, Ernesto Stein e Guillermo Ordoñez (2003) suggeriscono che l’euro ha già avuto un effetto importante sull’incremento delle relazioni commerciali dei Paesi dell’UME, un effetto compreso tra il 4 e il 16%. Inoltre l’euro non sembra aver deviato i flussi commerciali dei Paesi dell’UME dai Paesi esterni all’Unione ai Paesi interni. I Paesi dell’UME sembrano aver infatti incrementato i loro rapporti commerciali anche coi Paesi esterni all’Unione.
L’ultimo capitolo presenta infine un’analisi empirica sul legame esistente tra tasso di cambio nominale effettivo ed indici dei prezzi al consumo di diverse categorie di beni per due grandi economie: gli Stati Uniti e l’area dell’Unione Monetaria Europea. L’idea di fondo è di verificare se è il tasso di cambio ad incidere sui prezzi come afferma la teoria dell’inflazione indotta dai costi delle materie prime importate, o viceversa sono i prezzi al consumo ad influenzare il tasso di cambio come previsto dalla PPP.
L’analisi di causalità sui dati considerati mostra come esista un legame fra indici dei prezzi al consumo e tasso di cambio nominale effettivo; in particolare i prezzi al consumo influenzano il tasso di cambio mentre questo non ha alcun effetto su tali prezzi. Tale legame è inoltre del segno corretto almeno per quanto riguarda i dati relativi agli Stati Uniti.
Secondo l’analisi sviluppata infatti ad un incremento dell’indice generale dei prezzi al consumo degli Stati Uniti corrisponde un proporzionale deprezzamento del tasso di cambio nominale effettivo del dollaro. La parità dei poteri d’acquisto è verificata negli Stati Uniti almeno nel lungo periodo.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Il 1° gennaio 1999 undici Paesi Europei hanno adottato una moneta comune, l’euro, entrando a far parte dell’Unione Monetaria Europea. L’UME è stato un passo importante del processo di integrazione Europea iniziato con la costituzione della Comunità Economica Europea nel secondo dopoguerra. In molte regioni del mondo i Paesi affrontano la decisione se entrare o meno a far parte di un’unione monetaria. Un’unione monetaria incrementa l’integrazione economica dei Paesi che ne fanno parte. Così l’introduzione dell’euro dovrebbe incrementare l’integrazione economica dei Paesi che lo hanno adottato. Due importanti misure dell’integrazione economica raggiunta da un gruppo di Paesi sono date dalla dispersione dei prezzi e dall’ammontare dei rapporti commerciali. La non perfetta integrazione dei mercati internazionali fa sì che si verifichino differenze nei prezzi dei beni in Paesi differenti. Al crescere dell’integrazione economica tra i Paesi tali differenze dovrebbero diminuire, mentre aumenteranno i rapporti commerciali. In questa tesi dopo aver definito le nozioni relative alla teoria della parità dei poteri d’acquisto ed aver esposto i fattori che secondo la letteratura esistente causano i fallimenti di tale teoria, ci si sofferma sugli effetti di un’unione monetaria e in particolare dell’unione monetaria europea, sull’integrazione economica dei Paesi aderenti, misurata dalla dispersione dei prezzi e dall’ammontare dei rapporti commerciali. Secondo la teoria della parità dei poteri d’acquisto i livelli dei prezzi nazionali devono essere uguali una volta espressi in un'unica moneta. Questa nozione, supportata in teoria dai vantaggi generati dalla possibilità per gli operatori economici di sfruttare le opportunità di arbitraggio, non è osservata nella realtà. Numerosi sono i fattori che causano i fallimenti della parità dei poteri d’acquisto, tutti sintetizzabili nella non perfetta integrazione dei mercati internazionali. I principali fattori impiegati dall’analisi empirica, per spiegare i fallimenti della parità dei poteri d’acquisto, sono la “distanza” e il “confine”. La “distanza” misura la presenza di costi di trasporto che non permettono un perfetto arbitraggio

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

arbitraggio
barriere al commercio internazionale
beni commerciati e non commerciabili
causalità
cointegrazione
convergenza dei prezzi
diversione di commercio
inflazione importata
inflazioni
legge del prezzo unico
mean reversion
modello di balassa-samuelson
modello di gravità di commercio internazionale
parità dei poteri d'acquisto
prezzi
pricing in moneta locale
tassi di cambio
unioni valutarie

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi