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Green Public Procurements

Conn l’espressione “Green Public Procurements”, (o anche GPP), ossia “appalti pubblici verdi”, si intende l’insieme degli strumenti giuridici intesi a promuovere la graduale integrazione degli interessi ambientali nella disciplina legislativa degli appalti pubblici.
Nel presente lavoro ho cercato in primo luogo di inquadrare alcuni degli aspetti fondamentali della complessa procedura di funzionamento degli appalti pubblici, al fine di poter meglio studiare le effettive possibilità, in particolare da parte delle Pubbliche Amministrazioni di prendere in considerazione requisiti e/o parametri ambientalmente preferibili durante il procedimento stesso.
Il risultato finale dell’analisi è quello di mostrare, in particolare alla luce del nuovo quadro normativo in materia di appalti (rappresentato dal “Codice dei Contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”introdotto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163), che le iniziative promosse dagli Enti locali minori appaiono di grande rilievo. La direzione a mio avviso dovrebbe essere quella di allargare il più possibile l’interazione tra gli Enti locali, soprattutto attraverso lo scambio delle diverse esperienze realizzate in materia di GPP, al fine di cercare, ove possibile organicità ed omogeneità nelle pratiche utilizzate e di favorire efficacemente l’applicazione degli indirizzi contenuti nel quadro giuridico di riferimento costituito dal sopra citato “Codice dei Contratti”.

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Introduzione: Nel complesso delle politiche recentemente adottate dall’Unione europea e da sempre più Stati membri, aventi la finalità di elaborare un modello di sviluppo economico sostenibile sotto il profilo ambientale 1 , si fa frequente riferimento al “Green Public Procurement” (o anche GPP) ossia agli “appalti pubblici verdi”. Con tale espressione, si vogliono intendere quegli strumenti giuridici intesi a promuovere la graduale integrazione degli interessi ambientali nella disciplina legislativa degli appalti pubblici. Si tratta di un fenomeno di notevole rilevanza sotto due aspetti: in primo luogo, in relazione alla dimensione economica degli appalti pubblici, in secondo luogo in considerazione del crescente interesse collettivo a limitare l’impatto sull’ambiente, causato dalle attività in cui gli appalti pubblici si concretizzano. Nella Comunicazione Interpretativa della Commissione COM 274 del 4 – 7 – 2001, intitolata “Il diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici”, si parla delle opportunità che la legislazione vigente offre, per tener conto delle considerazioni ambientali nelle procedure 1 Si vuol fare riferimento all’art. 6 del Trattato CE, (pubblicato sulla G.U.C.E. C 325 del 24 – 12 - 2002) che afferma che “le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche ed azioni comunitarie di cui all’art. 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”; alla COM UE 264 adottata il 15 – 5 – 2001, intitolata: “Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile”, in cui si sottolinea l’importanza di una valutazione più approfondita da parte degli Stati membri su come fare un uso migliore degli appalti pubblici per favorire prodotti e servizi compatibili con l’ambiente; si pensi ancora al VI Programma di Azione Ambientale dell’Unione Europea, intitolato “Ambiente 2010: Il nostro futuro, la nostra scelta”, (introdotta con decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 1600/2002), che pone quale principale obiettivo lo sviluppo di sistemi di consumo sostenibile, ed identifica cinque fattori chiave tra cui lo stesso GPP: si prevede infatti che “scuole, biblioteche, Pubbliche Amministrazioni verranno incoraggiate all’acquisto di prodotti verdi, tramite anche la predisposizione di tasse ed altre forme di incentivo”; in Italia è particolarmente significativa la deliberazione del CIPE n. 57 del 2002, intitolata “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia”, pubblicata in G.U. n. 255 del 30 ottobre 2002, suppl. ord. n. 205, essa ha auspicato che la P.A. si impegni ad “istituzionalizzare l’integrazione degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto”, attraverso la “modifica dei capitolati di acquisto di beni e servizi, inserendo i requisiti ambientali senza contravvenire alle norme comunitarie”. 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Nasuti Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.