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La tratta degli esseri umani. Campagne globali e nazionali

Oggetto di studio del presente elaborato è l’analisi di più campagne di comunicazione sociale prodotte a livello globale e locale, sul tema della tratta degli esseri umani.
Siamo di fronte ad un fenomeno epidemico, spesso invisibile e ambiguo, che serpeggia nei tessuti politico-sociali della quasi totalità dei Paesi del mondo: uomini, donne e bambini, vengono reclutati, trasportati ed infine sfruttati contro la loro volontà, dai loro Paesi di origine verso Paesi terzi, da organizzazioni di criminali senza scrupoli. Un problema in crescita, quanto mai attuale (benché possa sembrare anacronistico parlare di schiavitù nel XXI secolo) che ha mobilitato numerosi soggetti: organizzazioni internazionali e nazionali, governi, ONG e associazioni di volontariato, da anni si adoperano per incanalare i loro sforzi nella lotta alla tratta.
Senza dubbio le campagne di comunicazione hanno rappresentato e continuano a rappresentare un ottimo strumento di prevenzione del fenomeno e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Il lavoro propone un’analisi comparativa di diverse campagne di comunicazione lanciate per contrastare il problema: partendo dall’alto, dalla più ampia e generica dimensione globale, lo studio penetra sempre più in profondità, passando per la dimensione nazionale ed infine per quella regionale, cercando di mettere in luce le diverse strategie comunicative adottate da diversi attori territoriali (istituzionali e non, pubblici e privati) per prevenire la crescita del fenomeno e sensibilizzare sul tema.
Anzitutto viene analizzata la campagna “Anti-Human Trafficking”, lanciata dal 2000 al 2003, dall’UNODC, l’ufficio delle Nazioni Unite per la Lotta alla Droga e al Crimine Transnazionale, con particolare attenzione agli aspetti dello sfruttamento sessuale e lavorativo di uomini, donne e bambini. Si tratta di una campagna globale realizzata per divulgare una nuova e diffusa consapevolezza sull’efferatezza del fenomeno in questione e per promuovere il primo strumento normativo internazionale capace di affrontare il tema in modo omnicomprensivo, il Protocollo di Palermo. Realizzata dal 2000 al 2003 la campagna può essere scomposta in due fasi temporali ben distinte, ognuna con obiettivi, target di riferimento, messaggi e modalità strategiche di distribuzione dei prodotti realizzati, ad hoc.
Segue l’analisi della campagna di informazione europea “Not for sale”, promossa dal Consiglio d’Europa nel 2006 per promuovere la Convenzione di Varsavia contro la tratta degli esseri umani e per contrastare il fenomeno in un contesto più delimitato, quello europeo.
Esaurita la disamina della comunicazione sul tema a livello globale, l’attenzione si focalizza invece sul caso italiano. Attraverso lo studio di una campagna d’informazione nazionale italiana (Tratta NO!...Ora lo sai!) promossa da un partenariato misto (tra i partner di progetto, il Ministero per i Diritti e per le Pari Opportunità), si è cercato di comprendere quali sono le modalità adottate dalle nostre istituzioni per diffondere una maggiore consapevolezza sul problema e quale è la percezione del fenomeno nella nostra società civile. Tratta NO!Ora lo sai! recepisce con immediatezza la prospettiva assunta dal fenomeno a livello internazionale ed europeo e si propone di avviare sinergiche reti di cooperazione per divulgare, in modo capillare, una corretta informazione sul tema e per innescare processi di cambiamento culturale o di replicazione informativa.
Infine è stata presa in considerazione una coraggiosa campagna di prevenzione e sensibilizzazione, promossa nel 2004 nella Regione Marche nella più ristretta dimensione locale. Si tratta di una campagna mista, lanciata, in partnership dalla Regione Marche, dall’Agenzia Regionale Sanitaria e da un’associazione no profit qualificata in materia, On the Road. La scelta di un topic specifico (non il fenomeno della tratta in generale, ma quello della prostituzione coatta legata al trafficking), di Target groups mirati (la popolazione generale ed i clienti) e di strategie promozionali ad hoc (ad es. la distribuzione manuale dei leaflets), sono state il frutto di un’attenta ricognizione del fenomeno nella realtà territoriale di riferimento.
Dall’analisi comparativa dei diversi piani di comunicazione nei tre distinti livelli territoriali, emerge chiaramente il filo conduttore comune sul quale sono state concepite le diverse campagne ma, scendendo sempre più in basso, a livello locale, si profilano strategie comunicative e prodotti informativi talvolta innovativi, elaborati sulla base delle diverse esigenze territoriali.

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7 INTRODUZIONE Oggetto d’analisi del presente elaborato è il fenomeno della tratta degli esseri umani nel XXI secolo. Siamo di fronte ad un fenomeno epidemico, dal quale nessun Paese nel mondo è immune! Secondo le stime dell’ultimo Rapporto ONU “Traffico di esseri umani: i flussi Mondiali”(Aprile 2006), sarebbero 127 i Paesi da cui il problema origina, 98 quelli di transito e 137 quelli di destinazione 1 . Definita come una “moderna forma di schiavitù”, la tratta coinvolge nei suoi circuiti invisibili milioni di vittime: donne, uomini e bambini. Potrebbe sembrare paradossale, o ancor più anacronistico, parlare di schiavitù nel XXI secolo o di ben due milioni e mezzo di persone al mondo intrappolate nelle maglie delle più infime forme di sfruttamento umano: prostituzione, lavoro forzoso, sfruttamento dei minori, accattonaggio, gravidanze indotte, matrimoni forzosi, traffico di organi. Si tratta di una moltitudine di attività illegali che serpeggiano nei tessuti 1 UNODC, United Nations Office on Drugs and Crime, Trafficking in Persons: Global Patterns, April 2006.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Maria Vittoria Gallo Contatta »

Composta da 259 pagine.

 

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