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Gestione di test su unità pilota di hydrocracking per la valutazione di processi industriali

Informazioni tesi

  Autore: Federico Buccarella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Chimica
  Relatore: Mario Dente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

L'importanza del rispetto ambientale e dell'incremento della durata degli autoveicoli hanno portato le raffinerie e le aziende distributrici di combustibili a dover rispondere a sempre più stringenti vincoli per ciò che riguarda il contenuto di sostanze inquinanti quali lo zolfo, i metalli pesanti ed altri residui che sono ormai all'ordine del giorno nelle cronache cittadine sotto il famigerato nome di "PM10".
Si rende necessario di conseguenza un massiccio lavoro di studio e di ricerca sugli impianti esistenti per adattarli alle nuove richieste e per testare nuovi catalizzatori che permettano il raggiungimento (ed eventuale superamento) delle performances richieste. Proprio nell'ottica di questo studio sui catalizzatori è inquadrata questa tesi: partendo dall'inquadramento della tipologia di impianto, l'idrodesolforatore, all'interno del ciclo di raffineria, si analizzano quindi le reazioni che il catalizzatore è chiamato a svolgere, quindi l'effettivo setup di impianto ed infine i risultati dei cicli di analisi effettuati su di esso.

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CAPITOLO 1 IL PETROLIO E IL SUO CICLO DI LAVORAZIONE 1.1 STRUTTURA E PROPRIETÀ DEL GREGGIO Il grezzo può essere definito come una miscela di idrocarburi che si è formata ove materiale organico derivante da animali marini o da vegetali, depositatosi in bacini “impermeabili” durante la formazione di rocce sedimentarie (le quali hanno parzialmente e progressivamente occupato il bacino nell’avanzare delle ere geologiche), ha reagito chimicamente con una possibile influenza catalitica della roccia sedimentaria e di batteri anerobi. Ovviamente, avvenendo questo processo in diverse parti del mondo, ove la flora e la fauna, oltre che la composizione delle rocce, sono differenti, non esiste una unica tipologia di greggio per il quale possa essere fornita una precisa composizione (di conseguenza non si può definire un peso molecolare unico), ma si può comunque fornire una indicazione media; un greggio contiene: - 82-84% di carbonio - 12-14% di idrogeno - 1-3% di zolfo (presente sia nei composti che allo stato elementare) - 1% di azoto, ossigeno (ossigeno e azoto fanno parte per lo più di molecole organiche complesse), metalli (tra cui sodio,vanadio e nickel) e sali. Essendo il greggio una miscela di idrocarburi con un ampio spettro di pesi molecolari, quindi con una gamma di punti di ebollizione piuttosto ampio, la procedura di separazione più semplice è quella per via distillativa. La composizione dei greggi è genericamente individuata dai seguenti costituenti: - paraffine, più o meno ramificate, le quali sono molecole sature; - cicloparaffine (nafteni), molecole sature mono- e poli-cicliche con o senza catene laterali; - aromatici ( anche contenenti S, N), mono- e poli-ciclici con o senza catene laterali - poliaromatici pesanti con struttura molecolare indefinita o individuati come aromatico- naftenici, definiti asfalteni - resine (solo a condizioni più estreme); - etero-aromatici (in piccole quantità) - non vi sono olefine. 1

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