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La lingua della canzone d'autore italiana: dal 1957 al 1967

La tesi concerne un'analisi storico-linguistica stilistica e metrica dei più rilevanti testi di canzone d'autore italiana del decennio che va all'incirca dal 1957 al 1967.
Ad una prima parte teorico-tecnica in cui si cerca di mettere a fuoco i concetti di "canzone d'autore" e di "cantautore" e di presentare il contesto storico-culturale in cui i protagonisti della canzone d'autore italiana si trovarono ad agire, segue il vero e proprio cuore dello studio: l'analisi dei testi di canzone di Cantacronache, Fred Buscaglione, Modugno, Tenco, Paoli, Gaber, De André, Guccini.

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V Introduzione La presente trattazione concerne l’analisi della lingua dei più rilevanti testi della canzone d’autore italiana del decennio che va all’incirca dal 1957-58 fino al 1967. Un decennio che ha visto crescere ed affermarsi in Italia, sotto la spinta di diversi fattori e protagonisti, una nuova canzone, per la prima volta battezzata con l’espressione “canzone d’autore”. Nuova prima di tutto per la portata anticonformistica e la spregiudicatezza espressa, per lo spessore culturale che arriva a ritagliarsi nel panorama discografico e nel tessuto sociale italiano, e, non meno, per la lingua utilizzata e le modalità compositive. Questa nuova canzone, che determina la rottura con la precedente tradizione canzonettistica italiana, si afferma grazie alla nascita e al consolidamento della figura del cantautore, artefice di una vera e propria rivoluzione nei primi anni sessanta: artisti come L. Tenco, G. Paoli, F. De André ed altri sono fautori «di un corpus di opere tali da rendere possibile, come accade nella critica letteraria, la presa in esame di una vera e propria poetica, ossia di una visione del mondo, di costanti stilistiche e di motivi tematici ricorrenti» (JACHIA 1998 : 11). Con loro s’afferma una canzone “nobile”, destinata a distinguersi nettamente dalla restante produzione musicale di consumo. E tra le componenti genetiche di questa nuova canzone è proprio la parola ad assumere un significativo ruolo di rottura rispetto alla tradizione. Ma per comprendere pienamente la portata di questa loro rivoluzione bisogna prima prendere in considerazione ciò che gli ha preceduti e, in un certo senso, ha posto i germi della loro ascesa. Ecco perché il lasso temporale su cui si concentra questo studio viene fatto iniziare intorno al 1957-58, epoca a cui risalgono due eventi capitali della storia della canzone: la nascita del progetto torinese Cantacronache, promotore per la prima volta in Italia d’una canzone di qualità, di marchio “civile”, impegnata e politicizzata, e parallelamente l’exploit sanremese di Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Sia le canzoni del gruppo Cantacronache sia quelle di Domenico Modugno, seppure su terreni e con risultati completamente diversi, sono da considerarsi, per le scelte operate, precorritrici della svolta attuata dai cantautori. L’altro apice dello scorcio storico prescelto è il 1967, anno della morte di Luigi Tenco, cantautore tra i più importanti della prima generazione, la cui scomparsa, pur non segnando una netta discontinuità nella produzione cantautoriale, mette in moto un processo di profonda riflessione nel mondo della canzone. Non è un caso che nell’edizione di Sanremo dell’anno successivo sia premiato per la prima volta proprio un cantautore, Sergio Endrigo con Canzone

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paolo Antoniazzi Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6552 click dal 18/03/2009.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.