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La poesia critica di Jean Cocteau tra lucidità e fascinazione

La poesia critica di Jean Cocteau riassume in sè il duplice movimento artistico della lucidità e della fascinazione necessario per la creazione ma anche e soprattutto per la fruizione dell'opera d'arte. Eleggendo a campione esemplare della poesia critica di cocteau, le prove critiche su Picasso e de Chirico e, soprattutto, sul cinema vediamo come il primo impatto fascinatorio dell'opera d'arte sullo spettatore debba necessariamente essere integrato dalla sorveglianza critica sempre presente nell'arte e che ne garantisce,appunto, il valore.I due momenti sono entrambi necessari e inscindibili.

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2 Introduzione Ciò che possiede tutti i crismi propri di un enigma, di qualcosa dunque che è comunque irriducibile alla demistificazione di un analisi illuminista, è, nella fenomenologia psicointellettuale di Jean Cocteau, il fatto che in essa convivano presenzialismo e isolamento, partecipazione e “distacco”, flânerie e iperattività, mondanità e solitudine, ma soprattutto il fatto che questi atteggiamenti contradditori non convivano già alternandosi, configurando cioè un diagramma comportamentale zigzagante nel quale momenti di risoluto protagonismo si avvicendino ad altri di ritirata nell’ombra: no, l’enigma consiste proprio nel fatto che Cocteau sembra avere il potere di essere “simultaneamente” presente e assente, centrale e marginale, imprescindibile e trascurabile, ingombrante ed evanescente, sulla cresta dell’onda e anacronistico. E a delineare questa bizzarra fenomenologia concorrono con perfetta sincronia e l’esserci dell’uomo Jean Cocteau e lo stile della penna che ne firma l’opera febbrile e dispersa. Si direbbe che vi sia un potere illusionistico, un talento da venditore di fumo, o una prestidigitazione, alla sorgente di queste simultanee comparizioni e sparizioni; sennonché una tale illusione, anziché sovrapporsi astutamente alla prassi che dovrebbe trasfigurare, si sostanzializza e diviene integralmente la realtà che dovrebbe dissimulare: Cocteau è quello che fa, e tra il suo esserci e il suo fare non vi è né lo spazio né il tempo sufficienti perché vi si intercali una premeditazione, il freddo gioco di sponda, il punto di applicazione di uno

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessandro Dessì Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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