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Il confine-frontiera. Istituzioni territoriali e confini in Friuli dalla Serenissima a Napoleone

Il seguente studio ha lo scopo di presentare il quadro delle istituzioni e le funzioni amministrative svolte sul territorio friulano in età napoleonica e, in particolare, nel periodo compreso tra il 1796 ed il 1805.
L’attenzione è soprattutto rivolta all’approfondimento della rapida evoluzione della geografia politica regionale, una delle immediate conseguenze del passaggio dell’Armèe d’Italie in Friuli.
La manifestazione più evidente di quest’avvenimento fu il continuo mutare dei confini di Stato che, nel breve giro di pochi anni, sono tracciati ex novo e poi ridisegnati a più riprese, sulla base dei rapporti che si vanno stabilendo tra le potenze del continente.
La ricerca parte dall’analisi della situazione friulana alla fine del 1700, ancor prima dell’arrivo delle armate napoleoniche; all’epoca, i territori delle odierne province di Pordenone, Udine, Trieste e Gorizia non facevano ancora parte di un unico stato: Udine e Pordenone appartenevano alla Repubblica di Venezia; Gorizia, capoluogo della Contea di Gorizia e Gradisca, che comprendeva anche estesi possedimenti tra il Tagliamento e l’Isonzo a sud di Udine era dominio degli Asburgo, come Trieste, il principale porto austriaco.
L’analisi prosegue nel secondo capitolo considerando gli sconvolgimenti dovuti all’arrivo di Napoleone che, di fatto, sancì la fine della secolare Repubblica veneta, procedette all’istituzione delle Municipalità e sottoscrisse con gli austriaci il “Trattato di Campoformio”, concedendo loro Veneto e Friuli.
Il secondo capitolo è la parte della tesi che considero più originale per le notizie, gli inediti ricavati dai documenti rinvenuti presso l’archivio di Stato di Udine e gli archivi dei comuni di Udine e Sacile.
L’ultimo capitolo, è dedicato all’analisi del periodo compreso tra il 1797 ed il 1805, il tempo compreso tra il “Trattato di Campoformio” e la “Pace di Presburgo”, trattato quest’ultimo che, di fatto, ripristinò il vecchio confine austro – veneto precedente a Campoformido.
La ricerca si conclude con un’appendice documentaria dove sono integralmente pubblicati vari documenti originali, ritrovati nell’Archivio di Stato di Udine, in particolare presso il fondo Gortani per quel che riguarda la situazione delle municipalità in Carnia e, presso l’Archivio Comunale di Sacile, per la municipalizzazione nella circoscrizione compresa tra il Livenza ed il Tagliamento.

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4 Premessa Il seguente studio ha lo scopo di presentare il quadro delle istituzioni e le funzioni amministrative svolte sul territorio friulano in età napoleonica e, in particolare, nel periodo compreso tra il 1796 ed il 1805. L’attenzione è soprattutto rivolta all’approfondimento della rapida evoluzione della geografia politica regionale, una delle immediate conseguenze del passaggio dell’Armèe d’Italie in Friuli. La manifestazione più evidente di quest’avvenimento fu il continuo mutare dei confini di Stato che, nel breve giro di pochi anni, sono tracciati ex novo e poi ridisegnati a più riprese, sulla base dei rapporti che si vanno stabilendo tra le potenze del continente. La ricerca parte dall’analisi della situazione friulana alla fine del 1700, ancor prima dell’arrivo delle armate napoleoniche; all’epoca, i territori delle odierne province di Pordenone, Udine, Trieste e Gorizia non facevano ancora parte di un unico stato: Udine e Pordenone appartenevano alla Repubblica di Venezia; Gorizia, capoluogo della Contea di Gorizia e Gradisca, che comprendeva anche estesi possedimenti tra il Tagliamento e l’Isonzo a sud di Udine era dominio degli Asburgo, come Trieste, il principale porto austriaco. L’analisi prosegue nel secondo capitolo considerando gli sconvolgimenti dovuti all’arrivo di Napoleone che, di fatto, sancì la fine della secolare Repubblica veneta, procedette all’istituzione delle Municipalità e sottoscrisse con gli austriaci il “Trattato di Campoformio”, concedendo loro Veneto e Friuli. Il secondo capitolo è la parte della tesi che considero più originale per le notizie, gli inediti ricavati dai documenti rinvenuti presso l’archivio di Stato di Udine e gli archivi dei comuni di Udine e Sacile. L’ultimo capitolo, è dedicato all’analisi del periodo compreso tra il 1797 ed il 1805, il tempo compreso tra il “Trattato di Campoformio” e la “Pace di

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Guglielmo Zisa Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.