Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il mito del serpente nella letteratura

In questo lavoro di tesi, si è cercato di porre attenzione su questo archetipo estremamente complesso che è il serpente, per tentare di far rinascere nella mente dell’uomo un’immagine di questo animale benefica, che dia vita, un’immagine positiva mentre, spesso, è stato valutato solo come qualcosa di malefico, di terrificante. Si è notato come, presso numerose popolazioni primitive e culture dell’antichità, si sono incontrati esempi di culto del serpente o almeno immagini mitologiche di questo animale. Abbiamo riscontrato, inoltre, che il cambiamento di pelle, a cui era soggetto l’animale, è stato spesso inteso come simbolo di rigenerazione, di resurrezione e di immortalità e, a tal proposito, sono state raccolte tradizioni mitologiche in numerose popolazioni. Da ciò abbiamo dedotto che esso veniva considerato nemico o per lo meno concorrente dell’uomo, come è stato ampiamente dimostrato nel racconto biblico della tentazione di Eva da parte del serpente, in cui esso prefigurava l’immagine dello spirito del male. Nonostante tutto, è stato possibile attestare che il serpente non era solo un simbolo nefasto, ma era contrassegnato anche da caratteristiche positive essendo collegato ad immagini di guarigione, di rigenerazione, di morte e rinascita; rituali riscontrati in particolar modo nei culti greci ed ellenici, incentrati nelle figure di Dionisio e di Asclepio. Il rapporto tra serpente ed immortalità si riferiva a sistemi simbolici che collegavano l’animale con il fallo, con la terra e con le acque che scaturivano dalla terra stessa; dunque, esso diventava così immagine delle forze sessuali e generative di cui la terra e il mondo sotterraneo erano depositari. Si è tenuto conto del fatto che la connessione del serpente alla morte e alla rinascita iniziatica veniva riconosciuta nei miti che narravano la lotta dell’eroe con il serpente o con il drago, che spesso era rappresentato come un rettile mostruoso, ed in questi casi non si tratta di una rappresentazione del mito del serpente in chiave positiva, bensì in funzione negativa.Il serpente conserva la sua duplice valenza positiva-negativa; può essere l’animale antagonista per eccellenza dell’eroe, ma anche quello che insegna il linguaggio segreto degli animali, ad esempio leccando le orecchie di un uomo. Bisogna sottolineare, comunque, che la sua importanza e il suo valore non sono scomparsi, in quanto le tradizioni popolari sono contrassegnate, ancora oggi, da questa duplice valenza del serpente.La presenza di questo simbolo è stata riscontrata non solo nelle civiltà antiche, bensì anche in numerosi poeti appartenenti ad epoche più vicine alla nostra e differenti fra di loro, a testimonianza che l’archetipo del serpente era considerato di estremo valore; difatti, nelle poesie degli autori che abbiamo analizzato, questo mito ha ricoperto un ruolo essenziale.


Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Il simbolismo del serpente è un archetipo che affascina moltissimo ma, nello stesso tempo, incute anche timore e paura in quanto è un simbolo misterioso; celebrato in tutto il mondo ma del quale ancora si ignorano quasi completamente le sue valenze, positive ma, soprattutto, negative. Esso si distingue da tutte le specie animali, come l’uomo, ma nel senso contrario, perché se l’uomo è il risultato di un lungo sforzo genetico, bisogna necessariamente porre questa creatura fredda, senza zampe, né piume, all’inizio dello stesso sforzo e, dunque, in questo senso, l’uomo e il serpente sono gli opposti, i complementari; ma non solo, perché vi è anche qualcosa del serpente nell’uomo e particolarmente in colui che controlla meno il suo intelletto. Lo psicanalista Jung sostiene che il serpente è “un vertebrato che incarna la psiche inferiore, lo psichismo oscuro, ciò che è raro, incomprensibile, misterioso” 1 . Non c’è niente di più comune di un serpente; proprio per questo motivo, in questo lavoro di tesi si porrà l’attenzione su questo modello, apparentemente semplice ma nello stesso tempo complesso, evidenziandone le caratteristiche particolari e, trattandosi di un lavoro di letteratura comparata, ponendo maggiore attenzione soprattutto a come questo simbolo viene analizzato nella letteratura, in particolare nella poesia. Cominceremo con la parte metodologica, fornendo nel Capitolo I una definizione di cos’è la Letteratura Comparata, tracciandone la storia della nascita di questo filone letterario e soffermandoci, in particolar modo, sulle nozioni di “mito”, “tema” e “motivo”. Successivamente, nel Capitolo II, verrà analizzato proprio il simbolismo del serpente inteso come mito, in cui saranno rilevate tutte le caratteristiche di questo archetipo, in particolare si vedrà come esso veniva considerato nei numerosi riti e credenze di alcune civiltà antiche, come ad esempio quella degli Aztechi o degli Egizi; oppure l’importanza che ha ricoperto nella simbologia cristiana dove ha svolto un ruolo essenziale nella scena biblica della 1 J. Chevalier, A. Gheerbrant, Dictionnaire des symboles; tr. it., Dizionario dei simboli, a cura di Italo Sordi, Milano, Rizzoli, 1986, p. 358.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Percacciante Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5913 click dal 18/07/2007.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.