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Futures Agricoli in Europa: tendenze attuali e sviluppi futuri

Analisi dei principali mercati a termine su prodotti agricoli in Europa.

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Futures agricoli in Europa 3 1. MERCATO A TERMINE E FUTURES AGRICOLI Fino a qualche decennio fa l'attività di trading su strumenti finanziari collegati alle commodities agricole, era di esclusiva competenza degli agricoltori, degli imprenditori agricoli e di uno sparuto gruppo di speculatori. Tuttavia negli anni più recenti, questa attività è stata caratterizzata da una serie di cambiamenti che, a partire dalla crescente diversificazione dei prodotti e degli strumenti, le hanno permesso di godere di una sempre maggiore attenzione e partecipazione da parte del pubblico. Le origini di questo processo di trasformazione vanno ricercate nella crescita di popolarità degli strumenti finanziari derivati. La progressiva semplificazione delle procedure di accesso ai mercati finanziari e agli strumenti derivati, la diffusione delle informazioni su questi strumenti e sul loro utilizzo sono pertanto gli elementi di base che hanno contribuito, negli ultimi venti anni, alla trasformazione radicale dell'attività del commercio nazionale e internazionale da una "semplice" attività di scambio a una complessa attività di gestione del rischio, legando indissolubilmente i mercati finanziari all'attività commerciale. Sintesi storica del Chicago Board of Trade Dalla sua nascita nel 1848, il Chicago Board of Trade ha offerto progressive soluzioni per la gestione del rischio. Fondato da un gruppo di commercianti alla ricerca di soluzioni innovative per centralizzare il commercio del grano, la Borsa diffuse contratti “to-arrive”. Questi primi contratti forward permettevano ai compratori e venditori di prodotti agricoli di specificare la consegna di una particolare merce ad una predeterminata data e prezzo. Attraverso questo contratto, il rischio di variazioni di prezzo veniva trasferito dal venditore di commodities (l'agricoltore o l'imprenditore) all'acquirente (l'agente o buyer, il trasformatore, l'importatore) mediante il trasferimento dei titoli di proprietà sulle commodities. Questo trasferimento costringeva di fatto gli acquirenti a sostenere rischi elevati (per la variabilità dei prezzi) che in genere si scaricavano sui costi riducendo i margini di profitto e rendendo sempre più difficile il ricorso ai finanziamenti bancari. A questo problema si doveva aggiungere inoltre che ciascun contratto to-arrive che veniva stipulato era specifico ed esclusivo per le parti contraenti: la specificità del contratto risiedeva in particolare nella definizione del prezzo, della quantità e della qualità della commodity oggetto del contratto, nonchè del luogo e della data di consegna. La difficoltà di rendere vantaggiosi questi contratti anche per altri acquirenti o potenziali speculatori, a causa delle menzionate specificità, rendeva fortemente illiquidi e poco rinegoziabili questi contratti. La scarsa regolamentazione e l'assenza di garanzie (tanto che le merci consegnate erano spesso diverse dalle qualità e quantità previste negli accordi di consegna) e di trasparenza rendeva inoltre elevato il rischio per insolvenza (default) di una delle parti nei contratti to-arrive stipulati. A causa di questa lunga serie di problemi si sentì presto la necessità di introdurre strumenti meno rischiosi e maggiormente negoziabili e in questo modo si giunse definizione dei contratti futures.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Carla Bologna Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.