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Libertà dell'arte durante il fascismo

Esiste un evidente duplice rapporto fra il mondo dell’arte e della cultura ed il fascismo. Cronologicamente parlando si può dire che l'arte abbia anticipato e/o preparato i temi e le concezioni storico-politiche del movimento mussoliniano subito prima, e subito dopo, la Grande Guerra. E' il caso del futurismo, avanguardia artistica di rottura sovvertitrice del mondo esistente, e per questo carica di tensioni innovative ed antiborghesi, in simbiosi con lo spirito dei Fasci da Combattimento, prima formazione politica - dalla valenza fortemente antisistemica e rivoluzionaria - partorita da Mussolini.
Dall'altra parte, con il consolidamento del potere e la degenerazione della monarchia parlamentare italiana in dittatura, nasce un’arte filofascista, servile, funzionale ai riti autocelebrativi del regime, qualitativamente mediocre, in alcuni casi; insieme ad essa si forma una cultura necessariamente sottodeterminata dagli intenti propagandistici del nuovo potere, funzionale all'indottrinamento ed alla creazione di un'ideologia di massa.

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5 Introduzione Sembra che nessuno si accorga che questi tempi sono pericolosi ma straordinari. Se io potessi, per un attenzione del Padreterno, scegliere un momento della storia e un mestiere, sceglierei questo tempo e il mestiere del pittore. Renato Guttuso, da “Il Selvaggio”, 1938 E i cavalli a Salò sono morti di noia A giocare col nero perdi sempre. Mussolini ha scritto anche poesie. I poeti che strane creature, ogni volta che parlano è una truffa. F.De Andrè, Le storie di ieri, 1975 Esiste un evidente duplice rapporto fra il mondo dell’arte e della cultura ed il fascismo. Cronologicamente parlando si può dire che l'arte abbia anticipato e/o preparato i temi e le concezioni storico-politiche del movimento mussoliniano subito prima, e subito dopo, la Grande Guerra. E' il caso del futurismo, avanguardia artistica di rottura sovvertitrice del mondo esistente, e per questo carica di tensioni innovative ed antiborghesi, in simbiosi con lo spirito dei Fasci da Combattimento, prima formazione politica - dalla valenza fortemente antisistemica e rivoluzionaria - partorita da Mussolini. Dall'altra parte, con il consolidamento del potere e la degenerazione della monarchia parlamentare italiana in dittatura, nasce un’arte filofascista, servile, funzionale ai riti autocelebrativi del regime, qualitativamente mediocre, in alcuni casi; insieme ad essa si forma una cultura necessariamente sottodeterminata dagli intenti propagandistici del nuovo potere, funzionale all'indottrinamento ed alla creazione di un'ideologia di massa. E' il caso del cinema, della radio, dei giornali, tutto ciò insomma dotato di una forza comunicativa intensa e dunque vero e affinatissimo strumento “politico”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Max Mutarelli Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9994 click dal 20/07/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.