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Economia ed interferenze politiche: le posizioni dei paesi europei a confronto

Il seguente lavoro di tesi si propone di affrontare la problematica del continuo tentativo da parte delle forze politiche in alcuni dei paesi membri dell’Unione Europea, di influenzare in misura sempre maggiore l’operato delle Autorità di Regolamentazione, per loro natura costitutiva indipendenti, attraverso provvedimenti rientranti nell’ambito della politica industriale.

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3 _______________INTRODUZIONE________________ Il seguente lavoro di tesi si propone di affrontare la problematica del continuo tentativo da parte delle forze politiche in alcuni dei paesi membri dell’Unione Europea, di influenzare in misura sempre maggiore l’operato delle Autorità di Regolamentazione, per loro natura costitutiva indipendenti, attraverso provvedimenti rientranti nell’ambito della politica industriale. Anzitutto si è voluta ricercare una definizione largamente condivisa di cosa si intenda con il termine politica industriale, giungendo alla conclusione di come essa sia un insieme di diversi provvedimenti aventi lo scopo di influenzare un determinato sistema economico, andando a circoscrivere quindi gli spazi geografici e politici di intervento mediante una delle tre diverse tipologie perseguibili: a) accettare la situazione corrente senza apporre alcun intervento; b) accettare la direzione di evoluzione della dinamica di mercato; c) applicarsi per una sostituzione al mercato con la finalità di opporsi alla dinamica attesa del mercato. Osservando la numerosità di situazioni e dinamiche avvenute all’interno dei vari paesi è possibile raggruppare il comportamento dei governi nella gestione della tematica delle politiche industriali in tre fasi: la prima che vede una politica industriale tradizional- nazionale, una seconda invece in cui la politica industriale viene considerata politica di aggiustamento strutturale, e, infine, la fase finale in cui la politica industriale prende forma in un contesto non più nazionale, ma europeo. Nella terza fase fanno la loro comparsa le Autorità di Regolamentazione settoriale, una nuova figura istituzionale a cui viene affidata la gestione della politica di regolamentazione, per meglio realizzare il delicato passaggio da un mercato caratterizzato da una serie di monopoli legali, ad un mercato in cui emerga, dove possibile, a livelli sempre maggiori un regime di concorrenza, soprattutto nei settori di pubblica utilità quali l’energia e le telecomunicazioni. Nell’Unione Europea, nel settore delle telecomunicazioni si sono verificati diversi episodi in cui l’indipendenza delle autorità di regolamentazione, da qualsiasi influenza

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Roberto Rinaldi Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.