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La disciplina antitrust nell'esperienza comparatistica - Il concetto di mercato rilevante

Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Gallucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Guido Bonfante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 323

L’esistenza del diritto antitrust è strettamente connessa alla affermazione dell’economia di mercato nel mondo industrializzato, tuttavia la teoria economica ci insegna che anche quando il mercato è libero non necessariamente si creano le condizioni che garantiscono la libertà di iniziativa economica per i singoli individui, poiché possono sussistere delle ragioni di carattere oggettivo come l’esistenza di monopoli naturali o di economie di scala, o soggettivo come i comportamenti strategici o le condotte degli agenti economici, che limitano tale libertà incidendo negativamente sulla concorrenzialità dei mercati. Ad esempio le imprese possono porre in essere delle strategie deterrenti (entry-deterring practices) o colludere al fine di scoraggiare l’entrata sul mercato di eventuali rivali o favorirne l’uscita.
Quindi la concorrenzialità del mercato, risultando un elemento fondamentale per l’allocazione efficiente delle risorse nel paradigma economico dominante, deve essere tutelata da un complesso di regole definito diritto antitrust.
Delineate nei tratti generali le ragioni che sono alla base della legislazione a tutela della concorrenza, osserviamo come ogniqualvolta occorra accertare eventuali violazioni di tale normativa, è indispensabile affrontare il problema dell’individuazione del mercato rilevante, definendo il contesto nel quale l’Autorità antitrust effettua la propria valutazione.
Per ciò che attiene le concentrazioni e le intese preventivamente notificate, tale verifica sarà effettuata ex ante, viceversa nel caso di pratiche e intese restrittive della concorrenza o di abuso di posizione dominante l’Autorità antitrust procederà ex post in fase repressiva.
Nel caso delle operazioni di concentrazione l’Autorità antitrust, per verificare se questa comporta il costituirsi o il rafforzarsi di una posizione dominante, deve individuare in via preventiva i confini del mercato sul quale si vanno a misurare le quote possedute dalle imprese partecipanti.
Allo stesso modo nel caso di un presunto abuso di posizione dominante, l’Autorità accerta in primis che l’impresa indagata occupi una posizione dominante e successivamente valuta la presenza dell’abuso. Anche in questa fattispecie, la posizione dominante fa riferimento ad un mercato ben definito.
Infine nella valutazione delle intese restrittive della concorrenza, l’individuazione del mercato rilevante o di riferimento è il primo passo logico da compiere in quanto consente di delimitare l’ambito entro il quale la condotta può generare gli effetti restrittivi della concorrenza.
Pertanto la corretta individuazione del mercato rilevante risulta essere cruciale nell’applicazione del diritto antitrust, in quanto una maggiore o una minore ampiezza determinano differenti quote di mercato e quindi diversi apprezzamenti sugli effetti connessi alle condotte anticoncorrenziali; ciò può comportare, come affermato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, all’annullamento della decisione della Commissione.
In definitiva la determinazione del mercato rilevante è uno strumento concettuale indispensabile per qualsiasi valutazione antitrust, in quanto gli effetti anticompetitivi, attuali o potenziali, sono determinabili solo “within a market framework”.
A tal riguardo il presente lavoro si propone di contribuire al dibattito scientifico in materia, attraverso una approfondita analisi del processo identificativo della nozione di mercato rilevante e dei criteri cui deve essere informato, facendo riferimento sia all’esperienza statunitense e comunitaria, sia alla comparazione sincronica dei suddetti ordinamenti.
Il presente lavoro persegue l’obiettivo di ricondurre la definizione di mercato rilevante ed il procedimento per la sua individuazione, ad un’analisi metodologicamente attenta, sia sotto il profilo giuridico che economico, al fine di delineare un modello di riferimento concettuale trasparente e rigoroso, tale da consentire la coerenza delle decisioni dell'Autorità antitrust.

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I PREMESSA L’esistenza del diritto antitrust è strettamente connessa alla affermazione dell’economia di mercato nel mondo industrializzato, tuttavia la teoria economica ci insegna che anche quando il mercato è libero non necessariamente si creano le condizioni che garantiscono la libertà di iniziativa economica per i singoli individui, poiché possono sussistere delle ragioni di carattere oggettivo come l’esistenza di monopoli naturali o di economie di scala, o soggettivo come i comportamenti strategici o le condotte degli agenti economici, che limitano tale libertà incidendo negativamente sulla concorrenzialità dei mercati. Ad esempio le imprese possono porre in essere delle strategie deterrenti (entry-deterring practices) o colludere al fine di scoraggiare l’entrata sul mercato di eventuali rivali o favorirne l’uscita 1 . Quindi la concorrenzialità del mercato, risultando un elemento fondamentale per l’allocazione efficiente delle risorse nel paradigma economico dominante, deve essere tutelata da un complesso di regole definito diritto antitrust. 1 Nel capitolo 1, § 1.1 illustrerò sinteticamente le pratiche deterrenti quali i prezzi predatori, l’eccesso di capacità e il prezzo limite.

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