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La nascita della società delle nazioni alla conferenza di pace di Parigi

Informazioni tesi

  Autore: Luca Vittadello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Daniela Rossini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Questa tesi si pone l’obiettivo di analizzare i negoziati relativi all’istituzione della Società delle Nazioni, primo organismo politico internazionale nato come parte integrante del trattato di pace con la Germania, nonché i rapporti tra Woodrow Wilson e Vittorio Emanuele Orlando. A questo fine, ho esaminato soprattutto la prima fase dei negoziati di pace, quando cioè gli statisti dei maggiori Paesi europei giunti alla Conferenza di Pace, svoltasi a Parigi nel 1919 , si trovarono ad affrontare un compito di eccezionale difficoltà.

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2 Introduzione Questa tesi si pone l’obiettivo di analizzare i negoziati relativi all’istituzione della Società delle Nazioni, primo organismo politico internazionale nato come parte integrante del trattato di pace con la Germania, nonché i rapporti tra Woodrow Wilson e Vittorio Emanuele Orlando. A questo fine, ho esaminato soprattutto la prima fase dei negoziati di pace, quando cioè gli statisti dei maggiori Paesi europei giunti alla Conferenza di Pace, svoltasi a Parigi nel 1919 1 , si trovarono ad affrontare un compito di eccezionale difficoltà. Quattro anni di guerra 2 avevano infatti scosso profondamente la fiducia dell’Europa nelle proprie capacità che l’avevano portata nel corso dei secoli a dominare il pianeta. Il vecchio continente era stato teatro di una guerra che ne aveva cambiato profondamente confini e sistemi politici; erano crollati contemporaneamente ben quattro imperi (tedesco 3 , austro-ungarico 4 , turco 5 e russo 6 ) e si erano formati nuovi Stati 7 desiderosi di far prevalere le proprie richieste alla conferenza. 1 In realtà la Conferenza di pace durò più a lungo protraendosi fino al 1920, ma i mesi che contarono furono i primi sei in cui vennero prese le decisioni chiave e fu messa in moto una concatenazione di eventi di importanza decisiva. 2 La Prima Guerra mondiale scoppiata il 28 luglio 1914, in seguito all’attentato di Sarajevo del 28 giugno in cui rimase ucciso l’erede al trono d’Austria, l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie, terminò l’11 novembre del 1918 (giorno in cui i delegati del governo provvisorio tedesco firmarono l’armistizio nel villaggio francese di Rethondes). Nello stesso villaggio e nello stesso vagone ferroviario il 22 giugno 1940, all’inizio cioè della seconda guerra mondiale, saranno i francesi a dover firmare l’armistizio. 3 Con la firma dell’armistizio la Germania dovette ritirare le truppe al di qua del Reno e in più si vide annullare i trattati firmati antecedentemente con Russia e Romania. Henry Bogdan, Storia dei paesi dell’Est, SEI, Torino, 2006, pag. 223. 4 L’Austria-Ungheria si stava già disintegrando prima del 1914 e la Grande Guerra non aveva fatto altro che accelerare tale processo. Polacchi, sloveni, cechi, slovacchi e croati erano tutti fuggiti verso i rispettivi paesi, mentre l’Ungheria aveva ottenuto l’indipendenza. Henry Bogdan, op. cit. pag. 203-206. 5 I territori arabi, dalla Mesopotamia alla Palestina, dalla Siria alla penisola araba, erano riusciti ad ottenere l’indipendenza mentre sul lato orientale del Mar Nero i popoli sudditi – armeni, georgiani, azerbaigiani, curdi – lottavano per creare nuovi Stati ai confini con la Russia. 6 In seguito alla Rivoluzione del 6-7 Novembre 1917 (24-25 ottobre secondo il calendario russo) la Russia uscì dal conflitto firmando a Brest-Litovsk (3 marzo 1918) un trattato con cui rinunciava a gran parte dei territori europei e che fu di grandissima importanza nel determinare, alla fine della guerra, l’indipendenza di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. 7 La Polonia, la Finlandia, le Repubbliche baltiche, la Cecoslovacchia e i piccoli Stati dell’Europa orientale che avevano combattuto accanto all’intesa, la Serbia e la Romania.

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