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Pietro Corbari e Licia Castellari: l'eredità dei cantastorie, fra piazza e teatro

La tesi si propone di dimostrare l'attualità dell'arte cantastoriale attraverso un'introduzione storica e la disamina dell'opera di una coppia di cantastorie giovani e in attività.

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4 PREMESSA Chi è il cantastorie? Un personaggio d’altri tempi, vagamente demodé, guardato dalla gente con un misto di commiserazione e curiosità? Un moderno guitto, compagno degli artisti di strada, ma con un’attenzione particolare alle «storie» del mondo? Un professionista dello spettacolo, intento a mostrarci, con scrupolo filologico, ciò che i cantastorie erano, tanto per conser- varne la memoria? Come si avrà modo di constatare, queste domande non sono oziose, perché è difficile fornire una definizione del vocabolo «cantastorie», anche pensando ai professionisti di piazza del pe- riodo «classico» dello spettacolo cantastoriale inteso in senso moderno, quello che va da metà Ottocento agli anni Sessanta del Novecento. I principali protagonisti dell’ultima parte di questa presunta «e- tà dell’oro» dei cantastorie, intervistati, e tutti scomparsi durante gli anni Ottanta e Novanta, non si sono spesi per definirsi: al con- trario, hanno cercato abilmente di depistare i ricercatori nei loro tentativi di classificazione. Già la loro autodeterminazione di ca- tegoria, quella che ha condotto alla fondazione dell’A.I.C.A., la dice lunga: pur mantenendo le iniziali dell’acronimo, salvo to- gliere un puntino, il loro organismo sindacale passa dalla deno- minazione del 1947 di Associazione Italiana Canzonettisti Am- bulanti a quella, più tarda, di Associazione Italiana Cantastorie (A.I.CA.). Oggi, qualche testimone della «vecchia guardia» si fregia, pen- sando più all’utile che al dilettevole, del titolo di «ultimo vero cantastorie», sfruttando con sagacia quel passo della Nuova enci-

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Michele Antonellini Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 970 click dal 30/07/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.