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Il romanzo corruttore

Pro e contro; il romanzo in Italia tra Settecento e Ottocento.

Quando ho cominciato questo studio non avevo idea di tutte le accuse di immoralità, menzogna, ed incapacità di piegarsi a fini educativi a cui va incontro la forma-romanzo nel corso dei secoli. Partivo da semplici indizi, rivelazioni indirette di una condanna, quali si intravedono in romanzi autocritici come Don Chisciotte e Madame Bovary che presentano personaggi influenzati e travolti da ciò che leggono.
La mia intenzione era quella di tener presente questi due grandi esempi europei per avventurarmi alla ricerca di personaggi similmente corrotti dai romanzi nella narrativa italiana.

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Introduzione Quando ho cominciato questo studio non avevo idea di tutte le accuse di immoralità, menzogna, ed incapacità di piegarsi a fini educativi a cui va incontro la forma-romanzo nel corso dei secoli. Partivo da semplici indizi, rivelazioni indirette di una condanna, quali si intravedono in romanzi autocritici come Don Chisciotte e Madame Bovary che presentano personaggi influenzati e travolti da ciò che leggono. La mia intenzione era quella di tener presente questi due grandi esempi europei per avventurarmi alla ricerca di personaggi similmente corrotti dai romanzi nella narrativa italiana. Indagare quel meccanismo di fascinazione così ben descritto da Dante in versi famosi: Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lanciallotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: da quel giorno più non vi leggemmo avante [1]. Il “romanzo” appare qui come un vero e proprio intermediario d'amore: Paolo e Francesca cercano di resistere, ma inutilmente, perché la spinta all'imitazione è troppo forte. Si crea un parallelismo diretto tra lettura e azione: leggono di pene amorose e gli sguardi si incontrano, i volti impallidiscono; leggono di un bacio e si baciano; poi non leggono più, il libro ha terminato la sua funzione seduttiva. È solo con il bacio fittizio che si arriva, per imitazione, al bacio reale con tutte le sue conseguenze (la vendetta di Gianciotto, la condanna eterna): la letteratura viene scambiata con la realtà, l'affinità della situazione li inganna, Paolo e Francesca imitano e portano avanti l'azione romanzesca. Questo meccanismo che porta progressivamente ad una compartecipazione emotiva delle vicende narrate, fino a viverle nella realtà, è lo stesso che guida i personaggi di Cervantes e Flaubert. Nel Don Chisciotte (1605-15) il protagonista, per effetto della lettura, assume addirittura un'altra identità, cambia abitudini e interessi incarnandosi completamente nel tipico personaggio dei suoi romanzi preferiti [2]: Questo gentiluomo si dedicava alla lettura dei romanzi cavallereschi e a poco per volta ci si appassionò tanto, che dimenticò quasi del tutto la caccia e anche l'amministrazione del suo patrimonio (...) Insomma, si sprofondò tanto in quelle letture, che passava le notti dalla sera alla mattina, sempre a leggere; così a forza di dormir poco e di legger molto, gli si prosciugò talmente il cervello che perse la ragione. Gli si riempì la fantasia di tutto quello che leggeva nei suoi romanzi: incanti, litigi, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste e 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Buccoliero Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2263 click dal 01/08/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.