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La misurazione del rischio di credto e il modello CreditMetrics: un'applicazione ad un caso di specie

In questa tesi viene analizzata e approfondita la misurazione del rischio di credito attraverso il modello Creditmetrics.

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III Introduzione Tale elaborato ha in primis l’obiettivo di rendere nota la crescente importanza che la valutazione e la misurazione del rischio di credito sta assumendo nella gestione dell’attività bancaria, sia per le numerose implicazioni gestionali, sia in vista della prossima applicazione del nuovo schema di regolamentazione patrimoniale fondato sui sistemi interni di rating. Nel corso degli ultimi dieci anni del ventesimo secolo, la quasi totalità delle grandi banche internazionali ha infatti effettuato ingenti investimenti in risorse umane e tecnologiche volti a ristrutturare il proprio modo di misurare e gestire il rischio di credito. Alla base di questo processo di ristrutturazione dell’attività creditizia vi è lo sviluppo di modelli di misurazione del rischio di credito, creati per rispondere all’esigenza di quantificare in modo appropriato, il grado di rischio associato al portafoglio di esposizioni creditizie della banca. A tale proposito, oggetto della seguente trattazione sarà un modello di misurazione del rischio di credito di portafoglio introdotto dalla banca statunitense J. P. Morgan nel 1997. Il mio interesse circa questo modello è scaturito proprio dalla rilevanza che ha assunto recentemente il controllo del rischio di credito nella gestione dell’attività bancaria, in quanto, a mio avviso, il modello CreditMetrics™ rappresenta un valido strumento atto a misurare il rischio di credito di un portafoglio di esposizioni creditizie. Le fonti utilizzate per la ricerca e per l’approfondito studio dell’oggetto della seguente tesi sono costituite principalmente da molteplici testi riguardanti il tema della gestione dell’attività bancaria e della misurazione del rischio di credito. A tale proposito, i maggiori contributi circa la specifica tematica del seguente lavoro, sono stati offerti Andrea Sironi (professore di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università Bocconi di Milano), Andrea Resti (ricercatore presso la facoltà di Economia dell’Università di Bergamo ed editorialista sui quotidiani di “MF- Milano Finanza” e “Italia Oggi”) e Giacomo De Laurentis (professore di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università di Parma). La presente trattazione è articolata in tre parti. Nella prima parte del lavoro ho ritenuto opportuno andare ad analizzare il concetto di rischio di credito in quanto, per quanto apparentemente semplice e delimitato, tale termine racchiude diversi significati. Infatti, come si vedrà in seguito, il rischio di credito non è confinato alla sola possibilità dell’insolvenza di una controparte in quanto, anche il semplice deterioramento del merito creditizio di quest’ultima deve considerarsi una manifestazione del rischio di credito. Seguendo questa

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Marta Martellotti Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1930 click dal 07/08/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.