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Gli strumenti di Pianificazione e Controllo nelle banche

Negli ultimi 15-20 anni, l’attività bancaria ha mutato forma e sostanza, assumendo sempre più una veste imprenditoriale fino ad allora pressoché sconosciuta; la necessità di effettuare precise scelte strategiche, i nuovi rischi che ciò comporta, le pressioni concorrenziali sempre più accentuate, nonché il nuovo fabbisogno informativo necessario a monitorare e gestire le variabili chiave della performance, hanno fatto orientare anche le banche italiane verso una maggiore attenzione ai temi del controllo, anche se, allo stato attuale, le aziende di credito scontano ancora un certo gap rispetto al settore industriale. L’oggetto di questo studio sarà l’approfondimento del tema “programmazione e controllo nelle banche italiane” e sarà articolato in quattro capitoli:
1. l’attività di pianificazione e controllo: alcuni fondamenti teorici;
2. il settore bancario: una panoramica sui fattori normativi e culturali;
3. la pianificazione e controllo nelle banche italiane: lo stato dell’arte;
4. le prospettive future: la logica della creazione del valore.

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INTRODUZIONE L’oggetto di questo studio sarà l’approfondimento del tema “programmazione e controllo nelle banche italiane”, argomento divenuto oggi centrale in contesti sempre più competitivi e turbolenti, ma che nelle banche italiane non sembrera aver incontrato, ancora, l’attenzione che invece meriterebbe. Nelle aziende industriali, da sempre abituate a confrontarsi con i mercati e la concorrenza, tali pratiche sono seguite con maggior attenzione e sistematicità, rifacendosi spesso ai modelli proposti dalla voluminosa letteratura esistente sull’argomento. Negli ultimi 15-20 anni, l’attività bancaria ha mutato forma e sostanza, assumendo sempre più una veste imprenditoriale fino ad allora pressoché sconosciuta; la necessità di effettuare precise scelte strategiche, i nuovi rischi che ciò comporta, le pressioni concorrenziali sempre più accentuate, nonché il nuovo fabbisogno informativo necessario a monitorare e gestire le variabili chiave della performance, hanno fatto orientare anche le banche italiane verso una maggiore attenzione ai temi del controllo, anche se, allo stato attuale, le aziende di credito scontano ancora un certo gap rispetto al settore industriale. Senza voler anticipare ulteriormente i temi trattati, si espone di seguito l’articolazione seguita nel presente studio, che sarà suddiviso in quattro capitoli: 1. l’attività di pianificazione e controllo: alcuni fondamenti teorici; 2. il settore bancario: una panoramica sui fattori normativi e culturali; 3. la pianificazione e controllo nelle banche italiane: lo stato dell’arte; 4. le prospettive future: la logica della creazione del valore. Per una corretta comprensione dell’utilità di tali sistemi nella gestione bancaria moderna, sembra indispensabile proporre, innanzitutto, una rappresentazione, seppur sommaria, delle principali correnti di pensiero che hanno interessato la materia. Pertanto, sebbene vincolato da rigorosi limiti di sintesi, il primo capitolo avrà ad oggetto un rapido excursus della principale letteratura internazionale sui fondamenti teorici della pianificazione e controllo. Nel secondo capitolo, si esporrà, altrettanto sinteticamente, l’evoluzione del quadro normativo che, dagli anni ’30 in poi, ha accompagnato, vincolato e determinato l’agire delle banche italiane, con le conseguenze che ciò ha avuto sul mercato bancario, sulla concorrenza, sulle strategie delle aziende di credito, nonché sui loro assetti organizzativi e gestionali. Si vedrà, inoltre, come tale processo abbia determinato il formarsi di una particolare cultura, ormai propria di gran parte dell’attuale management bancario; il forte radicamento di tale cultura sembrerebbe essere uno tra i principali vincoli che impediscono l’evoluzione dei sistemi di pianificazione e controllo verso logiche più moderne. Nel terzo capitolo, si esamineranno dapprima le principali implicazioni indotte dal processo di deregulation avutosi con l’entrata in vigore della nuova normativa bancaria (D.lg. 385/93, noto come Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), il conseguente problema strategico che ciò ha determinato e la necessità, avvertita dalle banche italiane, di dotarsi di idonei sistemi di pianificazione e controllo per affrontare tali cambiamenti. Si procederà, quindi, ad una sorta di censimento dei sistemi di pianificazione e controllo tradizionalmente utilizzati dalle banche italiane, nonché le loro principali evoluzioni. Il quarto ed ultimo capitolo sarà invece dedicato alla presentazione di alcune più moderne tecniche di programmazione e controllo, che si rifanno alla logica della “creazione del valore”. Si vedrà che i sistemi tradizionali presentano ormai segni di inadeguatezza di fronte alle sempre più impegnative sfide che il mercato impone. Affrontando, invece, il problema da un punto di vista diverso, ossia dalla presa di coscienza di una diversa ragion d’essere dell’impresa bancaria 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Staforte Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6636 click dal 07/08/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.