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La donna romena nel contesto del comunismo. Il periodo di studio 1965-1989

Un'immagine della società comunista romena, in particolare del periodo della dittatura ceauscista, società nella quale la donna romena ha visuto per quasi 25 anni.

Capitolo I
La società comunista


Inizio questo lavoro con lo studio delle caratteristiche della società comunista romena particolarmente durante la dittatura del regime di Nicolae Ceausescu. Questo cenno e necessario in quanto desidero prima tracciare un immagine della società comunista romena in particolare nel periodo della dittatura ceauscista, periodo in quale la donna romena ha vissuto per quasi 25 anni. Non è possibile parlare della donna di quel periodo senza prendere in considerazione l'ambiente in quale questa è vissuta. Le caratteristiche della sua vita sono (come era da aspettarsi) affette ed in modo inseparabili legate da questo ambiente.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e la divisione delle zone di influenza fra le tre grandi potenze (SUA, Unione Sovietica e Gran Bretagna), la Romania è finita sotto l’influenza del nuovo impero sovietico. Questa triste realtà ha significato per il popolo romeno un futuro pieno di perdite umane e sacrifici, specifiche d’altronde ad ogni forma di dittatura.1 Da quel momento è cominciato un altro capitolo nella storia del nostro paese periodo considerato come uno dei più sfortunati della sua intera storia: il comunismo.
Cominciando con l’anno 1947 questo regime s’installa “di diritto” e durerà più di quaranta anni. In questo l’asso di tempo il “regno” più lungo ha appartenuto a Nicolae Ceausescu.
Nato come il terzo dei 10 figli, il 26 gennaio 1918, in una famiglia di contadini poveri
nel paese Scornicesti (provincia Olt), Nicolae Ceausescu è diventato già in giovane età l’immagine “del classico rivoluzionario”. Malgrado non fosse stato ne contadino, ne operaio ne intellettuale, gioiva considerarsi la personificazione di tutte le tre categorie insieme.
Per tanto tempo si è pensato che lui fosse stato l’apprendista calzolaio, ma Alexandru Barladeanu, collega per tanti anni con luinei altri campi del potere comunista è stato categorico in questo senso: “Non sapeva fare nulla, nella sua professione non aveva finalizzato neanche un paio di ciabatte”.2 Eppure con tutte queste mancanze di ordine professionale è riuscito a tenere nelle proprie mani il potere per più decadi di seguito.

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CAPITOLO III La donna romena e il suo lavoro nell’economia romena Questa parte del mio lavoro è dedicata (cosi come anche il titolo lo dice) per analizzare il modo in cui la donna della Romania di Ceausescu è rappresentata nel campo economico del paese, per osservare il ruolo del suo lavoro nell’economia ed anche per studiare le politiche con il riferimento alle donne che sono state portate in questo campo. 1. L’INDUSTRIA Nei quarant’anni percorsi dopo la nazionalizzazione dei principali mezzi di produzione, lo sviluppo dell’industria , la realizzazione di nuove strutture di questa e la sua divisione nei diversi rami ed anche la sua estensione al livello territoriale hanno costituito dei tragitti esenziali, costanti, dell’evoluzione dell’economia romena. 66 Il processo di industrializzazione è stato marcato anche da innumerevoli sbagli. Tramite le misure centralizzate (megalomane), si è forzata continuamente l’industrializzazione , sostenendo dei ritmi relativamente alti di sviluppo di certi settori di attività dell’industria pesante, di quale efficacia economica (ma anche sociale) si era rilevata ad essere abbastanza bassa. 67 Il ritmo relativamente ampio di sviluppo si può dedurre facilmente dall’impatto dell’industria di stato ed il numero totale dei stipendiati e a dei vari lavoratori qualificati nell’industria con specifico; questo impatto ha fatto crescere questo ramo dal 74,6% nel 1950 al 88,8% nel 1970. 68 Per il fatto che l’industria e l’economia nel suo campo sono state centralizzate dallo stato è stata possibile la concentrazione di grandi risorse per la realizzazione, specialmente negli anni 1950 e 1980, a dei ritmi altamente cresciuti del potenziale produttivo dell’industria e nello stesso tempo di una diversificazione dei prodotti e di una modernizzazione dei settori dell’economia, come la creazione di oltre 3,1 milioni di nuovi posti di lavoro.69 Un altro processo significativo che si produce al livello di questo campo dell’economia è rappresentato dalla partecipazione femminile nei molti rami dell’economia. Per esempio, nel 1985, il 42% della forza lavorativa dell’industria romena era costituita dalle donne e nello stesso tempo le donne rappresentavano l’80% dei lavoratori dell’industria tessile, il 50% di quelli dell’industria elettronica e solo il 30% dei lavoratori 66. Constantinescu, N.N, La storia Economica della Romania, Vol. II, Ed. Economica, Bucarest, 2000, pag. 138 67. ibidem, pag. 139 68. ibidem, pag. 140 69.ibidem, pag. 141 21

Traduzione

Facoltà: Relaţii internaţionale şi studii europene

Traduttore: Sorina Aurelia Jipa Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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