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Il Life Cycle Costing per la valutazione tecnica-economica nella produzione di energia termosolare. Il progetto Archimede

Informazioni tesi

  Autore: Ilenia Giuga
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: maria Teresa Clasadonte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 292

L’uomo moderno ha sacrificato al proprio benessere economico la purezza delle acque e dell’aria, il verde delle foreste e delle campagne, la bellezza dei paesaggi, la stessa sopravvivenza di numerose specie di animali e vegetali.
Questo comportamento irresponsabile nei confronti della natura, soprattutto nei Paesi industrialmente avanzati, rappresenta un vero e proprio attentato alla stessa esistenza dell’umanità, tanto più che la popolazione della Terra continua a crescere mentre le risorse naturali sono limitate e tutt’altro che inesauribili.
Il rapporto che gli esseri umani hanno con il proprio ambiente di vita è molto particolare. A differenza degli animali, che vivono adeguandosi alla natura, l’uomo ha imparato, nel corso dei secoli, a modificare il mondo che lo circonda, adattandolo sempre più alle proprie esigenze.
Le grandi scoperte scientifiche e tecniche, a cominciare dal fuoco fino all’energia atomica, lo hanno liberato da tanti condizionamenti che la natura imponeva.Tuttavia, la vita umana è pur sempre legata agli equilibri e ai cicli naturali.
L’ambiente, dunque, con i suoi vincoli, le sue leggi e l’attenzione che suscita nell’opinione pubblica, ha un peso sempre più rilevante sullo sviluppo di un’impresa.
Per i gestori più attenti l’ambiente è una delle variabili da considerare nella definizione di una strategia aziendale. Conoscere e valutare le problematiche ambientali connesse con un sito o una organizzazione è necessario sia per coloro che gestiscono un’organizzazione, ma ancor di più per un potenziale acquirente .
Infatti, la presenza di passività ambientali può influire in modo rilevante sul valore del bene oggetto della transazione.
A tal fine, è indispensabile lo sviluppo di specifici strumenti metodologici in grado di fornire quantificazioni, il più possibile oggettive, degli impatti ambientali complessivi dell’intero ciclo di vita del sistema-prodotto.
Questa crescente esigenza ha stimolato e diffuso lo studio di nuovi sistemi di contabilità ambientale.
La scelta dell’argomento di questo lavoro è stata dettata dal forte interesse personale nei confronti dei problemi ambientali e di uno sviluppo equo e sostenibile della società.
Ai fini di uno sviluppo sostenibile, l’energia rappresenta al tempo stesso il problema e la soluzione. Essa rende infatti possibile lo sviluppo, ma è anche una delle principali cause di inquinamento atmosferico e di altri danni che vengono arrecati alla salute dell’uomo e all’ambiente.
La valutazione dell’ambiente attraverso monitoraggi rappresenta un primo passo verso la gestione del cosiddetto “rischio ambientale”che risulta essere un’azione importante per la vita dell’uomo e per le sue relazioni sociali, e soprattutto per le aziende.
La gestione del rischio ambientale di un’attività industriale, oltre a garantire una buona immagine dell’impresa dal punto di vista dei consumatori, comporta spesso un’ottimizzazione delle tecniche produttive.
La problematica che innanzitutto si è affrontata in questo lavoro è quella di come riuscire a conciliare un aumento del consumo di energia, oltretutto auspicabile per i paesi in via di sviluppo e del Terzo Mondo, con la scarsità delle risorse energetiche fossili e la già preoccupante concentrazione dei gas serra in atmosfera.
Ci si è inoltre interrogati su come le risorse energetiche rinnovabili, in particolar modo il Sole, possono davvero dare un contributo importante per un nuovo sistema energetico.
Ed è proprio da queste domande che ha avuto inizio lo studio e l’analisi, per riuscire a capire se potesse esistere una soluzione adatta e realistica per un cambiamento dell’attuale sistema energetico.
Dopo aver quindi analizzato il problema energetico nazionale e i limiti e le opportunità che esso presenta, si è passati ad analizzare il caso studio del Progetto “Archimede”, per comprendere se esiste effettivamente una concreta possibilità di produrre energia elettrica in maniera sempre più efficiente, pulita ed economica.
A tal fine si è studiato il caso applicando, quale strumento di analisi tecnica-economica, l’LCC, un metodo molto innovativo rispetto all’analisi finanziaria classica, che considera la validità di un’alternativa di investimento sia dal punto di vista economico e finanziario, prendendo cioè in considerazione tutti i costi, i ricavi e i flussi di cassa che derivano da tale investimento lungo tutto il ciclo di vita dell’intervento, sia dal punto di vista ambientale, considerando le prestazioni riconducibili in tale ambito, nelle diverse fasi, lungo l’intera filiera produttiva, ossia progettazione, produzione, distribuzione e dismissione.
La maggiore sensibilità e attenzione alle problematiche ambientali da parte dei soggetti economici, istituzionali e sociali spinge infatti ad analizzare, propedeuticamente, l’ecocompatibilità di un prodotto/processo e ad andare oltre la semplice e tradizionale analisi economica basata su indici puramente finanziari.

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1 PREMESSA L’incremento della popolazione mondiale e dei consumi pro-capite unita all’evoluzione tecnologica avvenuta negli ultimi decenni ha reso evidenti le conseguenze su ciascuno dei fattori che costituiscono “l’ambiente”: aria, acqua, suolo, fauna, flora, etc. Cambiamenti climatici, trasformazione dell’ambiente naturale e fenomeni disastrosi dovuti a questa crescita hanno posto all’ordine del giorno il problema del modello di sviluppo secondo un indirizzo di sostenibilità ambientale. Oggi si parla della grave crisi energetica che il mondo si troverà a dover affrontare. La situazione attuale è davvero poco rassicurante, se si pensa infatti che il consumo mondiale di fonti primarie di energia è triplicato dal 1960, che tale andamento sarà confermato anche per i prossimi decenni, che l’apporto del maggior combustibile fossile oggi utilizzato, il petrolio, non sarà in grado di sostenere tale aumento dei consumi, che tale fonte energetica è concentrata in limitate zone geografiche politicamente instabili e che l’inquinamento atmosferico ha raggiunto dei livelli allarmanti, si comprende come complicato e vasto sia il quadro di riferimento dell’attuale sistema energetico mondiale. In risposta a tale situazione la comunità scientifica internazionale indica tra gli obiettivi prioritari di politica energetica il contenimento dei consumi di energia ed il ricorso crescente a fonti di energia rinnovabili. Le fonti rinnovabili rappresentano però una realtà molto anomala: sono, infatti, sempre invocate ed auspicate nei documenti di politica energetica perché volute dalla gente, ma hanno invece trovato con difficoltà uno spazio rilevante nei piani d’investimento delle grandi aziende energetiche. Un primo fattore che ostacola la crescita delle fonti rinnovabili è legato agli alti costi di investimento richiesti, che comportano buona redditività solo quando si accettano tempi di ritorno del capitale investito piuttosto lunghi (in generale al di sopra dei 15 anni), difficilmente compatibili con il mercato liberalizzato di oggi.

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