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Un caso di fusione tra un teatro di ricerca e un teatro stabile: Teatro Nuova Edizione e Nuova Scena

Nel Gennaio 2006, a Bologna, è stata formalizzata l’integrazione di Teatro Nuova Edizione, cooperativa che ha aperto e gestito per oltre trent’anni il Teatro delle Moline e Nuova Scena - teatro stabile di Bologna, società cooperativa che gestisce l’Arena del Sole. Argomento centrale di questo lavoro è appunto l’integrazione di queste imprese: attraverso l’analisi del contesto nel quale la decisione dell’integrazione è stata presa, verranno considerate le caratteristiche specifiche delle due imprese e le motivazioni che hanno sostenuto tale scelta, concludendo con l’analisi delle modalità adottate per sostenere l’effettiva integrazione.
Sembra, ad una prima analisi, un argomento di un certo interesse sia per il fatto che la pratica delle fusioni teatrali non è stata frequentemente praticata almeno in Italia sia, nel caso specifico, per gli elementi che differenziano le imprese coinvolte. Nuova Scena e Teatro Nuova Edizione (d’ora in poi, per brevità, NS e TNE) sono entrambe società che hanno, si direbbe in termini economici, come core business la produzione di spettacoli teatrali e gestiscono in convenzione con il Comune di Bologna due spazi teatrali (Arena del Sole e Teatro delle Moline). NS fa parte di quella che viene chiamata “area della stabilità” mentre TNE appartiene all’area delle compagnie di produzione o “teatro di ricerca”. Al fine di un ragionamento completo che consideri la scelta all’interno di un percorso più complesso, sarà presentato il profilo e la storia delle due società in esame fornendo un sunto rappresentativo dei percorsi artistici, delle attività e delle trasformazioni delle due imprese, entrambe attive da più di trent’anni.
La sfida e la motivazione implicite a qualsiasi fusione sono quelle di migliorare la redditività delle aziende, riducendo i costi attraverso l’accesso a economie di scala, ampliando l’offerta e aumentando il mercato di riferimento. E’ necessario comunque considerare che si sta parlando di una particolare tipologia di imprese, quelle teatrali, tenute ad adempimenti amministrativi e fiscali simili a qualsiasi altra impresa, ma con meccanismi di gestione del tutto estranei alla maggior parte delle altre imprese e inserite in un mercato, quello dei beni culturali, composito (spettatori, tournèe e sovvenzioni) e con caratteristiche peculiari.

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INTRODUZIONE Nel Gennaio 2006, a Bologna, è stata formalizzata l’integrazione di Teatro Nuova Edizione, cooperativa che ha aperto e gestito per oltre trent’anni il Teatro delle Moline e Nuova Scena - teatro stabile di Bologna, società cooperativa che gestisce l’Arena del Sole. Argomento centrale di questo lavoro è appunto l’integrazione di queste imprese: attraverso l’analisi del contesto nel quale la decisione dell’integrazione è stata presa, verranno considerate le caratteristiche specifiche delle due imprese e le motivazioni che hanno sostenuto tale scelta, concludendo con l’analisi delle modalità adottate per sostenere l’effettiva integrazione. Sembra, ad una prima analisi, un argomento di un certo interesse sia per il fatto che la pratica delle fusioni teatrali non è stata frequentemente praticata almeno in Italia sia, nel caso specifico, per gli elementi che differenziano le imprese coinvolte. Nuova Scena e Teatro Nuova Edizione (d’ora in poi, per brevità, NS e TNE) sono entrambe società che hanno, si direbbe in termini economici, come core business la produzione di spettacoli teatrali e gestiscono in convenzione con il Comune di Bologna due spazi teatrali (Arena del Sole e Teatro delle Moline). NS fa parte di quella che viene chiamata “area della stabilità” mentre TNE appartiene all’area delle compagnie di produzione o “teatro di ricerca”. Al fine di un ragionamento completo che consideri la scelta all’interno di un percorso più complesso, sarà presentato il profilo e la storia delle due società in esame fornendo un sunto rappresentativo dei percorsi artistici, delle attività e delle trasformazioni delle due imprese, entrambe attive da più di trent’anni. La sfida e la motivazione implicite a qualsiasi fusione sono quelle di migliorare la redditività delle aziende, riducendo i costi attraverso l’accesso a economie di scala, ampliando l’offerta e aumentando il mercato di riferimento. E’ necessario comunque considerare che si sta parlando di una particolare tipologia di imprese, quelle teatrali, tenute ad adempimenti amministrativi e fiscali simili a qualsiasi altra impresa, ma con meccanismi di gestione del tutto estranei alla maggior parte delle altre imprese e inserite in un mercato, quello dei beni culturali, composito (spettatori, tournèe e sovvenzioni) e con caratteristiche peculiari. Quello in oggetto ci sembra possa rappresentare, nel panorama delle fusioni teatrali, un caso ancora più interessante per la volontà, almeno annunciata, di non voler snaturare 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Davide Martini Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1772 click dal 05/09/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.