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Centri Sociali Autogestiti: territori in movimento

La tesi tratta la genesi socio-politica e i percorsi di sviluppo dei centri sociali autogestiti in Italia, con particolare attenzione, nella parte di ricerca empirica, al caso del csa Cox 18 di Milano e al legame tra centri sociali e settore non profit (imprenditoria sociale).

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2 2 INTRODUZIONE L’obiettivo di questo lavoro è di fornire un quadro minimo di riferimento relativamente ad un fenomeno sociale che, negli ultimi anni, è rapidamente emerso, soprattutto nelle aree urbane e metropolitane: i Centri Sociali Autogestiti. Questi luoghi di aggregazione socio-culturale e politica, le cui origini risalgono alla seconda metà degli anni ‘70, dopo aver vissuto un stagione di isolamento nel corso degli anni ‘80, stanno oggi conquistando il favore di larghe fasce di popolazione giovanile, unitamente ad una certa attenzione da parte dei mass- media e delle amministrazioni pubbliche locali. Si tratta sempre di un fenomeno minoritario, ma il suo passaggio improvviso dalla marginalità alla rilevanza sociale pone numerosi interrogativi, ad alcuni dei quali questa tesi cercherà di fornire un tentativo di risposta. Non esistendo al momento una produzione teorica né un insieme di ricerche empiriche significative su tale realtà (ad eccezione dell’interessantissima, ma per ora unica, indagine dell’AASTER sui CSA milanesi), ho dovuto affrontare un lavoro di tipo “pionieristico”, che , sulla base del ridotto materiale informativo disponibile, mi ha condotto a formulare prima alcune ipotesi sui Centri Sociali Autogestiti, e a confrontarle poi con un caso concreto, sui cui ho effettuato un’indagine empirica. Ritenendo che il fenomeno in questione non sia isolabile dal più ampio contesto in cui è collocato, ho cercato di individuarne le connessioni con quella vastissima trasformazione sociale contemporanea, che ci sta conducendo verso una nuova fase storica, da alcuni definita come post-fordista. I CSA, infatti, mostrano, a mio avviso, degli interessanti e peculiari segni, che alludono non solo alla transizione attuale, ma anche ad alcuni dei suoi possibili esiti, specialmente rispetto alla crescente importanza del cosiddetto Terzo Settore, al quale sembrano, in parte, avvicinarsi. Dopo aver fornito una personale definizione di Centro Sociale Autogestito (Capitolo 1), ho introdotto una panoramica (purtroppo assai generale, a causa della scarsità di dati disponibili) sul fenomeno a livello nazionale, rapprentandolo come un’area di movimento 1 , unificata prevalentemente dalla produzione di controcultura e, soprattutto, di una particolare forma di socialità (Capitolo 2). La socialità, nei vari aspetti che la riguardano, sarà il filo conduttore di tutto il lavoro: parlerò infatti di una forte ricerca di socialità da parte soprattutto dei giovani, che risentono negativamente della sua riduzione a “bene scarso” e 1 Sulla base della definizione che A. Melucci ha dato di “area di movimento”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Membretti Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2557 click dal 21/09/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.