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Progetto per un acquario marino mediterraneo a Civitavecchia

Partendo da un attenta analisi di inquadramento urbanistico e storico, si è proceduto all'analisi sistematica della tipologia architettonica. Successivamente si è approfondita la tematica compositiva di un acquario marino ipotizzando uno schema di percorsi pubblici e privati congruo con la disposizione delle vasche e delle aree tematiche. Una volta stabiliti i caratteri compositivi del progetto, si è approfondito alla progettazione esecutiva di dettaglio delle strutture, delle vasche giganti, del sistema impiantistico idraulico e di compatibilità energetica e relativi consumi di gestione

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1 • Premessa All’atto dell’approvazione della legge di riforma della portualità italiana del 1994 e la conseguente istituzione dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, è stato realizzato un vasto programma di riqualificazione ed ampliamento del Porto sulla base del piano regolatore generale portuale. Il protocollo d’intesa firmato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 11 dicembre 1996 e firmato dal Ministro dei Trasporti, dal Ministro dei Lavori Pubblici, dal Ministro dell’Ambiente, dal Ministro dei Beni Culturali, dal Ministro delle Finanze, dal Ministro della Difesa, dal presidente della Regione Lazio, dal presidente della Provincia di Roma, dall’allora sindaco del comune di Civitavecchia, dall’Amministratore Delegato delle FS e dal presidente dell’ANAS, prevedeva un sistema integrato di trasporto nel corridoio tirrenico con epicentro proprio lo scalo laziale. Il protocollo individuava una serie di interventi, con relative fonti di finanziamento, finalizzati a contribuire ad una estensione delle capacità ricettive ed ad un aumento della competitività nell’ambito del trasporto marittimo sia merci che passeggeri. Il Porto, grazie agli interventi così programmati, è stato diviso in due macro aree dalle dinamiche di mercato diverse: una zona a Sud, in corrispondenza del porto storico e rinascimentale, comprendente la diga foranea “Cristoforo Colombo”, totalmente destinata al traffico passeggeri e crociere ed una zona a Nord, da realizzare e riqualificare, destinata al traffico merci e general cargo. Il grande Giubileo dell’anno 2000 è stato uno dei perni su cui fare leva per gli obiettivi strategici: sia per quanto attiene alle fonti di finanziamento ed investimento, sia per le prospettive competitive dello scalo nel secondo millennio. Il grande evento religioso e mediatico, oltre a far prefigurare un elevato numero di navi di fedeli con destinazione Roma e, di conseguenza, ad interventi infrastrutturali orientati alla realizzazione di spazi e banchine idonee al ricevimento di un numero esponenzialmente incrementato di navi e passeggeri, ha fatto da traino ad un fenomeno già osservato nel mercato crocieristico dal 1993: un graduale ma inesorabile spostamento dell’epicentro del mercato, fino ad allora localizzato nel mar dei Caraibi, al Mediterraneo. Fu chiaro fin da subito che la vocazione e la naturale posizione del porto di Civitavecchia poggiava su una radicale e repentina trasformazione in scalo leader delle crociere quale porto di Roma per la sua eccellente posizione baricentrica nel Mediterraneo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Pierpaolo Vergati Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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Disponibile solo in CD-ROM.