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Trasferimento di azienda e tutela del lavoratore

Il testo pubblicato rivolge l'attenzione all'istituto del trasferimento aziendale e ai riflessi connessi in ordine alla tulela del lavoratore. Il rapporto anzidetto è alquanto delicato se si considera l'uso distorto che potrebbe essere impiegato dal datore di lavoro che voglia evitare i formalismi connessi alla disciplina del licenziamento collettivo. Così, l'analisi della presente tesi considera i risvolti connessi ad un eventuale impego distorto del trasferimento di azienda non tralasciando comunque di valutare tutti gli altri effetti che conseguono nella traslazione del complesso aziendale e/o di una parte di esso.
Non manca ovviamente un rapido passaggio di analisi sull'evoluzione normativa dell'art.2112 c.c. anche alla luce della normativa comunitaria.

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Introduzione La presente tesi analizza gli effetti del trasferimento di azienda sul rapporto di lavoro, fenomeno che si verifica nelle ipotesi in cui ci sia una sostituzione nella gestione di un complesso produttivo o di una parte di esso. Ovviamente la disciplina di tale istituto è volta a contemperare esigenze del tutto opposte: da una parte quelle di flessibilità delle imprese, dall’altra quelle di tutela e garanzia dei lavoratori. Tale analisi trova si concentra nella considerazione normativa dell’art. 2112 c.c., che, nella versione definitiva: “In caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro. Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario. L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sè motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'articolo 2119, primo comma. Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di parte dell'azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento. Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276” . È principio consolidato, sia alla stregua del previgente testo dell’art. 2112 c.c., sia alla stregua delle modifiche di cui appresso si dirà, che la disciplina del trasferimento d’azienda di cui alla norma codicistica è espressione del principio dell’ inerenzadel rapporto di lavoro al complesso aziendale, al quale resta legato in tutti i casi in cui questo, pur cambiando la titolarità, resti immutato nella sua struttura organizzativa e nell’attitudine all’esercizio dell’impresa. III

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Ignazio Terranova Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5480 click dal 04/09/2007.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.