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Dalla ''ferita'' alla ''rinascita''; le opere d'arte ed il terremoto in Umbria sui quotidiani ed in televisione

Tesi di ricerca, con una parte di riflessione teorica ed una di analisi: ho preso in considerazione un corpus di articoli (circa 1500) tratti da quotidiani locali e nazionali, e numerosi servizi del Tg1 e Tg5.
L'ipotesi prevede che l'opera d'arte nella cultura contemporanea, e conseguentemente sui mezzi di comunicazione, venisse "umanizzata", trattata cioè con un approccio più emotivo che analitico, e comunicata attraverso uno stile ed un lessico simile a quello utilizzato per le persone.
Questa impressione generale, confermata dalla lettura delle moderne teorie sull'arte, ha un riflesso anche sulla costruzione giornalistica delle notizie ed e' stata verificata in un caso molto esemplificativo: il terremoto che ha colpito l'Umbria nel 1997.
Attraverso le tecniche dell'analisi testuale e dell'analisi qualitativa del contenuto ho vagliato il materiale in modo orientato, per cercare cioè la conferma dell'ipotesi di partenza.
I risultati della tesi indicano che sono necessarie delle distinzioni tra le diverse testate, nell'approccio ai beni culturali dimostrato sia subito dopo il terremoto, sia col passare dei mesi.
La ricerca ha portato ad una riflessione ampia sulla comunicazione dei beni culturali attraverso i mezzi di comunicazione, ed in particolar modo nelle notizie di cronaca.

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3 INTRODUZIONE Questo lavoro nasce da una passione personale per la storia dell’arte ed i fatti che riguardano i beni culturali, e da un’esperienza vissuta, quella del terremoto che ha colpito l’Umbria nel 1997. Il modo in cui i mezzi di comunicazione, nell’occasione della calamità che ha colpito l’Italia centrale, hanno trattato i fatti ci ha portato a fare un’ipotesi sulle tendenze del linguaggio giornalistico riguardo ai beni culturali. Ci è sembrato cioè che le opere d’arte fossero state umanizzate, non solo dal punto di vista del linguaggio utilizzato, ma anche dal punto di vista della notiziabilità, dello spazio occupato nell’agenda setting e nella costruzione della notizia in termini narrativi. Questo modo di raccontare l’arte ci è parso essere consono alle tendenze del giornalismo culturale degli ultimi anni, nonché ad un sentire diffuso nella società. Nonostante non sia stata fatta un’analisi sociologica, ci è sembrato che delle tendenze fossero abbastanza evidenti, o lasciassero degli indizi abbastanza concreti, per poter costituire la premessa del lavoro. Ho condotto quindi un’analisi sui notiziari televisivi e sui quotidiani, nel periodo immediatamente successivo alle forti scosse di terremoto che hanno colpito l’Umbria e le Marche a partire dal settembre 1997. L’analisi sui media prosegue nei due anni successivi toccando solo le tendenze generali, e diventa più puntuale in occasione della riapertura della Basilica di San Francesco ad Assisi, che avviene nel novembre 1999. Tuttavia questo lavoro non è un resoconto di come i media hanno trattato le notizie inerenti al terremoto del 1997: non si tratta cioè di un’analisi completa degli argomenti trattati dalle testate giornalistiche e televisive, ma di una ricerca indirizzata a verificare un’ipotesi specifica. Le notizie date dai media sono state dunque scandagliate per capire quanto hanno pesato i beni culturali nella definizione della notizia e soprattutto come si è parlato dell’opera d’arte. Di particolare rilevanza per la ricerca è stato considerato il livello di emotività riservato alle opere d’arte, il linguaggio utilizzato, lo stile di scrittura, la qualità della narrazione e i soggetti protagonisti di questa narrazione, la scrittura soggettiva.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Piselli Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4277 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.