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Il controllo delle gestioni separate nell'assicurazione vita

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La tesi ha ricevuto il Premio dalla Fondazione Mario Gasbarri nell'anno 2006
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In questa tesi si affronta il problema del controllo delle gestioni separate tipiche dell'assicurazione vita, nel senso del calcolo del rendimento prevedibile e del valore. Propone schemi di valutazione degli effetti indotti sulle gestioni separate - in termini di rendimento, di valore e di grandezze significative - dall'utilizzo di metodi di calcolo alternativi; sviluppa schemi di analisi dei risultati ottenuti dai calcoli, e propone schemi di controllo basati sulle analisi di stress ottemperando alle indicazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il riferimento normativo primario è il provvedimento ISVAP n. 1801g. La tesi è strutturata in quattro capitoli. Il primo capitolo è dedicato alla rassegna della normativa in vigore con particolare riferimento al contributo dell'ISVAP e ai recenti approcci alle cosiddette analisi di stress. Il quadro normativo di riferimento è individuato nel “provvedimento n. 1801 g. del 21 febbraio 2001” . Per le analisi di stress si è fatto riferimento alle richieste del FMI, indirizzate dall'ISVAP ai primi 10 gruppi di assicurazione italiani. Nel secondo capitolo sono descritte le convenzioni, le grandezze e le formalizzazioni necessarie al calcolo del rendimento e del valore di una gestione separata. La struttura del capitolo è funzionale alla definizione dell'“armamentario” necessario al calcolo. Nella prima parte del capitolo sono definiti il “mercato di riferimento” e i contratti finanziari tipicamente “in carico” alle gestioni separate. La definizione del “mercato di riferimento” richiede l'individuazione e la formalizzazione delle tipologie di “dati di mercato” necessarie al calcolo: le strutture per scadenza dei tassi di interesse (risk-free e risky), i tassi di cambio, i default rate, i recovery rate. Per quanto riguarda i contratti finanziari sono precisate e formalizzate le grandezze riconducibili ai titoli obbligazionari, alle azioni, ai fondi comuni di investimento con particolare riferimento alle convenzioni e alle grandezze contabili dei titoli obbligazionari. Nella seconda parte del capitolo sono approfonditi gli aspetti legati ai redditi e ai valori del portafoglio attivo e ai “flussi attesi” caratteristici del portafoglio passivo. In particolare sono descritte le ipotesi per il calcolo dei prezzi e dei redditi dei contratti finanziari (lato attivo) e sono proposte due “soluzioni” per valutare gli effetti del rischio di credito della componente obbligazionaria defaultable “in carico” alla gestione separata. Nel terzo capitolo si conclude il quadro degli aspetti definitori e delle formalizzazioni e si definiscono le grandezze rendimento prevedibile e riserva aggiuntiva. Nella prima parte del capitolo sono formalizzate le grandezze netto di cassa, spese e commissioni di gestione; sono individuati e precisati gli “strumenti di manovra” disponibili per il calcolo del rendimento prevedibile: lo scadenzario gestionale, le opportunità future di reinvestimento, la strategia di gestione, le “azioni” di copertura e di reinvestimento. Nella seconda parte del capitolo sono definite le grandezze reddito prodotto (per componenti) e giacenza media necessarie al calcolo; è descritto il calcolo con la tecnica del pro-rata (quando la data di valutazione è “interna” all'esercizio e si vogliono considerare redditi di competenza dell'esercizio già maturati) utile anche come sostegno al bond picking (selezione dei titoli sulla base dell'incidenza sul rendimento di gestione); sono introdotte tecniche di “smoothing” del rendimento utili nel perseguimento di “rendimenti obiettivo”, quando l'orizzonte temporale di riferimento comprende più esercizi. Nella terza parte del capitolo sono descritti i metodi di calcolo della riserva aggiuntiva. Il quarto capitolo propone un'applicazione al mercato. Tutti i calcoli effettuati sono “conformi” alle disposizioni dell'ISVAP e sono stati realizzati utilizzando routines - e programmi - sviluppati ad hoc. Nella prima parte del capitolo sono presentati i dati in input al calcolo: informazioni sul mercato di riferimento, informazioni anagrafiche dei contratti e consistenze della gestione separata (portafoglio titoli, portafoglio polizze), parametrizzazione delle strategie di gestione utilizzate. La seconda parte del capitolo è dedicata ai calcoli di rendimento e di valore. In riferimento allo stato iniziale (insieme dei dati in input al calcolo), sono stati valutati gli effetti indotti dall'utilizzo di metodi di calcolo alternativi, in termini di rendimento, di valore e di grandezze significative (duration, plus/minus implicite). Nella terza parte del capitolo sono stati effettuati calcoli di rendimento e di valore secondo le indicazioni del FMI nell'ambito delle analisi di stress. In particolare sono stati effettuati calcoli di rendimento e di valore “utilizzando” stati iniziali diversi dallo stato effettivo, indotti da shock di tassi d'interesse e da “mutamenti improvvisi” dello scenario macroeconomico.

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Capitolo 2 Convenzioni, grandezze e formalizzazioni 2.1 Il mercato di riferimento Ai fini del controllo, assume un ruolo “cruciale” l’identificazione del “mercato di riferi- mento”. Se consideriamo una gestione separata, per identificare correttamente il “mercato di riferimento” occorre definire completamente l’insieme delle informazioni anagrafiche dei contratti finanziari del portafoglio attivo e delle polizze del portafoglio passivo. Per cui, dall’insieme delle divise di denominazione dei contratti finanziari si ottiene l’insieme delle strutture per scadenza dei tassi di interesse risk-free; dalla divisa contabile della gestione separata e dalle divise di denominazione dei contratti finanziari e delle polizze si ottiene l’insieme dei tassi di cambio; dalle informazioni sulla classe di garanzia si ottiene l’insieme dei recovery rate; dalle informazioni sulla classe di rating si ottiene l’insieme dei default rate; dalle informazioni sul settore del credito e sulla classe di rating si ottiene l’insieme delle strutture per scadenza dei tassi di interesse risky. Nel seguito sono formalizzate le tipologie di “dati di mercato” che individuano il “mercato di riferimento”. 2.1.1 La struttura per scadenza dei tassi di interesse (risk-free e risky) Nell’istante di valutazione t si consideri uno scadenzario di riferimento t = {t 1 ,t 2 ,...,t m }, con t ≤ t 1 ≤ t 2 ≤···≤t m . La struttura per scadenza dei tassi di interesse a pronti, caratteristica dell’istante t, riferita a t e` caratterizzata dall’insieme dei tassi {i(t, t k )} k=1,2,...,m , (2.1)

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Yuri Fella Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.