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Povertà e disuguaglianza in Russia: la sostenibilità sociale del processo di transizione

I cambiamenti economici e sociali attraversati dalla Russia nel processo di transizione da un economia pianificata ad un’ economia di mercato, iniziato nel 1992, si presentano unici per dimensione, caratteristiche e velocità.
Guardando contemporaneamente al trend dell’economia russa, riflesso dall’andamento dell’output, e a quello di misure indicative della povertà e della disuguaglianza, si nota :
- una severa recessione, nei primi anni della transizione, che ha portato il PIL reale p.c. ad una caduta cumulativa del 39,5% tra il 1991 e il 1997, anno in cui una violenta crisi finanziaria ha segnato il culmine negativo nonché l’inizio di una vigorosa ripresa dal 1998 fino ad oggi, con tassi di crescita annui tra il 5% e il 10%.
- il netto peggioramento delle condizioni di vita della popolazione tra gli anni 1991-97, evidenziata dai trends ascendenti degli indicatori di povertà e di disuguaglianza e naturalmente correlati alla drastica caduta del reddito.
- il miglioramento di tali condizioni nel periodo post-crisi, con una riduzione della povertà determinata per la maggior parte dall’intensa crescita del reddito p.c. e in misura minore dalla modesta riduzione della disuguaglianza.

Il presente lavoro si prefigge di tracciare un quadro il più completo possibile delle caratteristiche strutturali e dinamiche della povertà e della disuguaglianza in Russia dall’inizio della transizione fino ad oggi, al fine di evidenziare le aree di particolare interesse per un intervento statale volto ad attivare una strategia di riduzione della povertà basata sulla crescita economica e su una riforma delle politiche strutturali in campo sociale.

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3 INTRODUZIONE I cambiamenti economici e sociali attraversati dall’ex Unione Sovietica nel processo di transizione da un economia pianificata ad un’ economia di mercato, iniziato nel 1992, si presentano unici per dimensione, caratteristiche e velocità. La Federazione Russa, con i suoi oltre 142 milioni di abitanti è di gran lunga lo stato più grande e più popolato dell’ex URSS: le ripercussioni sociali associate ai mutamenti economico-politici degli ultimi quindici anni si presentano qui di particolare rilievo, considerato che interessano una popolazione pari a quasi un quinto di quella europea. Guardando contemporaneamente al trend dell’economia russa, riflesso dall’andamento dell’output, e a quello di misure indicative della povertà e della disuguaglianza, si nota un’interessante correlazione: ƒ I primi anni della transizione sono stati caratterizzati da una severa recessione che ha portato il PIL reale p.c. ad una caduta cumulativa del 39,5% tra il 1991 e il 1997, anno in cui una violenta crisi finanziaria ha segnato il culmine negativo nonché l’inizio di una vigorosa ripresa dal 1998 fino ad oggi, con tassi di crescita annui tra il 5% e il 10%. ƒ Gli indici di povertà per lo stesso periodo indicano un aumento nell’arco di tutto il decennio, seguito da una leggera flessione che ha inizio intorno al 1999. ƒ Similmente gli indicatori di disuguaglianza rivelano una rapida crescita durante la prima metà del decennio, seguita da una moderata riduzione e stabilizzazione dalla seconda metà in poi. Tali andamenti possono essere facilmente visualizzati nei seguenti grafici, rappresentanti rispettivamente i trends dei 3 principali indicatori di performance economica (PIL reale o PIL reale pro-capite), di disuguaglianza ( Indice di Gini) e di povertà ( “Headcount Ratio”).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Fabiana Sacchetti Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.