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Gli investimenti diretti esteri (IDE) nei Paesi dell'Europa Centro Orientale

L'obiettivo del lavoro è quello di fornire una serie di indicazioni relative alle determinanti economiche e sociali che favoriscono l'afflusso di capitali esteri ed in particolare quelli dieretti all'interno dei Paesi dell'Europa Centro Orientale (PECO) valutandone rischi e benefici in presenza di un'area economicamente integrata come la UE.

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2 INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio il processo di integrazione economica tra l’Unione Europea (UE) e le economie in transizione dell’Europa Centro-Orientale (PECO) è avanzato ad un ritmo elevato ed è stato trainato da due fattori tra loro connessi : il commercio e gli investimenti diretti esteri (IDE). Per quanto riguarda gli IDE esiste un abbondante letteratura che ne ha analizzato le determinanti (Resmini,2000), l’impatto sulla crescita economica (Campos e Kinoshita,2002) e sui processi di ristrutturazione industriale (Djankov e Murrell, 2001). La recente teoria economica sottolinea l’esistenza di legami tra l’integrazione economica regionale e gli IDE; in particolare mostra che la formazione o l’estensione di un accordo di integrazione regionale influenza i patterns degli IDE attraverso l’impatto che esercita sui vantaggi di internalizzazione e di localizzazione delle imprese. A ciò va aggiunto che il processo di integrazione regionale ha una natura multidimensionale, ovvero non coinvolge solo il nuovo Paese entrante ma anche gli altri Paesi membri ed i Paesi terzi esterni. Quindi la prospettiva di un futuro allargamento della UE ai PECO modifica la distribuzione dei vantaggi di localizzazione sia all’ interno dell’ area, sia tra l’area e l’esterno. Questa nuova configurazione spingerà le imprese che già operano all’interno dell’area integrata a modificare i propri investimenti con la conseguenza di determinare vantaggi per alcuni Paesi e svantaggi per altri. Come mostrato da numerosi studi le maggiori pressioni competitive sarebbero esercitate sui Paesi e sulle regioni deboli dell’Unione che, avendo un paradigma di specializzazione basato su un costo dei fattori inferiore a quello medio comunitario, basano le loro prospettive di sviluppo ai flussi di IDE. I Paesi più esposti alla concorrenza sono quelli della periferia mediterranea dell’Unione,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Terriaca Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5209 click dal 17/09/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.