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Le storie televisive: il caso di ''La fattoria''

L’obbiettivo della mia tesi è, innanzitutto quello di analizzare le storie televisive, ossia le storie che i media, in particolare la televisione, propongono ad un target di persone molto vasto, in secondo luogo, vedere come questi racconti vengono interpretati, ma soprattutto se lasciano un “segno”, un ricordo nella mente del telespettatore.
In particolare ci soffermeremo sul caso di “La Fattoria”, reality show che va in onda su Canale5 nella primavera del 2005.
Si è deciso di suddividere questo testo in tre capitoli. Il primo è introduttivo e si limita ad introdurre il concetto generale di storie e le loro funzioni.Data l’importanza che le narrazioni hanno sull’organizzazione dell’esperienza e del pensiero, ci soffermeremo e proveremo a descrivere anche gli script, gli scheletri e gli schemi di storie; tutte nozioni che servono per farci capire come le storie entrano nella nostra mente creando rappresentazioni mentali, ossia strutture astratte che ci consentono di riconoscere, comprendere e memorizzare testi narrativi.
Il secondo capitolo introduce gli effetti, sia a livello micro che a livello macro, che la comunicazione di massa (soffermandoci in particolare sulla televisione) ha sulla società contemporanea. Vedremo come i lettori, il cui ruolo dapassivo e massificato è diventato e differenziato e attivo, interpretano questitesti mediali, partendo da uno specifico universo socio-culturale.
Osserveremo come la televisione, con tutti i suoi generi e programmi, sia una potente creatrice di rappresentazioni convenzionali e stereotipate e come queste figure riescano a diventare parte del senso comune.
Se l’imperativo primo della tv è tener agganciato lo spettatore, ribadiremo che, se le storie entrano nella nostra mente è solo grazie ad una serie di dispositivi che gli autori dei vari programmi utilizzano, rendendo il racconto persuasivo, commovente e coinvolgente. Per capire fino in fondo l’efficacia persuasiva di queste narrazioni approfondiremo anche alcune dinamiche psicologiche, come il partecipatory responses, il day-dreaming e i meccanismi di identificazione e proiezione.
nfine affronteremo la nuova realtà neotelevisiva, passando in rassegna i generi che hanno avuto successo negli anni ottanta-novanta, fino ad arrivare all’attuale “sovragenere” dei reality show.
Nella parte finale del secondo capitolo toccheremo il discorso dell’autoreferenzialità televisiva, ossia di una tv che non nasconde l’artificialità dei suoi programmi, ma che fa leva su una continua contrapposizione tra realtà e finzione, tra ciò che è mediaticamente costruito e ciò che non lo è, giocando sull’ambiguità dei protagonisti, per attirare e mantenere l’attenzione del pubblico.
l terzo capitolo ha come obbiettivo quello di analizzare un insieme di storie proposte da “La Fattoria”, reality show che ha come protagonisti dei Vip, che accettano di passare “dalle stelle alle stalle” e di vivere per 70 giorni in una fazenda dispersa tra le radure brasiliane.





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3 Introduzione Le storie sono attorno a noi, ci circondano, ci entrano nell’intimo, ci fanno gioire e fantasticare. L’obbiettivo della mia tesi è, innanzitutto quello di analizzare le storie televisive, ossia le storie che i media, in particolare la televisione, propongono ad un target di persone molto vasto, in secondo luogo, vedere come questi racconti vengono interpretati, ma soprattutto se lasciano un “segno”, un ricordo nella mente del telespettatore. In particolare ci soffermeremo sul caso di “La Fattoria”, reality show che va in onda su Canale5 nella primavera del 2005. Una premessa essenziale per comprendere questo testo, è che utilizzeremo termini differenti come storie, narrazioni e racconti senza fare distinzioni di significato. Si è deciso di suddividere questo testo in tre capitoli. Il primo è introduttivo e si limita ad introdurre il concetto generale di storie e le loro funzioni. Data l’importanza che le narrazioni hanno sull’organizzazione dell’esperienza e del pensiero, ci soffermeremo e proveremo a descrivere anche gli script, gli scheletri e gli schemi di storie; tutte nozioni che servono per farci capire come le storie entrano nella nostra mente creando rappresentazioni mentali, ossia strutture astratte che ci consentono di riconoscere, comprendere e memorizzare testi narrativi.

Laurea liv.I

Facoltà: Relazioni pubbliche e pubblicità

Autore: Ilenia Marian Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.