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Caratterizzazione ambientale della Zona di Tutela Biologica (ZTB) "Argentario"

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Cinuzzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Ambientali
  Relatore: Stefano De Ranieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

L'obiettivo di questa tesi è la caratterizzazione ambientale della Zona di Tutela Biologica "Argentario” (ZTB), situata ad ovest dell'Isola del Giglio. Questa Zona è stata interdetta alle attività di pesca di fondo a partire dal 2005.
E' stata realizzata una campagna sperimentale al fine di acquisire dati sulla fauna demersale, tramite rete a strascico, il suprabenthos, mediante una slitta appositamente disegnata, l'epifauna ed i sedimenti, con benna, i parametri fisico-chimici della colonna d'acqua, con sonda multiparemetrica, il contenuto in metalli pesanti e sostanza organica dei sedimenti.

Le informazioni ottenute sono state integrate con quelle già disponibili in letteratura.

I risultati hanno confermato le peculiarità ambientali dell'area: la presenza di una biocenosi di particolare valenza ecologica, con facies al crinoide Leptometra phalangium, e la concentrazione di forme giovanili di numerose specie demersali. Per tale motivo l'area è stata chiusa alla pesca, in modo da proteggere gli individui più giovani, che permettono il rinnovo degli stock ittici.

Le informazioni ottenute hanno permesso di delineare un quadro di riferimento ambientale dell'area, utile per il monitoraggio futuro per verificare gli effetti del regime di tutela.

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Introduzione 4 1. Introduzione Gli oceani rappresentano la più importante fonte di produzione della materia organica e quindi costituiscono un’immensa ricchezza per l’uomo, soprattutto quale fonte di cibo. L’economia di intere nazioni è basata sulla pesca, che preleva ogni anno da 70 a 80 milioni di tonnellate di prodotti ittici (FAO, 2005). Sempre secondo la FAO, l’alimentazione di oltre 120 milioni di persone nel mondo dipende strettamente dalla pesca, con una netta prevalenza nei paesi più poveri del globo: ciò significa che in molti paesi la produzione ittica è essenziale per l'apporto di proteine per l’alimentazione umana. A livello generale, circa il 10% delle proteine consumate nel mondo proviene dal mare; questa percentuale è sensibilmente maggiore in molti paesi come le Filippine e l’Indonesia, con il 60%, il Ghana con l’85%. Tra i paesi industrializzati solo la Corea (70%) e il Giappone (50%) hanno dei rilevanti apporti proteici da pesca e acquacoltura. In Europa i paesi in cui il contributo proteico dei prodotti ittici ha un peso rilevante sono Portogallo (35%), Norvegia e Spagna (20%). In considerazione dell’importanza delle risorse ittiche come risorsa alimentare, emerge la necessità di una loro corretta gestione, al fine di garantire la sostenibilità del loro sfruttamento. In effetti, un’attività di pesca indiscriminata e senza controlli, può portare a delle conseguenze difficilmente prevedibili per le risorse marine, molte delle quali si trovano già in stato di sovrasfruttamento. 1.1 Il sovrasfruttamento delle risorse ittiche Alcuni naturalisti di fine ottocento, come Huxley, pensavano che le risorse ittiche fossero inesauribili e che l’attività di prelievo esercitata dall’uomo non avrebbe determinato alcun impatto su tali risorse (Cataudella e Carrada, 2000). Oggi sappiamo che non è così, in quanto le risorse naturali viventi sono esauribili, se non correttamente sfruttate e gestite, in modo da adattare il tasso di prelievo alla loro capacità di rinnovarsi.

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Parole chiave

benthos
ecologia
epifauna
gestione
mar tirreno settentrionale
oceanografia
pesca a strascico
risorse ittiche
sedimenti
tutela
ztb

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