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Sa Surbile: Strix, Vampiro e Strega contemporanea

Il lavoro proposto nasce da un interesse agli studi di antropologia, di storia e tradizioni popolari della Sardegna. L’interesse per questa terra è motivato da un approccio inizialmente rivolto a studi linguistici in merito al “problema della lingua sarda” ed in seguito allo studio di alcune favole e figure leggendarie dell’isola.
Sulla scelta dell’argomento ha molto influito la constatazione di fatto che la donna nel medioevo sardo occupasse una posizione totalmente diversa da quella che invece caratterizzava la donna del mondo romano.
L’interesse per la figura femminile trattata nasce anche dalla lettura di alcune protagoniste della mitologia classica, quali le Erinni , le Eumènidi e le Lamie, queste ultime riconosciute come le progenitrici dei Vampiri; fino ad arrivare alla letteratura del Vampirismo e alla proposizione romantica degli stessi miti classici.
Infatti, la Sa Surbile, di cui si tratterà più diffusamente in seguito, sembra racchiudere un po’ tutte le caratteristiche di tutti questi miti.
Muovendosi da una breve illustrazione delle figure mitologiche classiche quali fonti delle streghe, passando per la tematica della donna del medioevo sardo, in quanto è proprio questa figura di una donna forte e a tutto tondo che genera l’immagine della protagonista dello studio; il lavoro proposto ha lo scopo di illustrare un percorso sulla figura mitologica ed arcana di una strega sarda; appunto, la Sa Surbile.
La Sa Surbile non è infatti una donna che si ribella soltanto, ma è l’incarnazione di una donna che riesce a dominare, seppur spinta dal desiderio di vendetta, la sua vita. E non è sempre malvagia.
La Sa Surbile non è che lo specchio di una donna medievale sarda rafforzata dal mito e talvolta caratterizzata da tutti quegli elementi che appartengono ad una strega-sciamana, inquisita dalla chiesa per stregoneria. Rappresenta per certi aspetti la donna-strega delle terre Boeme o della mitologia Eurasiatica, a partire dall’Europa Orientale, rispettando appieno alcune caratteristiche tramandate dalla tradizione della mitologia classica.
La Sa Surbile è l’incarnazione dello spirito di una donna morta di parto che per vendicare il suo triste fato uccide i bambini degli altri. La Sa Surbile ha quattro elementi fondamentali che la caratterizzano: la metamorfosi, il vampirismo, l’unzione e la non malvagità, come si vedrà più dettagliatamente in seguito.
Altri elementi che caratterizzano questa donna a metà tra leggenda e realtà sono da rintracciarsi nel mito della morte e della rigenerazione, nella metafora del volo; nel fenomeno della predestinazione, nei rituali e nell’intreccio con lo sciamanesimo per giungere ai reticoli alchimistici che rimandano alla più antica tradizione delle streghe comunemente nota.
Uno studio attento permette di ritrovare nella Surbile alcune peculiarità della maga, per arrivare ad un approccio di tipo psicologico grazie alla valutazione di fenomeni paranormali, quali la transe, la morte apparente, la capacità di spostarsi dal corpo.
La Surbile è anche una figura “al confine”; ovvero un outsider, un’emarginata. Questa donna mitica è essenzialmente qualcosa che è al margine tra sciamanesimo, mitologia, storia, letteratura, alchimia. Essa è capace di suscitare curiosità, paura, timore; ma anche la sensazione di ripartire dei torti, di reagire.
Questo lavoro ha lo scopo di proporre uno studio attento e circoscritto al fenomeno delle Sa Surbiles, con l’obiettivo di descrivere i tratti salienti di queste donne mitologiche e di creare dei percorsi interdisciplinari, tali da spaziare nei vari ambiti delle scienze umane e da rivendicare una figura femminile poco conosciuta e spesso trascurata, o ingiustamente identificata unicamente con connotazioni mostruose e negative, grazie al supporto di una recente bibliografia ragionata.

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3 Introduzione Il lavoro proposto nasce da un interesse agli studi di antropologia, di storia e tradizioni popolari della Sardegna. L’interesse per questa terra è motivato da un approccio inizialmente rivolto a studi linguistici in merito al “problema della lingua sarda” ed in seguito allo studio di alcune favole e figure leggendarie dell’isola. Sulla scelta dell’argomento ha molto influito la constatazione di fatto che la donna nel medioevo sardo occupasse una posizione totalmente diversa da quella che invece caratterizzava la donna del mondo romano. L’interesse per la figura femminile trattata nasce anche dalla lettura di alcune protagoniste della mitologia classica, quali le Erinni , le Eumènidi e le Lamie, queste ultime riconosciute come le progenitrici dei Vampiri; fino ad arrivare alla letteratura del Vampirismo e alla proposizione romantica degli stessi miti classici. Infatti, la Sa Surbile, di cui si tratterà più diffusamente in seguito, sembra racchiudere un po’ tutte le caratteristiche di tutti questi miti. Muovendosi da una breve illustrazione delle figure mitologiche classiche quali fonti delle streghe, passando per la tematica della donna del medioevo sardo, in quanto è proprio questa figura di una donna forte e a tutto tondo che genera l’immagine della protagonista dello studio; il lavoro proposto ha lo scopo di illustrare un percorso sulla figura mitologica ed arcana di una strega sarda; appunto, la Sa Surbile. La Sa Surbile non è infatti una donna che si ribella soltanto, ma è l’incarnazione di una donna che riesce a dominare, seppur spinta dal desiderio di vendetta, la sua vita. E non è sempre malvagia. La Sa Surbile non è che lo specchio di una donna medievale sarda rafforzata dal mito e talvolta caratterizzata da tutti quegli elementi che appartengono ad una strega- sciamana, inquisita dalla chiesa per stregoneria. Rappresenta per certi aspetti la donna-strega delle terre Boeme o della mitologia Eurasiatica, a partire dall’Europa Orientale, rispettando appieno alcune caratteristiche tramandate dalla tradizione della mitologia classica.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Maria Teresa Iervolino Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3498 click dal 25/09/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.