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La ricerca dell'eccellenza in azienda. Il caso Borsalino

Per fare fronte con successo a mercati sempre più complessi ed affollati e ad una spietata competizione internazionale, raggiungendo l’eccellenza, le aziende si trovano oggi a dover assumere l’orizzonte del mondo e ad adeguare i propri fattori produttivi a questa dimensione globale.
La Borsalino Spa non fa eccezione.
La prima parte della tesi, teorica, è dedicata all’esposizione del pensiero di Tom Peters, autore di riferimento sul tema dell’eccellenza aziendale.
Mi sono proposta di delineare il punto di vista dell’autore; ho potuto rendermi conto di come le sue opere si discostino molto dai tradizionali libri di management: si tratta infatti di manuali pratici, in cui Peters fornisce ai lettori consigli immediati e talvolta perfino provocatori, gli stessi che è solito comunicare durante i suoi seminari. Il mio obiettivo è stato quindi quello di mettere in luce le sue idee, evidenziandone la razionalità: i criteri per fare dell’azienda un’organizzazione eccellente, quali dinamismo, flessibilità, servizio, qualità, innovazione, costante sperimentazione e coinvolgimento dei dipendenti. L'azienda eccellente sente l’esigenza di emergere dal trambusto e dalla folla, capisce come la velocità sia diventata un esclusivo vantaggio competitivo. Per sopravvivere, l’azienda deve aprirsi ai mercati internazionali, cercando di fronteggiare la concorrenza con la costruzione di un posizionamento unico che la renda riconoscibile tra i competitors.
La seconda parte del lavoro è dedicata allo studio di caso, ovvero la Borsalino
S.p.A. La storia dell’azienda alessandrina è quella classica di un’industria che lega il suo nome indissolubilmente ad un territorio: tra mito e realtà ancora oggi per gli alessandrini la Borsalino non rappresenta solo un elemento di vanto agli occhi del mondo, ma anche un modello di imprenditorialità legato al territorio e promotore di sviluppo.
L'apertura ai mercati internazionali è l'evidente tentativo di farsi conoscere a livello globale, dimostrando di sapersi rimettere continuamente in gioco e di mantenere l’eccellenza raggiunta negli anni, nonostante le dimensioni oggi modeste e la spietata concorrenza dei colossi della moda, che non le hanno comunque precluso la conquista di nuove quote di mercato, pur offrendo un prodotto di nicchia, quale è il cappello.

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V INTRODUZIONE Per fare fronte con successo a mercati sempre più complessi ed affollati e ad una spietata competizione internazionale, raggiungendo l’eccellenza, le aziende si trovano oggi a dover assumere l’orizzonte del mondo e ad adeguare i propri fattori produttivi a questa dimensione globale. La Borsalino Spa non fa eccezione. Ho strutturato il mio lavoro in due sezioni e ho ritenuto opportuno far precedere la seconda parte, in cui procedo alla trattazione del caso, da una “premessa metodologica”; in quest’ultima ho voluto spiegare come ho proceduto nell’analisi del caso, a partire dal reperimento del materiale, fino alla visita dei punti vendita e dello show room. La prima parte, teorica, è dedicata all’esposizione del pensiero di Tom Peters, autore di riferimento sul tema dell’eccellenza aziendale. Mi sono proposta di delineare il punto di vista dell’autore; ho potuto rendermi conto di come le sue opere si discostino molto dai tradizionali libri di management: si tratta infatti di manuali pratici, in cui Peters fornisce ai lettori consigli immediati e talvolta perfino provocatori, gli stessi che è solito comunicare durante i suoi seminari. Il mio obiettivo è stato quindi quello di mettere in luce le sue idee, evidenziandone la razionalità. Nel primo capitolo ho esposto quali, per Peters, sono i criteri per fare dell’azienda un’organizzazione eccellente. L’impresa di successo è costantemente orientata all’azione, è dinamica e flessibile, non volta solo al raggiungimento di buoni risultati finanziari, ma alla ricerca di qualità e servizio, attraverso una costante innovazione e sperimentazione. Ho messo in luce come sia fondamentale per il raggiungimento dell’eccellenza il fattore umano: avvalersi di un management esuberante ed entusiasta, che ami il proprio lavoro e sappia individuare i reali bisogni e richieste del mercato è davvero il segreto per arrivare a quella che Platone chiamava areté, ovvero all’eccellenza intesa come necessità umana e profonda di fare bene. Ciò che infatti dà motivazione e risultato finale all’azienda non è solo il successo economico, ma la qualità superiore del contributo sociale apportato, sia in termini di prodotto che di risposta alle esigenze fondamentali

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Linda Forno Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2694 click dal 16/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.