Skip to content

Misure nazionali di protezione ambientale e libera circolazione delle merci nel mercato interno comunitario

Informazioni tesi

  Autore: Sergio Carbone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Francesco Francioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

Lo status della protezione dell'ambiente cresce ulteriormente dopo l'adozione dell'Atto Unico. Questo Trattato persegue, da un lato, le finalità enunciate dal Libro Bianco sul completamento del mercato interno attraverso l'eliminazione delle barriere al commercio intracomunitario e, da un altro lato, l'obiettivo della protezione dell'ambiente nei termini suggeriti dalla giurisprudenza della Corte. L'Atto Unico colloca l'obiettivo dell'eliminazione dei residui ostacoli al commercio intracomunitario nella prospettiva di una coerente azione finalizzata alla protezione dell'ambiente. Il Titolo VII, oltre ad attribuire alla Comunità una chiara competenza in materia ambientale, introduce una serie di importanti principi e prevede per la protezione dell'ambiente sia l'intervento della Comunità che quello degli Stati membri. Con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht, il sistema di norme relative alla protezione dell'ambiente è stato ulteriormente ampliato e perfezionato. A norma dell'art. 2 del Trattato di Maastricht gli obiettivi della libera circolazione delle merci e della protezione dell'ambiente godono, nel sistema comunitario, della medesima rilevanza. Spetta alla Comunità, a norma degli artt. 100A (3) e 130R (2) la predisposizione di una politica ambientale basata su un elevato livello di protezione e, a norma dell'art. 130R (2) terzo comma, l'integrazione delle esigenze connesse alla tutela dell'ambiente «nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie. Dal canto loro, gli Stati membri, a norma degli artt. 100A (4) e 130T sono autorizzati dal Trattato, anche in presenza di regole comunitarie, a mantenere in vigore od a prendere provvedimenti per una protezione dell'ambiente ancora maggiore. L'adozione di misure ambientali nazionali sembra ulteriormente legittimata dall'art. 3B del Trattato di Maastricht. Tale norma, attraverso il principio di sussidiarietà, sembra tendere a privilegiare in alcune circostanze l'intervento nazionale rispetto a quello comunitario. Fino ad oggi, il sistema di ripartizione delle competenze comunitarie, ha funzionato in maniera tale da privilegiare, al contrario, l'azione comunitaria rispetto a quella degli Stati membri. Benché, infatti, gli Stati membri siano liberi di adottare, in assenza di regole comunitarie, provvedimenti nazionali nell'esercizio delle loro competenze residue, le norme sulla libera circolazione delle merci, l'art. 30 in particolare, tendono a favorire l'esercizio della competenza nazionale fino a quando l'incidenza delle misure nazionali sul funzionamento del mercato interno non superi certi ''limiti''. E' evidente che il rapporto fra le norme che disciplinano la libera circolazione delle merci e che tendono a limitare l'adozione di misure nazionali anche in assenza di regole comunitarie, e le norme relative alla protezione dell'ambiente che, al contrario, riconoscono agli Stati membri il potere di mantenere in vigore o di adottare nuovi provvedimenti nazionali per una protezione dell'ambiente ancora maggiore, risulta piuttosto controverso. In base alle norme comunitarie che disciplinano il perseguimento degli obiettivi della libera circolazione delle merci e della protezione dell'ambiente, in quali casi è dunque ammissibile la prevalenza dell'uno rispetto all'altro? In assenza di norme comunitarie, quali sono i limiti entro i quali uno Stato membro può adottare misure restrittive della libera circolazione delle merci per motivi di protezione dell'ambiente? Fino a che punto occorre considerare prevalente la competenza comunitaria su quella degli Stati membri? La presenza di regole comunitarie esaurisce del tutto l'intervento statale? Per cercare di dare una risposta a questi interrogativi sembra opportuno suddividere l'analisi prendendo in considerazione due differenti ipotesi. Una prima ipotesi riguarda i casi in cui, in mancanza di normative comunitarie, gli Stati membri adottano provvedimenti nazionali relativi alla protezione dell'ambiente che comportano delle limitazioni alla libera circolazione delle merci. Alla luce delle norme del Trattato e della giurisprudenza della Corte si cercherà di porre in evidenza in quali casi e secondo quali condizioni tali misure nazionali restrittive del commercio sono considerate ammissibili e, se è il caso, quale peso relativo è stato riconosciuto al perseguimento di entrambi gli obiettivi. La seconda ipotesi è relativa ai casi in cui, pur in presenza di provvedimenti comunitari, gli Stati membri sono legittimati ad adottare misure di protezione dell'ambiente che incidono sulla libera circolazione delle merci. Anche in questa circostanza, attraverso le norme del Trattato e la giurisprudenza della Corte, si cercherà di definire il quadro normativo di riferimento ed i limiti che caratterizzano rispettivamente l'intervento nazionale e quello comunitario.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
MISURE NAZIONALI DI PROTEZIONE AMBIENTALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NEL MERCATO INTERNO COMUNITARIO __________________________________________________________________________________ 2 CAPITOLO I GLI ARTT. 30 E 34 DEL TRATTATO E LA LORO INTERPRETAZIONE NELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE 1.1. I poteri degli Stati membri in assenza di regole comunitarie In assenza di legislazione comunitaria, gli Stati membri sono competenti ad adottare misure nazionali sia nell'ambito delle materie oggetto di competenza concorrente con quella comunitaria sia nell'ambito delle competenze c.d. «residue» rispetto all'ordinamento comunitario. Tuttavia bisogna tenere in considerazione il fatto che il principio della libera circolazione delle merci impedisce l'adozione di provvedimenti nazionali che abbiano l'effetto di restringere gli scambi intracomunitari. Gli artt. 30 e 34 vietano agli Stati membri di mantenere o adottare fra loro restrizioni quantitative all'importazione e alla esportazione comprese tutte le misure di effetto equivalente. Peraltro, se la Corte interpreta la nozione di «misura di effetto equivalente» nel senso che è vietata dal Trattato «ogni normativa commerciale degli Stati membri atta ad ostacolare direttamente o indirettamente, attualmente o potenzialmente, gli scambi intracomunitari» 1 non si potrebbe ammettere che motivi di ordine ecologico possano giustificare, in linea di principio, l'adozione di misure aventi per oggetto o per effetto di restringere l'importazione o l'esportazione delle merci. Inoltre, in una serie di sentenze riguardanti lo smaltimento degli oli usati, la Corte ha affermato che la protezione dell'ambiente è «incontestabilmente garantita in modo altrettanto efficace 1 Sentenza «Dassonville» dell'11 luglio 1974, 8/74, Raccolta, 1974, p. 837.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

ambiente
barriere doganali
barriere tecniche
ecologia
libera circolazione delle merci
mercato interno comunitario
protezione ambientale
protezionismo
scambi commerciali
unione europea

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi