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Guerra del Vietnam: dai fatti alla cinematografia

Il Vietnam è un paese tristemente famoso per la lunga guerra con gli Stati Uniti.
La guerra del Vietnam ha rappresentato uno degli episodi più drammatici e controversi del secondo dopoguerra, un conflitto che ha profondamente scosso le coscienze degli americani e che tutt’oggi è oggetto di un ampio dibattito.
L’interessamento verso la guerra in Vietnam nasce dal fatto che, pur essendo un argomento molto discusso e dibattuto, in molti casi non è abbastanza conosciuto nelle sue linee generali e nel suo lungo e graduale evolversi. La guerra in Vietnam ebbe un impatto notevole nella cultura americana degli anni sessanta, soprattutto fra i giovani, e questo rende ancora più stimolante cercare di scoprire le cause del conflitto e l’insieme di fattori e circostanze che l’hanno prolungato per tanti anni rendendolo una delle esperienze più drammatiche della storia americana. In Vietnam gli statunitensi rimasero impegnati a lungo con moltissimi uomini e utilizzarono tutti i mezzi di cui disponevano con l’eccezione dell’arma atomica, la quale avrebbe avuto conseguenze disastrose e incontrollabili; in ogni caso la difficoltà della guerra fu in qualche modo proporzionale all’attenzione che essa ha destato e che ancora suscita.
Si cerca di capire quali fattori determinarono la politica degli americani, quali rischi e benefici presentava l’intervento armato e come furono valutati dalla Casa Bianca; infatti la guerra venne considerata dal governo americano il mezzo più idoneo per raggiungere gli obiettivi che essi si erano proposti.
Lo svolgimento del conflitto vietnamita viene descritto riferendosi all’andamento generale delle operazioni militari, facendo accenno alle battaglie più importanti e agli episodi più significativi. I dati e le cifre riportati servono a dare un’idea dell’intensità dei combattimenti, della vastità dell’impegno delle parti in lotta, dei danni e dei sacrifici che la guerra provocò. Per quanto riguarda le trattative si cerca di seguire la loro evoluzione per vedere in quale modo, a dispetto del suo enorme potenziale bellico, gli Stati Uniti furono costretti ad accettare una pace negoziata escogitando un compromesso fra la rinuncia ai loro piani e la salvaguardia della loro credibilità a livello mondiale.
L’intera trattazione dell’argomento è suddivisa in due parti accompagnate da conclusioni: la prima parte riguarda la storia della guerra in Vietnam ed è a sua volta divisa in capitoli: il primo capitolo ha una funzione introduttiva per poter dare maggiore chiarezza all’intero lavoro. Il capitolo analizza la dominazione coloniale francese e la lunga lotta del Vietnam per l’indipendenza, indispensabile per introdurre lo scontro con gli Stati Uniti.
IL secondo capitolo è incentrato sugli accordi di Ginevra del 1954 in cui la penisola indocinese fu divisa in tre Stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam. Il Vietnam fu diviso a sua volta in due lungo il 17° parallelo: Vietnam del Nord nel quale venne riconosciuta una repubblica democratica guidata da Ho Chi-Min (con capitale Hanoi); Vietnam del Sud, affidato al cattolico Ngo Dinh DIEM (capitale Saigon, sotto il controllo americano). In seguito a questa conferenza ci fu quindi l’intervento in guerra degli Stati Uniti in appoggio delle operazioni del Sud.
Il terzo capitolo prende in esame l’incidente nel golfo di Tonchino dell’agosto del 1964, e la sua “Risoluzione”che, passata al Congresso statunitense, dà al presidente americano Jhonson, succeduto nel frattempo a Kennedy, mano libera per proteggere le forze americane in Vietnam ordinando il bombardamento di obiettivi militari nel Vietnam del Nord. L’ultima parte del capitolo è dedicata alla strategia alternativa elaborata da McNamara e ad un nuovo dibattimento relativo all’escalation.
Il quarto capitolo tratta la Presidenza Nixon e la promessa di porre termine rapidamente alla guerra. In particolare il capitolo si concentra sulla difficile strada verso gli accordi di pace e sulla “vietnamizzazione” del conflitto. Tratta il sorgere dello scontro tra Congresso e Presidenza Nixon che influenzerà enormemente i rapporti futuri tra Vietnam e Stati Uniti. Sottolinea inoltre l’ampliarsi del conflitto al Laos e, soprattutto, alla Cambogia che porterà gravi conseguenze e contribuirà all’instabilità della regione. Infine, il capitolo descrive i negoziati finali e la firma dei tanto attesi Accordi di Parigi.
Infine viene svolta una breve analisi dei costi e dei risultati ottenuti e una riflessione su questi avvenimenti per comprendere in quale modo essi abbiano pesato sia all’interno del paese dove si svolsero, sia nella superpotenza coinvolta direttamente, oltre agli effetti sul piano internazionale.
La seconda parte riguarda la guerra del Vietnam vista dal mondo del cinema con l’analisi di tre film: Il Cacciatore, Hamburger Hill e Full Metal Jacket.

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3 INTRODUZIONE Il Vietnam è un paese tristemente famoso per la lunga guerra con gli Stati Uniti. La guerra del Vietnam ha rappresentato uno degli episodi più drammatici e controversi del secondo dopoguerra, un conflitto che ha profondamente scosso le coscienze degli americani e che tutt’oggi è oggetto di un ampio dibattito. Dal primo finanziamento ai francesi nella primavera del ’50 fino alla firma degli accordi di Parigi nel gennaio 1973, il Vietnam ha coinvolto, in misura minore o maggiore, ben cinque presidenti (Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon). L’interessamento verso la guerra in Vietnam nasce dal fatto che, pur essendo un argomento molto discusso e dibattuto, in molti casi non è abbastanza conosciuto nelle sue linee generali e nel suo lungo e graduale evolversi. La guerra in Vietnam ebbe un impatto notevole nella cultura americana degli anni sessanta, soprattutto fra i giovani, e questo rende ancora più stimolante cercare di scoprire le cause del conflitto e l’insieme di fattori e circostanze che l’hanno prolungato per tanti anni rendendolo una delle esperienze più drammatiche della storia americana. In Vietnam gli statunitensi rimasero impegnati a lungo con moltissimi uomini e utilizzarono tutti i mezzi di cui disponevano con l’eccezione dell’arma atomica, la quale avrebbe avuto conseguenze disastrose e incontrollabili; in ogni caso la difficoltà della guerra fu in qualche modo proporzionale all’attenzione che essa ha destato e che ancora suscita. Si cerca di capire quali fattori determinarono la politica degli americani, quali rischi e benefici presentava l’intervento armato e come furono valutati dalla Casa Bianca; infatti la guerra venne considerata dal governo americano il mezzo più idoneo per raggiungere gli obiettivi che essi si erano proposti. Lo svolgimento del conflitto vietnamita viene descritto riferendosi all’andamento generale delle operazioni militari, facendo accenno alle battaglie più importanti e agli episodi più significativi. I dati e le cifre riportati servono a dare un’idea dell’intensità dei combattimenti, della vastità dell’impegno delle parti in lotta, dei danni e dei sacrifici che la guerra provocò. Si capisce così che, pur trattandosi di guerriglie con pochi grandi scontri frontali, fu portata avanti con accanimento e decisione, sfruttando tutti i mezzi possibili per annientare l’avversario e costringerlo alla resa. Le difficoltà incontrate dalla superpotenza vengono evidenziate con le sue similitudini mentre, insieme alle operazioni militari, si cercava con sempre maggiore urgenza una via d’uscita diplomatica. Per quanto riguarda le trattative si cerca di seguire la loro evoluzione per vedere in quale modo, a dispetto del suo enorme potenziale bellico, gli Stati Uniti furono costretti ad accettare una pace negoziata escogitando un compromesso fra la rinuncia ai loro piani e la salvaguardia della loro credibilità a livello mondiale. L’intera trattazione dell’argomento è suddivisa in due parti accompagnate da conclusioni: la prima parte riguarda la storia della guerra in Vietnam ed è a sua volta divisa in capitoli: il primo capitolo ha una funzione introduttiva per poter dare maggiore chiarezza all’intero lavoro. Il capitolo analizza la dominazione coloniale francese e la lunga lotta del Vietnam per l’indipendenza, indispensabile per introdurre lo scontro con gli Stati Uniti. IL secondo capitolo è incentrato sugli accordi di Ginevra del 1954 in cui la penisola indocinese fu divisa in tre Stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam. Il Vietnam fu diviso a sua volta in due lungo il 17° parallelo: Vietnam del Nord nel quale venne riconosciuta una repubblica democratica guidata da Ho Chi-Min (con capitale Hanoi); Vietnam del Sud, affidato al cattolico Ngo Dinh DIEM (capitale Saigon, sotto il controllo americano). In seguito a questa conferenza ci fu quindi l’intervento in guerra degli Stati Uniti in appoggio delle operazioni del Sud.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Mura Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6603 click dal 02/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.