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Lo status dell'Olp nella diplomazia italiana

Informazioni tesi

  Autore: Paola Gaspardis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Elena Sciso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

In questo lavoro si vogliono studiare i rapporti tra l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), in qualità di movimento di liberazione nazionale, e lo Stato italiano, sia sotto il profilo del rapporto diretto tra i due soggetti, sia analizzando l'atteggiamento dello Stato italiano nei confronti della posizione delle Nazioni Unite e della Comunità Europea.
Questo rapporto e il comportamento dello Stato Italiano nei confronti dell'OLP si inseriscono, ovviamente, in un quadro più ampio: il processo di pace arabo-israeliano.

Inquadrare il problema risulta alquanto difficile, se non si vuole tracciare l'intera storia del Medio Oriente, bisogna quindi cercare di estrapolare l'argomento in questione da una serie di complesse vicende interconnesse.

La questione mediorientale è un problema sempre scottante ed in continua evoluzione, lo stesso si può dire di quello palestinese che nasce al momento della famosa dichiarazione Balfour del 1917.
Per inquadrare storicamente la nascita dell'OLP e per comprenderne il ruolo all'interno del processo di pace da noi esaminato, è necessario analizzare il problema dei Territori Occupati.
Per tracciare la storia di questi Territori occorre partire dalla decisione della Società delle Nazioni di assegnare, tra i cosiddetti mandati, alla Gran Bretagna la Palestina, dopo la sparizione dell'Impero Ottomano. La Gran Bretagna doveva decidere, sostanzialmente, il destino della Palestina. A questo proposito Lord Balfour, Ministro degli Esteri Britannico, già il 2 Novembre del 1917, espresse in una dichiarazione, la famosa ''Dichiarazione Balfour'', per conto del proprio governo: il desiderio, o meglio la volontà di costituire una ''National Home'' ebraica.
Ci limiteremo ad analizzare il destino della Palestina dal momento in cui, dopo la seconda guerra mondiale la situazione si è resa insostenibile con l'aggravamento del problema causato da un forte esodo ebraico da tutta Europa date le atroci persecuzioni naziste, il totale fallimento delle mediazioni inglesi tra nazionalismo arabo e israeliano protrattesi fino a quel momento e i vari piani di spartizione mai giunti a buon fine.
La Gran Bretagna a questo punto desiste, e restituisce nel 1947 il proprio mandato alle Nazioni Unite; organismo internazionale costituitosi con il secondo conflitto mondiale sulle spoglie della Società delle Nazioni.
Da questo momento è compito delle Nazioni Unite risolvere il problema della spartizione, il 27 Novembre del 1947 con la Risoluzione 181 si propone un nuovo piano che, però non farà altro che scatenare la prima guerra arabo-israeliana e la relativa autoproclamazione, il 15 Maggio 1948, dell'indipendenza dello Stato di Israele, dopo che la Gran Bretagna aveva definitivamente abbandonato il campo.
I ''Territori Occupati'' sono composti dalla striscia di Gaza e dalla West Bank (Cisgiordania), con il primo conflitto la striscia di Gaza passa sotto il controllo egiziano, mentre la West Bank sotto quello giordano.
Con la guerra del 1967 entrambi questi territori vengono, invece, occupati da Israele che li amministra come ''Territori Occupati'', tranne Gerusalemme est formalmente considerata israeliana. Questa annessione non viene però, riconosciuta dalle Nazioni Unite che, a tale proposito adottano la Risoluzione 242, nel Novembre dello stesso anno, chiedendo ''il ritiro delle forze armate israeliane dai Territori Occupati, la fine dello stato di belligeranza e il rispetto della sovranità, integrità territoriale e l'indipendenza politica di ogni Stato della regione con il diritto a vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti; una giusta soluzione del problema dei rifugiati.''
L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, nasce nel corso degli avvenimenti come movimento di liberazione, ed in quanto tale occorre seguirne l'evoluzione per... (continua)

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LO STATUS DELL'OLP NELLA DIPLOMAZIA ITALIANA INTRODUZIONE In questo lavoro si vogliono studiare i rapporti tra l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), in qualità di movimento di liberazione nazionale, e lo Stato italiano, sia sotto il profilo del rapporto diretto tra i due soggetti, sia analizzando l'atteggiamento dello Stato italiano nei confronti della posizione delle Nazioni Unite e della Comunità Europea. Questo rapporto e il comportamento dello Stato Italiano nei confronti dell'OLP si inseriscono, ovviamente, in un quadro più ampio: il processo di pace arabo-israeliano. Inquadrare il problema risulta alquanto difficile, se non si vuole tracciare l'intera storia del Medio Oriente, bisogna quindi cercare di estrapolare l'argomento in questione da una serie di complesse vicende interconnesse. La questione mediorientale è un problema sempre scottante ed in continua evoluzione, lo stesso si può dire di quello palestinese che nasce al momento della famosa dichiarazione Balfour del 1917. Per inquadrare storicamente la nascita dell'OLP e per comprenderne il ruolo all'interno del processo di pace da noi esaminato, è necessario analizzare il problema dei Territori Occupati. Per tracciare la storia di questi Territori occorre partire dalla decisione della Società delle Nazioni di assegnare, tra i cosiddetti mandati, alla Gran Bretagna la Palestina, dopo la sparizione dell'Impero Ottomano. La Gran Bretagna doveva decidere, sostanzialmente, il destino della Palestina. A questo proposito Lord Balfour, Ministro degli Esteri Britannico, già il 2 Novembre del 1917, espresse in una dichiarazione, la famosa "Dichiarazione Balfour", per conto del proprio governo: il desiderio, o meglio la volontà di costituire una "National Home" ebraica. Ci limiteremo ad analizzare il destino della Palestina dal momento in cui, dopo la seconda guerra mondiale la situazione si è resa insostenibile con l'aggravamento del problema causato da un forte esodo ebraico da tutta Europa date le atroci persecuzioni naziste, il totale fallimento delle mediazioni inglesi tra nazionalismo arabo e israeliano protrattesi fino a quel momento e i vari piani di spartizione mai giunti a buon fine. La Gran Bretagna a questo punto desiste, e restituisce nel 1947 il proprio mandato alle Nazioni Unite; organismo internazionale costituitosi con il secondo conflitto mondiale sulle spoglie della Società delle Nazioni.

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